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Svizzera
Flotta svizzera d’alto mare, ancora carenze
Nave mercantile © Suisse-Atlantique S.A.
Nave mercantile © Suisse-Atlantique S.A.
Redazione
5 anni fa
Secondo il rapporto del controllo federale delle finanze ci sono stati miglioramenti nella sorveglianza, ma non sono sufficienti

La sorveglianza della flotta svizzera di alto mare è ancora carente. È quanto constata il Controllo federale delle finanze (CDF) in un rapporto pubblicato oggi, pur riconoscendo che ci sono stati miglioramenti. La crisi che il settore attraversa dal 2008 è già costata alla Confederazione 350 milioni di franchi.

Due organi responsabili della vigilanza
Sono due gli organi responsabili della vigilanza: l’Ufficio svizzero della navigazione marittima (USNM) e quello per l’approvvigionamento economico del paese (UFAE). Quest’ultimo ha acquisito le competenze finanziarie necessarie per effettuare una supervisione più professionale, ammette il CDF, aggiungendo però che manca di fermezza nei confronti degli armatori. Tollera ad esempio il fatto che i rapporti di revisione dei conti o quelli trimestrali delle compagnie di navigazione gli vengano consegnati con diversi mesi di ritardo. In un periodo in cui il ruolo della flotta d’alto mare sta diventando meno importante per l’approvvigionamento economico del paese e il bisogno di risorse dell’UFAC sta diminuendo, il CDF raccomanda di esaminare in dettaglio se sia possibile trasferire dei compiti a società esterne o ad altri organi amministrativi. Pur riconoscendo la necessità di intervenire, il Dipartimento federale dell’economia (DEFR), fa da parte sua notare che queste soluzioni, e in particolare il trasferimento a privati, possono sollevare questioni di competenza.

L’USNM ha invece la responsabilità di controllare il rispetto delle disposizioni di legge, e in particolare di verificare che la società proprietaria di una nave abbia fondi propri pari ad almeno il 20% del valore contabile della nave. Molte imbarcazioni non hanno rispettato questo requisito per diversi anni. Tuttavia, a causa delle garanzie concesse, l’USNM non ha di fatto la possibilità di sanzionare le aziende colpevoli. Il CDF lo aveva già sottolineato nei suoi precedenti rapporti. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) intende avviare una revisione della legge federale sulla navigazione sotto bandiera svizzera.

Una crisi che va avanti dal 2008
La flotta elvetica di alto mare è in crisi dal 2008. La Confederazione ha iniettato nel settore diverse centinaia di milioni di franchi dal 2016. La débâcle è stata aspramente criticata in Parlamento, ma il Consiglio nazionale ha rifiutato in marzo di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta. Lo scorso novembre, 19 navi operavano ancora sotto bandiera svizzera. Diciotto di queste beneficiano di prestiti garantiti dalla Confederazione per un importo di 332 milioni di franchi. Quattro devono essere vendute al più presto. Il Consiglio federale esaminerà gli scenari per il futuro della flotta entro l’estate.

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