
Il destino del pacchetto di aiuti deciso dal Consiglio federale per sostenere l'economia alle prese col franco forte è incerto. Con un voto tirato - 13 voti contro 12 - la commissione delle finanze del Nazionale ha respinto il decreto federale ad hoc preparato dall'esecutivo, come anche il credito aggiuntivo (8 voti contro 6 e 7 astensioni). La competente commissione degli Stati dovrà esprimersi domani sul pacchetto. Visto il voto odierno non è scontato che il progetto dell'esecutivo venga approvato dal plenum. Proposte di non entrata in materia - respinte oggi grazie al voto preponderante della presidente della commissione - verranno presentare in aula. "È stata una discussione difficile e complicata", ha ammesso Fabio Abate (PLR/TI), "e alla fine il risultato è uguale a zero". Non è improbabile, secondo il ticinese, che sul voto abbia influito la decisione odierna della Banca nazionale svizzera di fissare un tasso di cambio minimo con l'euro. "Durante la discussione - ha spiegato Abate - sono state espresse critiche sul modo di comunicare del Consiglio federale e sul fatto che molti si attendevano misure con effetti a corto termine, mentre il governo guarda più in là". Per molti, insomma, non vi è urgenza di agire. Abate ha spiegato che il destino del pacchetto non è segnato definitivamente: la commissione del Nazionale attende la decisione della consorella degli Stati e un corapporto della commissione dell'economia e dei tributi. ATS
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