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Svizzera
Freno alle aperture, ‘decisione frustrante ma coerente’
Keystone-ats
5 anni fa
Secondo i principali quotidiani del paese il rinvio delle principali misure di deconfinamento è coerente con la situazione epidemiologica

Il Consiglio federale ieri ha deciso di rinviare le principali misure di deconfinamento nell’ambito della lotta al Covid-19. Anche se frustrante, questa decisione è coerente con la situazione epidemiologica, secondo la stampa.

Il Blick riconosce che è comprensibile che la popolazione svizzera sia delusa e frustrata, ma sottolinea che rispetto alla popolazione di altri paesi europei, gli svizzeri godono di più libertà. Il quotidiano fa riferimento all’Oxford Stringency Index, che confronta le misure per combattere la diffusione del coronavirus usando 18 indicatori come la chiusura delle scuole, le restrizioni di viaggio o il telelavoro obbligatorio. Su una scala da 0 a 100, la Svizzera si classifica a 60,2, il che la rende un’isola di libertà in Europa. Solo pochi altri paesi hanno regole meno ferree rispetto a noi, come per esempio Lussemburgo (55,6), Finlandia (52,3), Serbia (54,6) e Croazia (43,5).

Secondo il Tages-Anzeiger, per quanto dolorosa possa essere, la moderazione del Consiglio federale è corretta. Il giornale zurighese aggiunge che è importante procedere con cautela fino a quando la campagna di vaccinazione offrirà una migliore protezione.

Visto il numero di casi, l’approccio del governo è comprensibile, scrive la Neue Zürcher Zeitung. Ciò che manca, secondo il giornale, è una prospettiva che vada oltre l’ansiosa speranza nella rapida consegna dei vaccini e in un miracoloso calo del numero di casi durante l’estate.

Per La Liberté l’esecutivo vuole evitare di perdere il controllo della situazione in un momento in cui la campagna di vaccinazione, che comincia a dare i suoi frutti, potrebbe essere minata dal virus. Il quotidiano friburghese sostiene che la decisione annunciata ieri è coerente, anche in merito all’allentamento per la popolazione nel privato (sono ammessi ritrovi di dieci persone e non più solo cinque), una misura che mira a mantenere il suo sostegno.

Le Temps sottolinea che “la popolazione ha gioito troppo presto e il Consiglio federale ha parlato troppo in fretta”. Ricorda che la settimana scorsa il governo ha lanciato “una semplice consultazione” e che “nessuno ha voluto sentire le riserve espresse da Alain Berset (il consigliere federale responsabile della sanità) su un possibile deterioramento della situazione pandemica”. E il giornale chiede: “È opportuno presentare una consultazione a tutta la popolazione e poi ignorarne i risultati?” È tempo che il Consiglio federale ripensi il suo approccio, stando al quotidiano. Le Temps sottolinea anche che Alain Berset ieri era solo a fare questi annunci. “Guy Parmelin si è distinto per la sua assenza”, un’assenza che costituisce il primo passo falso del presidente della Confederazione, scrive il foglio.

Anche i quotidiani ticinesi reputano la decisione del Consiglio federale tutto sommato prevedibile. Il Corriere del Ticino parla di “comprensibile retromarcia” di fronte alla recrudescenza del numero di contagi e con la Pasqua alle porte. Non resta che attendere il proseguio della campagna di vaccinazione, legata a doppio filo alle riaperture. “Devono muoversi in parallelo affinché il sistema sanitario non vada in tilt, ma anche per scongiurare il collasso dell’economia”, sottolinea il direttore Paride Pelli nel suo editoriale. Anche La Regione evidenzia che le decisioni sul prolungamento delle chiusure sono una scelta “prevedibile e opportuna, perfino inevitabile coi contagi che risalgono e il timore che le nuove varianti siano ancora più letali”, sottolinea il vicedirettore Lorenzo Erroi. Un apri-e-chiudi inoltre “farebbe più male che bene, anche a chi deve pianificare cosa fare con la sua attività”.

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