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Svizzera
Furti di biciclette: calano i casi, ma il danno medio è record
© CdT / Archivio
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Ats
7 ore fa
È quanto emerge da un'analisi condotta da AXA, il maggiore assicuratore danni elvetico

Con l'arrivo della primavera tornano puntuali i ladri di biciclette, ma il fenomeno in Svizzera sta cambiando volto: secondo un'analisi di AXA, il maggiore assicuratore danni elvetico, nell'ultimo anno si è registrato un calo del numero di furti, mentre il valore dei mezzi rubati ha raggiunto livelli senza precedenti. Nel 2024 la compagnia zurighese ha risarcito poco più di 21 milioni di franchi per circa 9000 biciclette rubate. Si tratta di un numero di casi inferiore di circa il 10% rispetto all'anno precedente, ma questo dato positivo nasconde una tendenza meno favorevole: il danno medio per sinistro ha raggiunto il record storico di 2350 franchi, quasi il doppio rispetto a dieci anni or sono. «Le biciclette diventano sempre più care e il numero di e-bike è aumentato: un ghiotto bottino per i ladri», spiega Stefan Müller, responsabile sinistri assicurazioni cose presso AXA, citato in un comunicato. Il furto di una bici elettrica costa all'assicurazione in media 3000 franchi. A livello nazionale lo scorso anno una economia domestica assicurata su 91 ha subito il furto di una bicicletta, un dato in miglioramento rispetto al triennio precedente. Secondo Axa le cause di questa evoluzione non sono del tutto chiare: è possibile che i ciclisti siano più cauti e proteggano meglio le proprie due ruote, oppure che il numero di ladri di biciclette sia diminuito. Le differenze tra cantoni, però, rimangono enormi. La regione renana si conferma la più a rischio, con Basilea-Città che rimane l'indiscussa roccaforte dei furti: qui un'economia domestica su 27 ha denunciato la scomparsa di una bicicletta. Seguono Basilea-Campagna, con un caso ogni 41, e il Canton Soletta, dove a essere vittima di furto è stata una realtà su 57. All'estremo opposto della classifica troviamo il Ticino, che si conferma il cantone più sicuro per le due ruote: con un furto ogni 535 economie domestiche, il rischio di essere derubati è venti volte inferiore rispetto a Basilea-Città. Performance eccellenti anche per Nidvaldo (1 caso su 248) e Vallese (1 su 225). Tra le grandi città, solo Lugano e San Gallo registrano un tasso di furti inferiore alla media nazionale. Secondo gli esperti, la spiegazione di queste differenze è duplice. Da un lato la vicinanza al confine gioca un ruolo chiave, poiché è lì che operano più bande organizzate in grado di trasferire rapidamente le biciclette all'estero. Dall'altro, le città ad alto traffico ciclistico offrono una maggiore offerta per i malintenzionati, spiegando così il divario tra aree urbane e rurali. Solo Lugano e San Gallo evidenziano un valore inferiore alla media. Per non finire nelle statistiche, AXA offre alcuni consigli pratici. La bicicletta dovrebbe essere parcheggiata in un luogo sorvegliato o che si possa chiudere a chiave. Per una maggiore sicurezza si consiglia di fissare il telaio del mezzo, con un lucchetto di alta qualità, a un elemento ancorato in modo saldo al terreno, che non consenta di sollevare semplicemente la bicicletta e asportarla. Se, nonostante tutte le precauzioni, la bicicletta viene comunque rubata, occorre denunciare al più presto il furto alla polizia. Conoscendo la marca, il modello esatto e il numero di telaio, vi sono maggiori possibilità di rientrarne in possesso. Si consiglia inoltre di identificare la propria bicicletta o e-bike attraverso strumenti come la vignetta per biciclette, che permette di registrare online il proprio mezzo. Oltre alla criminalità organizzata, che trafuga grandi quantità di biciclette, gli assicuratori constatano anche numerosi furti occasionali in cui le biciclette vengono utilizzate per un determinato tragitto e poi posteggiate. In questi casi, identificare il mezzo aumenta le chance di recupero. Proprio al tema dei furti delle bici dedicano oggi un articolo anche i giornalisti del Tages-Anzeiger (TA), che hanno effettuato una sorta di ricerca sul campo. I cronisti hanno preparato una bicicletta con dei localizzatori GPS e l'hanno lasciata incustodita nelle città di Berna, Basilea e Zurigo. Nove volte su un totale di una dozzina di furti la squadra è riuscita a fermare i malintenzionati, scoprendo una realtà fatta principalmente di ladri occasionali che, una volta scoperti, si sono scusati e hanno restituito la bicicletta con estrema cortesia, avanzando scuse come «l'ho trovata così». Il fenomeno, però, ha anche risvolti più seri e organizzati. In un caso, il tracker ha condotto i giornalisti fino a una foresta in Germania, dove un senzatetto viveva in una tenda. In un'altra circostanza, la bici è finita nelle mani di una presunta banda di rumeni a Zurigo. L'inchiesta evidenzia come la Svizzera sia un Eldorado per i ladri per quattro motivi principali: l'alta densità di biciclette di valore, la falsa sicurezza dei proprietari, la scarsa persecuzione penale con un tasso di risoluzione inferiore al 5% e la posizione centrale nel cuore dell'Europa con frontiere permeabili. Il problema è in forte aumento, con oltre 54'000 casi registrati dalla polizia nel solo 2024. Le autorità sottolineano l'importanza di annotare il numero del telaio, unico strumento efficace per sperare di rivedere la propria amata due ruote, concludono i reporter di TA.