
Scalpore a Parigi per la notizia del presunto coinvolgimento di una consigliera comunale del 13/o arrondissement, Florence Lamblin (Verdi), in un giro di riciclaggio di denaro proveniente dal traffico di droga. La donna, fermata ieri sera, è stata messa sotto inchiesta stamattina con l'accusa di riciclaggio di denaro sporco e associazione per delinquere, insieme ad altre otto persone, tutti insospettabili, manager o 'colletti bianchì della capitale francese. Secondo gli inquirenti, si parlerebbe di "somme astronomiche", probabilmente milioni di euro, e di non meno di otto tonnellate di cannabis, oltre a diverse armi, in un traffico che collegava la Francia al Nordafrica via Spagna. Un "errore giudiziario", dice l'avvocato della donna, Jerôme Boursican, che proclama l'innocenza della sua assistita, affermando che sarebbe rimasta coinvolta nella vicenda solo perchè conoscente di un altro degli accusati. "Si parla di lei solo perchè è in una posizione pubblica", ha detto ancora il legale ai microfoni di Europe 1, smentendo poi la notizia, diffusa nel primo pomeriggio da alcuni media transalpini, del ritrovamento di un'ingente somma di denaro a casa della Lamblin. Nell'ambito della stessa vicenda, mercoledì 10 ottobre tre persone erano state fermate a Ginevra. Due di loro sono state poste in detenzione preventiva ieri per riciclaggio in banda organizzata e per mestiere. Sui due - fratelli - pesano anche le accuse di infrazione alla legge sugli stupefacenti e falsità in documenti. Il terzo sospetto, una donna, è stato rimesso in libertà, ha indicato all'ats la portavoce del Ministero pubblico Sophie Bernard, confermando un'informazione del giornale "Le Temps". La donna - ha aggiunto - deve restare a disposizione della giustizia. ATS
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