Cerca e trova immobili
Svizzera
Formazione imam in Svizzera: partiti piuttosto favorevoli
Redazione
17 anni fa

I partiti politici svizzeri, salvo l'UDC, sono piuttosto favorevoli all'idea di formare gli imam nel nostro Paese. L'intellettuale musulmano ginevrino Tariq Ramadan auspica persino un insegnamento di "alto livello" per questi ministri del culto. Il Consiglio federale non vuole invece precipitare le cose. Sono queste in sintesi le reazioni alla presentazione del programma di ricerca del Fondo nazionale sulla situazione dell'islam nella Confederazione. Consultati nell'ambito dello studio, il PLR, il PPD e i Verdi hanno reagito positivamente all'idea di una formazione elvetica per gli imam e gli insegnanti di religione islamica, hanno indicato oggi a Berna i ricercatori del FNS. Il PS e l'UDC, che non si erano espressi nell'ambito dell'inchiesta, hanno ribadito oggi le loro posizioni sulla questione. Il partito socialista sostiene la proposta di una formazione degli imam in Svizzera, dato che questi ultimi potrebbero apportare un contributo essenziale all'integrazione dei musulmani nel nostro Paese. "Gli imam provenienti dagli Stati arabi conoscono invece troppo poco le nostre leggi e i nostri usi e costumi, ignorando pure le nostre lingue nazionali", rileva il PS. Dal canto suo, l'Unione democratica di centro ritiene "inaccettabile che istituzioni statali si assumano la responsabilità della formazione delle guide della preghiera islamiche". Per l'UDC, "la mentalità spesso radicale e fondamentalista degli imam non sarebbe per nulla influenzata dal fatto di aver seguito studi in Svizzera". L'intellettuale musulmano Tariq Ramadan ha invece ribadito oggi all'ATS che "è da 20 anni" che si batte per la formazione degli imam nei Paesi in cui vivono. "Sono pertanto molto contento che la Svizzera si stia incamminando verso questa soluzione". Il professore ginevrino, che insegna studi islamici contemporanei alla rinomata Università di Oxford (GB), invoca però una formazione "esigente". Per Ramadan, i musulmani devono essere consultati nella fase che precede l'introduzione di un tale corso di studi. "Lo Stato non deve cercare di controllarli attraverso l'insegnamento prodigato ai futuri imam", avverte lo studioso. Quest'ultimo accoglie inoltre favorevolmente le suggestioni dei ricercatori in vista del finanziamento della formazione. Gli autori dello studio del FNS hanno infatti rilevato che numerose persone consultate auspicano che lo Stato fornisca un contributo paragonabile a quello che versa alle Chiese cristiane. Il Consiglio federale, infine, non sembra intenzionato a voler affrettare i tempi. A fine maggio, in risposta a un postulato del consigliere nazionale Hugues Hiltpold (PLR/GE), il governo affermava di voler attendere proprio la presentazione dello studio del FNS prima di studiare la possibilità di introdurre una formazione teologica islamica o un corso di studi per imam nella Confederazione. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata