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Svizzera
Fiscalità, scambio automatico diventi la prassi, Brunetti
Redazione
13 anni fa

Lo scambio automatico di informazioni non è più tabù per il Consiglio federale. Questa la conclusione più importante scaturita oggi da una prima analisi da parte dell'Esecutivo del rapporto del professor Aymo Brunetti circa lo sviluppo della strategia in materia di mercati finanziari, e in particolare nella gestione di patrimoni transfrontalieri in Svizzera. Di fronte alle pressioni internazionali, Berna è disposta a discutere attivamente in seno all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa (OCSE) di questo aspetto. Vogliamo "portare le nostre idee, la nostra esperienza, cercare alleati affinché certe nostre esigenze vengano prese in considerazione, come la protezione dei dati, la reciprocità e l'estensione di questi standard anche ai trust", ha dichiarato la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf al termine della seduta del Consiglio federale. Con la decisione odierna non "ho la sensazione di contribuire a sotterrare il segreto bancario", ha aggiunto Widmer-Schlumpf, la quale ha dichiarato di volersi impegnare "per una piazza economica competitiva anche fra dieci anni che non sia sempre sotto attacco". Ad ogni modo, ha tenuto a sottolineare la ministra, ci vorrà del tempo prima che si trovi un accordo in seno all'OCSE e i nuovi standard vengano applicati a livello internazionale. Una volta raggiunto tale obiettivo, il Consiglio federale proporrà al parlamento di inserirli nel diritto interno. Frattanto, entro settembre il suo dipartimento dovrà analizzare nei dettagli le raccomandazioni per permettere al collegio di prendere una posizione comune sugli altri aspetti documento. La decisione dell'Esecutivo di impegnarsi in seno all'OCSE è in linea con le raccomandazioni esposte da Aymo Brunetti secondo cui in futuro la Svizzera dovrebbe accettare che lo scambio automatico di informazioni in ambito fiscale diventi la norma internazionale. Ciò non significa tuttavia il congedo definitivo dalla strategia corrente, ossia la tassazione alla fonte - anonima - dei redditi detenuti in Svizzera da soggetti esteri. "In avvenire simili accordi potrebbero essere conclusi con Paesi interessati a questa soluzione, piuttosto che allo scambio automatico", ha detto Brunetti, precisando tuttavia che il consenso internazionale su simile modello sta declinando a favore dello scambio automatico che dovrebbe diventare standard internazionale. Tuttavia, il modello dell'imposizione alla fonte potrebbe servire per regolare le pendenze del passato, prima di trasmigrare al nuovo regime, ha sottolineato la ministra delle finanze, secondo la quale è impensabile un brusco cambio di modello senza un periodo transitorio. Ue, scambio automatico ma a precise condizioni Quanto alle relazioni con l'Ue, nelle intenzioni degli esperti il Consiglio federale dovrebbe offrire lo scambio automatico in occasione dei negoziati per l'estensione dell'accordo sulla fiscalità del risparmio, anche se non costituisce ancora lo standard globale, a patto tuttavia che Bruxelles garantisca l'accesso al suo mercato alle condizioni attuali e "che persegua una soluzione equa - tassazione una tantum per esempio - per la regolarizzazione del passato con i più importanti Stati membri dell'Ue". In particolare, sia Brunetti che Eveline Widmer-Schlumpf intravvedono nella Markets in Financial Instruments Directive (MiFID II) dell'Ue, una regolamentazione che potrebbe escludere la Confederazione dal mercato europei dei servizi finanziari. La clausola relativa ai Paesi terzi, infatti, presuppone che la legge elvetica sui servizi finanziari sia del tutto equivalente a quella dell’UE: in assenza di ciò, l'operazione transfrontaliera diventa impossibile. Lunedì, giungerà a Berna il commissario europeo Algirdas Semeta per intavolare negoziati in vista di un rafforzamento dell'accordo sul

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