
Un buon 60% dei dipendenti federali che, dal 2006, hanno optato per il pensionamento anticipato in vista del cambiamento di regime della cassa pensione PUBLICA, è tornato a lavorare nuovamente con la Confederazione grazie a un mandato di prestazioni o a un altro rapporto di lavoro. Questa situazione non piace affatto alla Delegazione delle finanze delle Camere federali che invita il Consiglio federale a prestare più attenzione. Sebbene il nuovo sistema che regge la Cassa pensioni della Confederazione - dal primato delle prestazioni al primato dei contributi - non abbia comportato partenze massicce, diversi collaboratori hanno scelto di lasciare la vita attiva prima del previsto, garantendosi così una pensione più elevata. Secondo il rapporto annuale della Delegazione delle finanze, pubblicato oggi, a metà gennaio 2008 circa 850 dipendenti avevano scelto il pensionamento anticipato. Si tratta comunque di un numero due volte inferiore a quanto lasciavano supporre le previsioni dell'estate 2007. Orbene, circa 530 di queste persone continuano a lavorare per la Confederazione, in particolare sotto forma di mandato o di un nuovo rapporto di lavoro che consente di accumulare salario e rendita del secondo pilastro. Questa situazione è "ingiusta", sia nei confronti dei pensionati "normali" che delle persone che ambiscono al posto di lavoro in questione, ha deplorato davanti alla stampa il presidente della delegazione, consigliere nazionale Bruno Zuppiger (UDC/ZH). Il Consiglio federale è dunque invitato a dar prova di grande moderazione e di fare regolarmente il punto sulla "riassunzione" di "ex dipendenti". Per la delegazione, il numero di dipendenti che in qualche modo lavora nuovamente per lo Stato resta "considerevole", sebbene si tratti probabilmente di un fenomeno momentaneo, inteso a sopperire a un'improvvisa perdita di "savoir-faire". ATS
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