
La media annuale di decessi causati da valanghe durante la pratica di sport fuoripista in Svizzera è costante dagli anni '90, malgrado la popolarità attuale di queste attività. Lo stabilisce una ricerca dell'Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF). Nelle zone non messe in sicurezza, il numero di vittime annuali si attesta attorno alla ventina. Se si risale ulteriormente nel passato, si può notare che la cifra è in riduzione, dato che, negli anni '80, la media di persone scomparse in queste circostanze era di 27 ogni anno. Nella maggioranza dei casi, le valanghe sono state provocate dalle vittime stesse. Secondo l'SLF, le cifre non sono cresciute in quanto sono migliorati fattori quali la prevenzione, la formazione specifica per le guide e l'informazione generale sulla situazione valanghiva. Il perfezionamento e la diffusione di rilevatori in grado di rintracciare le vittime hanno inoltre permesso di aumentare le possibilità di sopravvivenza, riducendo il tempo passato sotto la coltre nevosa. La banca dati dell'SLF permette di risalire fino a eventi avvenuti nel 1936. Il numero di morti correlati al fuoripista era inferiore alla decina negli anni '50, prima di esplodere negli anni '60 e '70. Non ci sono cifre al riguardo, fa notare l'Istituto per lo studio della neve, ma, in quegli anni, il numero di appassionati di questa pratica era fortemente aumentato, favorito anche dal boom del turismo invernale. Per quanto riguarda le aree in sicurezza (strade, piste da sci e zone abitate), il calo di vittime è stato significativo. Alla fine degli anni '40, quindici persone ogni dodici mesi morivano sotto una valanga. Nel 2010, questa media è risultata inferiore a un decesso ogni anno. Stando agli esperti, l'evoluzione positiva è dovuta ai grossi investimenti nei ripari antivalanghe, al rafforzamento delle misure preventive e alle modifiche intraprese nella gestione del territorio. L'SLF sottolinea però che è impossibile garantire una sicurezza totale. Inverni estremamente a rischio, come quello del 1999 quando complessivamente 17 persone perirono sotto slavine, sono sempre possibili. Quell'anno il tributo più elevato fu pagato dal villaggio vallesano di Evolène: il 21 febbraio dodici persone morirono quando due valanghe travolsero diversi chalet. A Wengen, nell'Oberland bernese, una slavina distrusse un ristorante causando la morte dei due gerenti.
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