
La sezione ginevrina del PLR chiede aiuto alla Cancelleria federale (CF) per guidare il cantone fuori dalla crisi provocata dal caso di presunte frodi elettorali: Berna potrebbe mandare degli osservatori.
"È in gioco la credibilità delle istituzioni e la fiducia dei cittadini ne risulta minata", affermano i liberali radicali ginevrini in un comunicato diramato ieri. "A una settimana da una votazione cruciale a livello federale e cantonale, a prescindere dalle sensibilità politiche, è necessaria una prospettiva esperta e neutrale: il PLR chiede che la CF, responsabile del corretto svolgimento delle votazioni federali, intervenga e garantisca che lo scrutinio del 19 maggio si svolga in conformità alla legge. Si tratta di un contributo essenziale per ripristinare la fiducia", conclude la nota.
Interpellata da Keystone-ATS, la Cancelleria federale fa sapere di essere in contatto con le autorità ginevrine. "L'invio di osservatori a Ginevra come suggerisce il PLR è un'opzione possibile, ma non è ancora stata presa alcuna decisione", afferma la portavoce Sonja Margelist. L'addetta stampa non ha voluto fornire altri dettagli.
Il cantone lemanico è da alcuni giorni politicamente in subbuglio, dopo che è emerso che due dipendenti del Servizio cantonale delle votazioni ed elezioni cantonale hanno denunciato il comportamento a loro dire scorretto di un collega: i media parlano di numerose manomissioni, mentre l'interessato avrebbe respinto gli addebiti di fronte agli inquirenti.
Molti si chiedono se il voto del 19 maggio possa ancora svolgersi in modo regolare. L'appuntamento con le urne è molto sentito, perché oltre ai due oggetti federali ve ne sono ben nove cantonali, fra cui alcuni assai controversi come quelli dall'applicazione a livello cantonale della RFFA (riforma fiscale imprese e AVS) e della ristrutturazione della cassa pensione dei funzionari.
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