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Svizzera
Fisco: Widmer-Schlumpf, bisogna accelerare su scambio automatico
Redazione
13 anni fa

In materia di scambio automatico delle informazioni (SAI) fiscali la Svizzera deve avanzare più rapidamente di quanto pensato sino a poco tempo fa: ne è convinta la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, che si dice sorpresa dalla rapidità con cui si sta muovendo in questo campo l'OCSE. Gli sviluppi in atto riducono i margini di manovra in relazione alle trattative in corso con altri paesi: per quanto riguarda l'Italia tutto è sospeso in seguito alla caduta del governo di Enrico Letta. Il processo di introduzione dello scambio automatico "è proceduto più veloce di quanto pensavamo", afferma la ministra delle finanze in un'intervista pubblicata oggi dalla "Neue Zürcher Zeitung". L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha presentato il suo modello la settimana scorsa: nel fine settimana sarà sottoposto ai ministri delle finanze del G20, organizzazione che già in settembre potrebbe mettere in vigore una norma globale. Nel frattempo 42 paesi si sono già impegnati ad adottarla in tempi brevi. "Chi avrebbe detto l'anno scorso che già oggi avremmo avuto a disposizione gli standard OCSE?", si chiede Widmer-Schlumpf. "Questo significa che doppiamo posizionarci più rapidamente, anche nei confronti dell'UE". "Fino ad alcune settimane or sono pensavamo che gli standard globali non sarebbero arrivati così presto. Pensavamo perciò che avremmo avuto tempo sufficiente per trovare soluzioni con gli stati dell'Unione europea prima dell'introduzione dello scambio automatico. Visto che ora tutto evolve più rapidamente si sono accorciati i tempi per trovare risposte alle domande che non ci danno pace", vale a dire l'accesso ai mercati esteri per le banche e una soluzione per il denaro depositato in passato sui conti bancari elvetici. A quest'ultimo proposito l'esponente borghese-democratica si rammarica per il cambio di governo in Italia. "Per arrivare a un'intesa mancavano solo pochi mesi", afferma. In discussione vi era una "soluzione molto pragmatica" per regolare il passato, che avrebbe permesso ai clienti italiani di istituti svizzeri di sfuggire al perseguimento penale per evasione. "Al momento non sappiamo come la cosa andrà avanti". Problemi vi sono anche con Germania, Francia e Grecia. Widmer-Schlumpf sta intanto preparando il fronte interno ad accettare lo scambio automatico di informazioni: e non da una posizione di retroguardia. "Certamente non possiamo dire: aspettiamo fino quando lo hanno introdotto tutti. Sarebbe un approccio sbagliato", osserva. Un'opera di convincimento sarà necessaria anche in rapporto alle Camere federali. "Cerchiamo ora di informare meglio i parlamentati su tutto quello che arriverà, sulla nostra strategia globale e su quali paletti la Svizzera deve ora rapidamente fissare". Obiettivo: offrire sicurezza giuridica, in particolare per quelle società che hanno la scelta fra investire nella Confederazione o all'estero.

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