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Svizzera
Fondo 1MDB, spunta il nome di Leo Di Caprio
Fondo 1MDB, spunta il nome di Leo Di Caprio
Fondo 1MDB, spunta il nome di Leo Di Caprio
Redazione
10 anni fa
Il film 'The Wolf of Wall Street' sarebbe stato girato con soldi sporchi. L'attore collabora con la giustizia

Spunta un nome eccellente legato alla vicenda del fondo malese 1MDB, che nel maggio scorso aveva portato allo scioglimento di BSI (vedi articoli suggeriti). Non un nome qualunque bensì quello di Leonardo Di Caprio, l'attore premio Oscar che interpretò il broker Jordan Belfort nel film di Martin Scorsese 'The Wolf of Wall Street'.

Ed è proprio in relazione a questa pellicola che Di Caprio si è trovato invischiato nello scandalo del fondo pubblico di investimento malese 1Malaysia development bank (1MDB). Il film, infatti, sarebbe stato finanziato con attività illegali del fondo stesso.

La vicenda, spiega l'Agenzia giornalistica italiana, va collegata alle vicissitudini attraversate dal film di Scorsese, che ci mise oltre sei anni per essere realizzato poichè nessuno pareva intenzionato a investire in un progetto ritenuto troppo rischioso. Nel 2013 la svolta, con la Red Granite Picture, una società di produzione praticamente sconosciuta con un solo film all'attivo, che mise sul piatto 100 milioni di dollari.

Gli investigatori ritengono che il finanziamento di Red Granite sia da ricollegare al fondo statale malese 1MDB, istituito 7 anni fa dal primo ministro malese Najib Razak, il cui figliastro Riza Aziz è il presidente di Red Granite Pictures.

Il fondo ha in seguito accumulato debiti per 11 miliardi di dollari ed è accusato di essersi appropriato illegalmente del denaro di diverse aziende pubbliche malesi. Negli Stati Uniti il Federal Bureau of Investigation (Fbi) ha aperto un'inchiesta e altre indagini sono in corso in Svizzera, a Singapore, a Hong Kong, negli Emirati Arabi Uniti e in Lussemburgo.

L'attore premio Oscar e la Leonardo Di Caprio Foundation, in un comunicato, fanno sapere di "continuare ad essere pienamente collaborative con tutti gli sforzi che la giustizia ha fatto in questa materia".

Come riporta il Blick, un importante ruolo nella vicenda lo ha giocato il Fondo Bruno Manser (che prende il nome dall’attivista svizzero che ha difeso l’ambiente di vita delle popolazioni indigene delle foreste pluviali). Normalmente si dedica alla conservazione della foresta pluviale e alla difesa dei diritti delle popolazioni che la abitano, in questo caso si è attivato per chiedere all'attore, da sempre molto sensibile a tematiche legate all'ambiente, di chiarire al più presto e in assoluta trasparenza la propria posizione.

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