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Svizzera
Finanziamento 13esima Avs, le reazioni al piano del Governo
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Keystone-ats
2 anni fa
Partiti politici, movimenti sindacali e associazioni economiche commentano le opzioni di finanziamento per la 13esima Avs proposte dal Consiglio federale.

Reagendo agli annunci fatti oggi dal Consiglio federale sul finanziamento della 13esima rendita AVS, il PLR ha affermato di opporsi agli aumenti di imposte sulle spalle di classe medie e PMI. In un comunicato i liberali-radicali chiedono riforme strutturali nel contesto del prossimo risanamento dell'AVS, oltre a misure di risparmio nelle spese federali. Prima di una profonda riforma del sistema previdenziale, il partito "si oppone fermamente" a qualsiasi aumento delle imposte. La classe media e le PMI, secondo la formazione politica, sono in effetti già sottoposte ad una notevole pressione finanziaria. La tredicesima rendita non deve quindi comportare ulteriori oneri per le famiglie, senza contare che "è troppo presto per decidere come verrà finanziata". La priorità, sempre a detta del PLR, è ora quella di risparmiare, ad esempio sui costi di personale, asilo, cooperazione internazionale, cultura e altro ancora.

Per il Ps "il potere d'acquisto aumenterà"

Il PS si felicita del fatto che la popolazione dal 2026 potrà approfittare di una 13esima rendita AVS, vedendo così aumentare il potere d'acquisto. In una presa di posizione pubblicata in seguito alle decisioni odierne del Consiglio federale sul tema, i socialisti sottolineano che questo incremento del potere d'acquisto è essenziale, visto l'aumento di affitti e casse malati. Il tutto, chiarisce il partito, deve però essere effettuato con un finanziamento sociale attraverso i contributi salariali. La formazione di sinistra si dice invece irritata dal fatto che la destra cerchi di frenare il finanziamento: tutti dovrebbero prendere atto del netto "sì" espresso dal popolo sulla questione. Il contributo della Confederazione non deve diminuire e la responsabilità è del Consiglio federale.

Il Centro: "No al solo aumento dei contributi"

L'Alleanza del Centro rifiuta un finanziamento della 13esima AVS solamente attraverso un aumento dei contributi. Ad affermarlo, tramite il social X, è il capogruppo parlamentare Philipp Matthias Bregy (VS). A breve termine serve un mix fra un aumento dell'IVA e maggiori contributi salariali, ma far capo solamente a questi ultimi non è accettabile, ha scritto Bregy. Più a lungo termine bisogna fare in modo che i costi non gravino sulla classe media.

L'Udc: "Risparmiare sul settore dell'asilo"

Il finanziamento per una 13esima rendita AVS deve passare attraverso risparmi nel settore dell'asilo e negli aiuti allo sviluppo. Ne è convinto l'UDC, che si è espresso sulle decisioni odierne comunicate dal Consiglio federale. "Al posto di sperperare miliardi all'estero, il denaro va utilizzato a favore della popolazione svizzera", affermano i democentristi nella loro presa di posizione. Il fatto che il governo voglia utilizzare un aumento dei contributi salariali è giudicato invece inaccettabile, poiché in questo modo si finisce di far grave i costi sulle spalle della popolazione produttiva, danneggiando la piazza svizzera. I cinque miliardi di franchi di costi aggiuntivi per la 13esima rendita vanno quindi trovati - sempre secondo l'UDC - con tagli nel settore dell'asilo (4 miliardi), nell'aiuto allo sviluppo (3 miliardi all'anno), negli aiuti all'Ucraina (previsti 6 miliardi) e negli ambiti cultura e amministrazione federale (6,5 miliardi).

L'Uss si dice "soddisfatta della proposta"

L'Unione sindacale svizzera (USS) vorrebbe una 13esima rendita AVS finanziata con l'opzione che prevede solo un aumento dei contributi salariali. Il presidente Pierre-Yves Maillard valuta "moderata" tale proposta del Consiglio federale. L'applicazione di questa versione sarebbe anche più rapida, ha aggiunto Maillard contattato da Keystone-ATS. L'altra variante proposta dal Governo prevede un aumento minore dei contributi ma un aumento dell'IVA di 0,4 punti, fatto che si tradurrebbe in una votazione popolare. "Non ci piace però che il Consiglio federale decida di diminuire i suoi contributi all'AVS mentre aumenta il budget dell'esercito", ha tenuto comunque a sottolineare il consigliere agli Stati (PS/VD). Soddisfazione viene invece espressa per il fatto che l'esecutivo voglia versare la 13esima dal 2026. L'USS proverà comunque a "spingere" per arrivare a versamenti già nel dicembre 2025.

La delusione del mondo economico

Il mondo economico si dice deluso del fatto che il Consiglio federale non abbia proposto una terza variante per il finanziamento della 13esima rendita AVS, che prevedesse il solo utilizzo dell'aumento dell'IVA. È il caso ad esempio dell'Unione svizzera degli imprenditori, che in una presa di posizione odierna ha detto di opporsi a un aumento dei contributi salariali, preferendo invece un incremento dell'IVA. Simile la posizione di Economiesuisse: il finanziamento più corretto, dal suo punto di vista, è quello tramite aumento dell'IVA. In questo modo i costi aggiuntivi verrebbero distribuiti nella maniera più ampia possibile. Tutti infatti, anche i pensionati, devono partecipare allo sforzo per coprire i costi. Far gravare l'intera spesa sulle spalle delle persone attive nel mondo del lavoro sarebbe poco solidale, ha sottolineato l'organizzazione. Maggiori contributi salariali significherebbero anche un costo del lavoro più alto e uno svantaggio concorrenziale per la piazza economica elvetica. Gli imprenditori hanno evidenziato dal canto loro che il modo più semplice per agire è alzare una tassa esistente. Inoltre, utilizzare l'IVA renderebbe obbligatorio il passaggio dal voto popolare, migliorando la legittimazione.