
Accoglienza tutt’altro che calorosa quella riservata all'ambasciatore dell'UE in Svizzera Michael Matthiessen, che sabato scorso ha presenziato a un meeting sulle relazioni tra Berna e Bruxelles organizzato a Châble dall’Associazione “Amis de Verbier”.
All’incontro 'pro-UE' hanno partecipato circa 200 persone, tra cui l’ex consigliere federale Pascal Couchepin, l’ex presidente del PPD Christophe Darbellay e il capo di Gabinetto dell’ex presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy.
Come riferito da Le Temps e dalla Basler Zeitung il meeting, dedicato allo spinoso tema della normalizzazione dei rapporti tra la Svizzera e l’UE, si è però ben presto infiammato quando Matthiessen ha dichiarato che “la Svizzera dovrebbe essere contenta di essere stata inserita nella lista grigia dei paradisi fiscali”.
"Dopo tre anni difficili il 2017 è stato un anno positivo - ha dichiarato Matthiessen, secondo cui non vi è alcuna crisi tra Berna e Bruxelles bensì solo qualche incomprensione.“Personalmente mi stupisce che la Svizzera si sia sorpresa di ritrovarsi su questa lista, che ha una connotazione positiva. È stata pensata per spingere i Paesi che ne fanno parte a migliorarsi”.
Apriti cielo: da una ventina di presenti insala, inclusi alcuni degli europeisti più convinti, si è levata una bordata di fischi, quasi a sottolineare come la decisione di Bruxelles proprio non sia andata giù. Il 5 dicembre scorso, ricordiamo, l’UE aveva approvato la sua prima lista nera dei paradisi fiscali, che include 17 paesi terzi i cui progressi restano insoddisfacenti dopo dieci mesi di dialogo. La Svizzera, nonostante le rassicurazioni ricevute nelle settimane precedenti, era stata inserita nella "lista grigia" di 47 paesi sotto osservazione.
Alcuni dei presenti, tuttavia, hanno cercato di placare gli animi. Come riferito da Le Nouvelliste, infatti, l’ex presidente del PPD nazionale Christophe Darbellay ha dichiarato che “simili tensioni esistono in ogni buona famiglia” mentre secondo l’ex consigliere federale Pascal Couchepin “la paura dei giudici stranieri è ingiustificata”.
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