
Nel primo trimestre 2009, la Svizzera contava 213'500 frontalieri, il 26 per cento in più di cinque anni prima: nel primo trimestre 2004 erano 170'100. Il ritmo di crescita (+2%) nell'ultimo anno è tuttavia diminuito nettamente, rileva in una nota odierna l'Ufficio federale di statistica (UST). In Ticino i frontalieri sono saliti da 33'930 nel 2004 a 43'773 nel 2009 (+29%) e costituiscono il 22% della manodopera. Nel 2008 erano 42'433. Il tasso di crescita annuale è stato dunque del 3,15%.L'aumento registrato a livello nazionale tra il primo trimestre 2008 e il primo trimestre 2009 - scrive l'UST - costituisce un chiaro rallentamento della crescita annua che, influenzata dal dinamismo del mercato del lavoro, nel primo trimestre 2008 si situava ancora al 6,1 per cento e nel primo trimestre 2007 addirittura al 9,5 per cento. Nel periodo dal 2004 al 2006 (sempre primo trimestre), il numero di frontalieri era progredito annualmente a un ritmo più attenuato (tra il 2,3% e il 3,5%).Nel primo trimestre il 39 per cento della manodopera frontaliera era occupata nell'industria, il 60 per cento nei servizi. Tra le persone occupate, tali valori ammontavano rispettivamente al 23 e al 73 per cento.I tre quarti dei frontalieri lavorano nei cantoni di Ginevra, Ticino, Basilea Città, Basilea Campagna e Vaud. La loro quota sulle persone occupate è di conseguenza elevata in Ticino (22%), nella Svizzera nordoccidentale (9,2%) e nella Regione del Lemano (8,6%). A livello nazionale, tale valore si situava al 4,7 per cento nel primo trimestre 2009.Nelle Grandi Regioni Espace Mittelland (+55%), Zurigo (+47%) e nella Regione del Lemano (+41%), l'aumento è stato superiore alla media, nella Svizzera orientale (+15%) e nella Svizzera nordoccidentale (+4,6%), invece, l'incremento si è collocato sotto la media. Poco superiore alla media nazionale è stata infine la progressione del numero di frontalieri rilevata nel Ticino (+29%).Negli ultimi cinque anni la composizione della manodopera frontaliera non è pressoché cambiata: oltre la metà dei frontalieri vive in Francia (53%), un quinto proviene dall'Italia (22%), un ulteriore quinto dalla Germania (21%) e il 3,3 per cento dall'Austria. Con una quota del 64 per cento, gli uomini costituiscono la maggioranza della manodopera frontaliera. Tra l'insieme delle persone occupate in Svizzera, la quota di uomini è del 55 per cento (donne: 45%). Negli ultimi cinque anni la manodopera frontaliera femminile è progredita a ritmo più sostenuto rispetto a quella maschile. Nel primo trimestre 2009, la differenza nella dinamica di crescita annua risulta tuttavia attenuata (donne: +2,1%; uomini: +2,0%).ATS
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