
“Fortificare il confine svizzero”. Un tema che il generale Henri Guisan avrà sicuramente affrontato durante i suoi quasi sei anni da comandante in capo dell'Esercito svizzero, dal 1939 al 1945, e che torna ora d’attualità sui banchi del Parlamento.
A proporre questa sorta di ritorno al passato è il consigliere nazionale UDC Heinz Brand che tramite una mozione datata 16 dicembre vuole introdurre le basi legali necessarie per “fortificare le frontiere”. Le istallazioni che Brand vorrebbe introdurre non serviranno però per bloccare i temibili panzer teutonici bensì “persone che vorrebbero entrare illegalmente in Svizzera”.
“In prima linea profughi e i cosiddetti turisti del crimine – ha spiegato Brand – Queste istallazioni serviranno a canalizzare il flusso di persone per poterlo gestire e controllare al meglio”.
Più in dettaglio si tratterebbe di realizzare delle torrette di osservazione, reticolati fi filo spinato e muri. Ma niente paura, spiega ancora Brand, non si tratterà di realizzare queste opere lungo tutti i 1852km del confine elvetico. “Verranno costruite solo dove sarà necessario”. Niente muro “à la Trump”, dunque, ma la proposta ha inevitabilmente attirato gli strali degli altri partiti.
Un timido sostegno all’UDC è arrivato da uno sparuto gruppo di deputati PLR, mentre per il PS e il PPD si tratta di una follia. “Se si rende più difficile il cammino dei migranti si aiutano solo le organizzazioni criminali – ha spiegato la consigliera nazionale socialista Chantal Galladé – Simili misure stridono con la tradizione umanitaria della Svizzera”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

