
Domenica di elezioni in Romandia. Nella Svizzera occidentale erano chiamati al voto i cittadini ginevrini e vallesani, per esprimersi sul ballottaggio per i rispettivi Consigli di Stato.
Maudet escluso dal governo ginevrino
Sulle rive del Lemano è soprattutto la non rielezione di Pierre Maudet a fare notizia. L’ex consigliere di Stato, espulso dal Plr e già candidato al Consiglio federale, era stato travolto da uno scandalo legato ad alcuni favoritismi provenienti dagli Emirati Arabi Uniti, risalenti al 2015. Dopo l’espulsione dal Plr, lo scorso ottobre si era dimesso dal Consiglio di Stato. Aveva poi deciso di ripresentarsi alle elezioni in qualità di indipendente, conseguendo un notevole risultato al primo turno.
Per lui però nulla da fare: al suo posto è stata eletta l’ecologista Fabienne Fischer (Verdi). Con l’elezione di Fischer, il governo ginevrino si sposta verso sinistra. La verde si è detta «la persona giusta per restituire alle istituzioni la legittimità di cui hanno bisogno».
«Adesso è possibile cambiare rotta», ha aggiunto Fischer. Il nuovo esecutivo sarà composto da due ecologisti, due socialisti, un liberale-radicale, un popolare-democratico e un esponente del Movimento dei cittadini ginevrini.
Fine della maggioranza assoluta pipidina in Vallese
In Vallese invece è il Ppd a piangere. I democristiani perdono infatti la maggioranza assoluta in Consiglio di Stato. Non era mai successo nella storia del cantone bilingue.
Non c'è stato infatti nulla da fare per Serge Gaudin: a spuntarla sono stati i due consiglieri nazionali Mathias Reynard (Ps) e Franz Ruppen (Udc). Sono inoltre stati riconfermati gli uscenti Robert Schmidt e Christophe Darbellay, entrambi Ppd, nonché Frédéric Favre (Plr).
Il nuovo governo vallesano sarà dunque composto da due Ppd, un Plr, un Ps e un Udc. Si tratta di un terremoto in un cantone finora dominato dai democristiani. A sorridere invece è l’Udc, che torna al governo a quattro anni di distanza dall'esclusione di Oskar Freysinger.
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