
Malgrado il traffico ferroviario svizzero abbia raggiunto livelli storici, con 1,45 milioni di viaggiatori al giorno, le FFS annunciano rincari per gli abbonamenti generali e per il metà prezzo: una decisione che rischia di far storcere il naso ai pendolari, già alle prese con i treni affollati.
La necessità degli aumenti
In un'intervista, il presidente del consiglio di amministrazione dell'azienda André Wyss risponde alle critiche, difendendo la necessità degli aumenti e invitando a guardare il quadro complessivo del sistema dei trasporti. «Le tariffe non vengono stabilite solo dalle FFS, ma dall'intero settore», puntualizza il 59enne, in carica dall'aprile di quest'anno, in un colloquio con i giornalisti pubblicato oggi dal Tages-Anzeiger online. «Abbiamo mantenuto i prezzi stabili per un lungo periodo, nonostante l'inflazione e l'aumento dei costi gravino anche su di noi».
Se i clienti non pagano, saranno i contribuenti
«Se la clientela non paga per l'offerta ampliata, alla fine saranno la Confederazione e i cantoni a dover intervenire, ovvero i contribuenti: anche questo è insoddisfacente», osserva l'ex CEO del colosso della costruzione Implenia. «E per quanto riguarda le carrozze affollate: lo so bene anch'io, anche se non capita così spesso. Si tratta di un fenomeno legato alle ore di punta. Nel corso della giornata, i treni non sono sovraccarichi», taglia corto il manager con trascorsi professionali anche nel settore chimico-farmaceutico, dapprima come apprendista.

