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Svizzera
Fuochi d’artificio, al via la campagna del sì: «Proteggiamo animali e ambiente»
Ats
10 ore fa
In vista del voto federale del 29 novembre, i promotori chiedono di limitare vendita e uso dei petardi più rumorosi – In campo organizzazioni animaliste, guardacaccia e agricoltori

Cani, gatti, mucche e cervi che si coprono le orecchie per il frastuono: sono queste le immagini scelte dai favorevoli all'iniziativa sui fuochi d'artificio per lanciare la loro campagna in vista delle votazioni federali del prossimo 29 novembre. Il testo alle urne chiede di limitare l'uso e la vendita di articoli pirotecnici rumorosi per proteggere persone, animali e ambiente.

I promotori dell'iniziativa popolare federale «Per una limitazione dei fuochi d'artificio» hanno presentato oggi a Berna davanti ai media i loro argomenti a sostegno del progetto. Presenti i rappresentanti della Protezione Svizzera degli Animali (PSA) e di altre organizzazioni per la tutela della fauna, ma anche guardacaccia e agricoltori.

Gli animali domestici, da reddito e selvatici - che hanno un udito nettamente più sensibile rispetto a quello degli esseri umani - soffrono a causa dei rumori improvvisi delle esplosioni degli spettacoli pirotecnici e sono spesso colti da paura, stress e panico, sostengono i promotori dell'iniziativa.

Chi li accudisce è costretto a trascorrere il 1° agosto e Capodanno chiuso in casa con loro oppure a trascorrere le festività lontano dai luoghi dove si sparano fuochi d'artificio, sottolineando i fautori, deplorando che l'uso privato dei fuochi d'artificio è sfuggito di mano.

Per Andrea Schaller, responsabile della PSA per la Svizzera romanda e il Ticino, il 1° agosto del 2026 deve fungere da esempio concreto. Quest'anno infatti - ha ricordato Schaller - l'accensione di fuochi d'artificio da parte dei privati è stata vietata su vasta scala a causa dell'ondata di caldo e la forte siccità. «Quel giorno non è stata registrata nemmeno una segnalazione di cane scomparso», ha dichiarato. Normalmente durante la Festa nazionale le chiamate aumentano vertiginosamente, ha detto.

Vietando i petardi e gli altri articoli pirotecnici privati, i proprietari di animali potranno organizzarsi con maggiore prevedibilità, ha spiegato Schaller. Sapranno quando sono previsti i fuochi d'artificio ufficiali e non dovranno più avere timore che rumori imprevedibili possano sopraggiungere da ogni parte.

Ma anche gli animali selvatici sono fortemente minacciati, ha affermato Gabriel Sutter, guardiacaccia attivo a Basilea Campagna . Lo stress li induce infatti a sprecare preziose riserve di energia, ad abbandonare i loro rifugi o perfino i loro piccoli. Nel peggiore dei casi, lo spavento causato da petardi può essere fatale, ha detto Sutter.

Ogni anno 1'300 tonnellate di rifiuti...

Gli articoli in questione producono inoltre notevoli quantità di rifiuti e sono causa di inquinamento ambientale. Secondo il comitato, la combustione di fuochi d'artificio produce ogni anno 1'300 tonnellate di rifiuti in Svizzera sotto forma di imballaggi di legno, cartone, plastica o argilla di cui gran parte rimane a lungo nei campi, nei prati o nei luoghi pubblici. La loro rimozione comporta un costo significativo e rappresenta un problema per gli agricoltori. I rifiuti abbandonati costituiscono infatti un pericolo per gli animali e si decompongono infine in microplastiche.

Citando le cifre diffuse dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), il comitato ha indicato che, oltre a polvere da sparo, il materiale pirotecnico contiene composti metallici (che generano i colori dei fuochi d'artificio) che emettono circa 200-400 tonnellate di polveri fini all'anno, che a loro volta finiscono nel suolo e nelle acque.

...e oltre 200 incidenti

L'uso privato dei fuochi d'artificio provoca pure ripetutamente incendi e incidenti, talvolta con feriti gravi, sottolinea il comitato. La Suva registra 260 infortuni all'anno causati da prodotti pirotecnici. La maggior parte riguarda ustioni alle mani e alle dita nonché lesioni permanenti all'udito (con conseguente acufene).

L'agricoltore Lukas Jost ha sottolineato dal canto suo il «notevole rischio di incendio» rappresentato dai fuochi d'artificio rischiano di finire nei fienili. «Ci sono molte altre possibilità, oltre ai pericolosi fuochi d'artificio, per esprimere la propria gioia», ha aggiunto.

«Il popolo è d'accordo»

Secondo le organizzazioni che guidano la campagna - tra cui la PSA, Quattro Zampe e la Fondazione per l'animale nel diritto (TIR) - i fuochi d'artificio poco rumorosi, come i bengala e i tradizionali vulcani, continuerebbero a essere autorizzati.

Inoltre, per eventi d'importanza sovraregionale, come appunto la Festa nazionale o altre ricorrenze popolari, i Cantoni potrebbero accordare autorizzazioni eccezionali. Tuttavia, anche durante questi eventi, ai privati non sarebbe consentito accendere articoli pirotecnici rumorosi.

Non si tratta di «un progetto estremo», ha dichiarato il direttore della PSA Marco Mettler. «Non mettiamo in discussione né il 1° agosto né la nostra tradizione», ha aggiunto. Bensì si tratta piuttosto di «convivere nel rispetto reciproco». Inoltre, il comitato ha ricordato che il popolo si sarebbe già mostrato d'accordo: secondo un sondaggio rappresentativo di gfs.bern del 2024, il 68% degli elettori sostiene l'iniziativa che ha raccolto complessivamente 137'193 firme.

In molti comuni si sono tenute votazioni in cui, a larga maggioranza, è stato vietato l'uso di fuochi d'artificio rumorosi. Il rumore, però - affermano i promotori - «non conosce confini amministrativi: per questo è necessaria una soluzione a livello nazionale».

Al progetto si sono opposti sia Consiglio federale che Parlamento, che ritengono il testo troppo rigido. Ciononostante non sono riusciti a trovare un'intesa per un controprogetto indiretto.

La campagna a favore del sì è in corso dal 5 ottobre e i cartelloni del comitato sono già visibili in molte stazioni ferroviarie e nei centri cittadini di tutte le regioni linguistiche della Svizzera. Nelle prossime settimane - ha indicato il comitato promotore - sarà estesa ad altri spazi pubblicitari digitali e raggiungerà complessivamente circa 3'850 schermi in tutte le regioni del Paese.