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Svizzera
Fuochi d'artificio, un divieto «sarebbe sproporzionato»
Ats
12 ore fa
È quanto pensa un comitato composto di rappresentanti del Centro, del PLR, dell'UDC e del mondo economico che chiedono di respingere l'iniziativa popolare

Un divieto di botti e e petardi, tema sul quale popolo e Cantoni saranno chiamati ad esprimersi il 29 di novembre, sarebbe sproporzionato. È quanto pensa un comitato composto di rappresentanti del Centro, del PLR, dell'UDC e del mondo economico che chiedono di respingere l'iniziativa popolare «Per una limitazione dei fuochi d'artificio». Questa richiesta di modifica costituzionale vuole una maggiore protezione delle persone, degli animali e dell'ambiente dal rumore e dalle emissioni di razzi e petardi. Sono previste eccezioni per i grandi eventi sovraregionali, a discrezione dei Cantoni.

Ma per il comitato contrario, unito sotto lo slogan «Ciò che ci unisce deve restare», occorre invece puntare sulla responsabilità piuttosto che sui divieti. A loro avviso, se l'iniziativa venisse accolta alle urne ne risentirebbero le feste private, le manifestazioni associative o paesane. A tale riguardo, Daniel Bussmann, presidente dell'associazione ProFeuerwerk («Pro fuochi d'artificio»), ha citato davanti ai media l'esempio delle celebrazioni locali del 1. agosto e di Capodanno, dei matrimoni o degli anniversari delle associazioni.

Se l'iniziativa venisse approvata, diverse aziende in Svizzera rischierebbero il fallimento, ha sottolineato da parte sua l’ex consigliere nazionale liberale Jean Guinand (NE), presidente del consiglio di amministrazione di una società specializzata nella creazione e nell'organizzazione di spettacoli pirotecnici. Bussmann ha stimato che sarebbero interessati tra i 300 e i 350 posti di lavoro a tempo pieno, tra produttori, importatori e distributori.

Urs Furrer, direttore dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), ha aggiunto che ne risentirebbero anche altri settori, ad esempio i ristoranti che traggono vantaggio dagli spettacoli pirotecnici. Gli oppositori hanno inoltre messo in guardia contro qualsiasi nuovo onere burocratico e nuovi controlli. Urs Furrer si è opposto all'idea che ci siano sempre più prescrizioni federali su ciò che si può o non si può fare. Per il comitato contrario, l'iniziativa rappresenta inoltre un attacco alla libertà del commercio e di industria che viola l'autonomia dei cantoni e dei comuni.

«Il federalismo funziona», ha affermato Jonas Lüthy, presidente dei Giovani PLR, giacché Cantoni e Comuni possono già oggi limitare l'uso dei fuochi d'artificio nel tempo o nello spazio, subordinarne l'uso a un'autorizzazione e pronunciare divieti in caso di pericolo concreto. Prendendola parola, il consigliere nazionale Benjamin Roduit (Centro/VS) ha affermato che, come ex sindaco, «non ho mai corso rischi nell'autorizzare fuochi d'artificio». «Bisogna saper dire no quando le condizioni lo richiedono, ma anche dire sì quando le condizioni sono soddisfatte», ha aggiunto.

Dal canto suo, il consigliere nazionale Edgar Bischof (UDC/AR) ha affermato di non difendere l'uso dei fuochi d'artificio «dappertutto e in qualsiasi momento». Tuttavia, si tratta di una tradizione che unisce le generazioni e che va per questo preservata. Tradizione, a suo parere, non significa mancanza di riguardo.