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Svizzera
Finanze e Billag, Consiglio federale più che soddisfatto
Redazione
8 anni fa

Consiglio federale più che soddisfatto dell'esito di questo fine settimana di votazioni, con una popolazione che ha seguito nettamente le indicazioni dell'esecutivo: sì al nuovo regime finanziario, no all'iniziativa per l'abolizione del canone radiotelevisivo. Nella tradizionale conferenza stampa si sono presentati Ueli Maurer per le finanze (84,1% di sì) e Doris Leuthard per commentare il massiccio no (71,6%) a "No Billag". Il ministro delle finanze non ha mostrato eccessiva meraviglia per l'esito della votazione, a suo parere quasi scontato e che nella campagna di votazione non ha suscitato soverchie discussioni. Un risultato quasi dovuto, che periodicamente interpella il popolo. IVA e Imposta federale diretta potranno venir prelevate fino al 2035. Senza questo "rinnovo" popolare la Confederazione avrebbe perso 40 miliardi di entrate, secondo Maurer. Leuthard: paesaggio audiovisivo evolve Il rifiuto dell'iniziativa non deve impedirci di pensare all'evoluzione del paesaggio audiovisivo, ha esordito la ministra delle comunicazioni, che si è detta pronta a proseguire le discussioni su questa materia, sperando che nei prossimi mesi si possa entrare nel merito delle questioni. La digitalizzazione va avanti e le abitudini degli utenti cambiano; Internet va acquistando un peso sempre maggiore e il prossimo grande cantiere riguarderà la nuova legge sui media elettronici. Il Consiglio federale sta già esaminando i dettagli. È importante - ha aggiunto Leuthard - che ci sia un'ampia offerta in tutte le regioni linguistiche. La consigliera federale, cui è stato contestato di immischiarsi troppo nelle vicende della SSR, ha annunciato che sarà costituita una commissione indipendente, incaricata di distribuire i mandati di prestazione e quindi anche la concessione della SSR. La soddisfazione per il risultato della votazione è stata più che evidente, unanime e senza alcuna spaccatura regionale. Il verdetto - ha dichiarato - mostra che la popolazione vuole lasciare a radio e tv il mandato di servizio pubblico, è pronta per questo a pagare e si augura di poter beneficiare in tutte le regioni di un'offerta di programmi diversificata e indipendente. I cittadini non vogliono saperne di modelli esclusivamente commerciali. "SSR e media privati regionali godono di stima e apprezzamento; per molti l'iniziativa andava troppo lontano". Interrogata su una nuova riduzione del canone dopo il 2019, Leuthard ha affermato che essa rimane un obiettivo da perseguire, ma non se ne parla di esonerare le aziende. Il popolo ha detto due volte che anche le aziende sono assoggettate al canone. La ministra ha poi avuto parole di riconoscimento ed elogio per l'Agenzia telegrafica svizzera (Ats), alle prese con una ristrutturazione che il corpo redazionale non gradisce, in seguito alla quale sono state attuate giornate di sciopero. "Si tratta - ha esclamato - di un'istituzione molto importante, che ci aiuta ad avere articoli di ottima qualità". Ha assicurato che l'Agenzia di stampa nazionale dovrebbe ricevere in futuro due milioni di franchi dal canone radio-tv. È quanto ha proposto il Consiglio federale.

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