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Svizzera
Fondi iracheni: Strasburgo sconfessa Berna
Redazione
13 anni fa

La Svizzera ha avuto torto nel rifiutare il controllo giudiziario sulla fondatezza della confisca dei fondi iracheni. La Corte europea dei diritti dell'uomo ha accettato un ricorso in tal senso dell'ex responsabile delle finanze dei servizi segreti iracheni sotto Saddam Hussein. Dopo l'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq, nel 1990, il nome di questa persona allora vicina all'ex regime iracheno, oggi diventato cittadino giordano, è figurata su liste allestite dal Comitato delle sanzioni dell'ONU. Da allora, i suoi averi sono stati congelati. Nel novembre 2006, il Dipartimento federale dell'economia ha ordinato la loro confisca. Due anni più tardi, il Tribunale federale (TF) ha respinto l'appello presentato dall'ex dignitario iracheno e da due società. La Corte europea non è dello stesso parere del Tribunale federale. In una nota diffusa oggi, essa giudica "essenziale" che le persone e entità interessate "siano autorizzate a chiedere l'esame da parte di tribunali nazionali di ogni misura presa in applicazione del regime delle sanzioni".

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