
La votazione sull'aumento dell'IVA per risanare le casse dell'Assicurazione contro l'invalidità (AI) va rinviata alla primavera del 2010. La rivendicazione è di Hans-Ulrich Bigler, direttore dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM). La consultazione popolare, inizialmente prevista per il 17 maggio, è stata posticipata dal Consiglio federale al 27 settembre. È invece rimasta invariata - in caso di accettazione da parte degli elettori - la scadenza per l'entrata in vigore dell'aumento di imposta, fissata per l'inizio del 2010. Ma una riforma del genere, ha detto Bigler in una conferenza stampa a Berna, non può essere attuata da un giorno all'altro, tanto più che per le piccole e medie imprese un passo del genere comporta oneri amministrativi e costi aggiuntivi non indifferenti. Le misure in favore dell'AI vanno di conseguenza rinviate al 2011, con tempi di adattamento di almeno sei mesi. Un altro motivo in favore della proroga è da ricercarsi nella cattiva situazione economica: ben difficilmente, infatti, l'aumentata IVA - 0,4 punti per un periodo limitato a sette anni - potrà essere ribaltata sui prezzi e sui consumatori. L'USAM, che non contesta la necessità di finanziamenti addizionali per l'AI, rinuncia per ora a formulare raccomandazioni di voto. Attende infatti l'esito di un'interpellanza urgente presentata dal consigliere nazionale - e presidente dell'USAM - Edi Engelberger (PLR/NW), che chiede appunto di dilazionare i tempi. Quanto a nuove prestazioni sociali, l'USAM si dice decisamente contraria, ritenendo che i contraccolpi per l'economia siano eccessivi. La generazione attiva professionalmente, peraltro, non necessariamente è disposta a sopportare ulteriori sacrifici. Bigler ha ricordato che il sistema delle indennità per perdite di guadagno, in seguito all'introduzione dell'assicurazione maternità, genera ogni anno un deficit di mezzo miliardo di franchi. Anche l'assicurazione contro la disoccupazione, nella passata fase di boom, è riuscita a ridurre il proprio deficit solo in modo marginale. Per non parlare delle casse pensione, che devono far fronte a copertura insufficienti, e della stessa AVS che potrebbe presto precipitare nelle cifre rosse. Per Bigler è assolutamente necessario "un cambio di paradigma": il catalogo degli aiuti sociali va adattato alle disponibilità finanziarie, e non viceversa. Tale principio deve valere anche per l'imminente revisione dell'assicurazione contro la disoccupazione: invece di aumentare i contributi, bisogna ridurre le prestazioni. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

