
La diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo ha trasmesso lo scorso lunedì alla polizia cantonale vodese le informazioni relative alle accuse di abusi sessuali che riguardano un sacerdote friburghese. Secondo la presunta vittima, un altro prete attivo in Romandia, i fatti sono avvenuti nel corso degli anni Novanta a Torgon, nel canton Vallese. Le nuove rivelazioni provengono dall'inchiesta canonica preliminare che riguardano un altro caso di violenze di ordine sessuale del religioso.
In un articolo pubblicato oggi sul "Tages-Anzeiger", la vittima sostiene che il sacerdote "ha abusato della mia intimità e della mia fiducia. Avevo l'impressione di essere stato violato".
Il quotidiano zurighese indica che il vescovo della Diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo, Charles Morerod, era a conoscenza della vicenda nel 2011. La commissione delle vittime in Svizzera occidentale gli aveva consegnato un dossier sull'argomento. Contattato dall'agenzia Keystone-ATS, il responsabile della comunicazione della diocesi ha negato categoricamente.
Dopo aver preso atto dei nuovi elementi, la diocesi ha deciso di trasmetterli alla polizia cantonale vodese. Quest'ultima si occuperà di verificare la veridicità dei fatti.
Ieri, Morerod ha deciso di allontanare il sacerdote sotto accusa dal suo ministero, almeno fino al chiarimento degli addebiti.
Un altro caso di sospetti abusi
Una prima denuncia per abusi era stata depositata a fine dicembre 2019. Il prete di origini africane attivo a Peseux (NE) aveva accusato l'omologo friburghese di averlo molestato sessualmente tra il 2008 e il 2011, a Vevey (VD). Anche in questo caso - dopo un articolo del "Tages-Anzeiger" - la diocesi aveva trasmesso le informazioni alla polizia cantonale vodese. Nessuna inchiesta è stata aperta. Dal canto suo il prete, ora sospeso, ha respinto le accuse.
Sempre a fine dicembre, Morerod aveva ordinato l'avvio di un'inchiesta ecclesiastica preliminare nei confronti del sacerdote friburghese. L'aveva affidata a un avvocato ginevrino, non cattolico, affinché fosse più libero nello svolgere il suo lavoro. Proprio da questa indagine era emerso il secondo caso risalente a oltre 20 anni fa.
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