
Le esportazioni di materiale da guerra sono fortemente aumentate lo scorso anno. La Svizzera ha infatti venduto armi per un totale di 722 milioni di franchi, contro i 465 milioni nel 2007. È quanto risulta dai dati pubblicati stamani dall'Amministrazione federale delle dogane. Tra gli aumenti più significativi figurano le esportazioni verso il Pakistan (da 37,532 a 109,845 milioni), l'Arabia Saudita (da 0,486 a 32,108 milioni) e la Romania (da 0,677 a 38,770 milioni). Nel Vicino Oriente non sono aumentate nel 2008 soltanto le esportazioni verso l'Arabia Saudita, ma anche quelle a destinazione dei mercati libanese, israeliano, giordano e del Bahrein. La Svizzera ha invece esportato meno armi in Egitto (1 milione contro i 31 del 2007), negli Emirati arabi uniti e nel Kuweit. Il Canada ha importato più armi elvetiche nel 2008 (9,88 milioni, contro 1,4 nel 2007), mentre il fenomeno inverso lo si è registrato negli Stati Uniti (28,8 milioni, contro 41,85). Le esportazioni sono pure diminuite a destinazione del Brasile (4 milioni nel 2008, contro i 12,53 milioni nel 2007) e del Cile (0,496 contro 3,164 milioni). Si è esportato meno anche verso Irlanda, Grecia, Cipro e Sudafrica. In cifre assolute, il Pakistan è seguito dalla Danimarca, dove le vendite di armi sono salite dai 42 milioni del 2007 a 83,7 del 2008, dalla Germania (da 61,75 milioni a 80,9) e dal Belgio (da 5,55 a 79,4 milioni). Altri aumenti importanti concernono le esportazioni verso la Finlandia, la Slovenia, la Turchia, l'Estonia e la Malaisia. I dati forniti concernono i paesi destinatari, che a loro volta possono riesportare questi beni. La Segreteria di Stato dell'economia (SECO) fornirà a metà febbraio cifre più complete. Quest'ultime riguarderanno i paesi di destinazione finale, dove il materiale bellico viene effettivamente impiegato. ATS
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