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Svizzera
FFS, il Covid infligge una perdita di 617 milioni
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Lara Sargenti
5 anni fa
Nel 2020 l’azienda ha registrato un terzo di clienti in meno e il calo della domanda ha avuto conseguenze dirette sulle finanze. “La perdita più grave dallo scorporo delle FFS dalla Confederazione”

Le FFS si lasciano alle spalle un anno difficile, con il coronavirus che ha inferto un duro colpo all’azienda. Nel 2020 l’ex regia federale ha subito un forte calo della domanda: nei treni e nelle stazioni si è registrato un terzo dei clienti in meno. La perdita subita è stata di 617 milioni e l’indebitamento netto soggetto a interessi è aumentato di 1,5 miliardi. “Si tratta della perdita più grave dallo scorporo delle FFS dalla Confederazione in una società anonima di diritto speciale”, sottolinea l’azienda in una nota odierna. A titolo di paragone, nel 2019 l’ex regia federale aveva realizzato un utile netto di 463 milioni. Nonostante una situazione finanziaria estremamente critica, le FFS intendono comunque “mantenere stabili i prezzi e garantire così l’attrattiva dei trasporti pubblici”.

Meno viaggiatori
La media giornaliera dei viaggiatori trasportati nel corso dell’anno si è attestata a 843’000 unità, oltre un terzo in meno rispetto al 2019 (1,32 milioni di viaggiatori). Anche il numero di viaggiatori-chilometri è diminuito del 40,6%: del 43,7% nel traffico a lunga percorrenza e del 32,4% nel traffico regionale. Una flessione da ascriversi soprattutto alle misure disposte dalle autorità per contrastare l’emergenza sanitaria: molti pendolari sono passati al telelavoro, mentre i viaggiatori del tempo libero dalla Svizzera e dall’estero hanno ridotto enormemente gli spostamenti a causa delle limitazioni. Nel traffico viaggiatori internazionale la domanda ha subito un crollo ancora più evidente, con un calo del 51,2% dei viaggiatori-chilometri dovuto alle restrizioni e alla conseguente riduzione delle offerte. Il calo dei viaggiatori e la chiusura degli esercizi commerciali hanno inoltre contribuito a spopolare le stazioni, in cui il numero complessivo di clienti è diminuito di circa un terzo rispetto al 2019.

Calati i titolari di un abbonamento generale
Se il numero degli abbonamenti a metà-prezzo in circolazione è rimasto pressoché invariato (2,72 milioni), sono invece diminuiti a 439’000 i titolari di un abbonamento generale, il 12,2% in meno rispetto al 2019 (500’000). Molto più della metà dei biglietti è stata acquistata attraverso i canali digitali ffs.ch e Mobile FFS (61,4%; 2019: 52,8%).

Situazione economica critica
Il calo della domanda ha avuto conseguenze finanziarie determinanti: rispetto al 2019 sono diminuiti i ricavi nel traffico viaggiatori (−28,9%), i fatturati di terzi nelle stazioni (−26,8%), i proventi risultanti dalle tracce nell’Infrastruttura (−12,1%) e i trasporti di merci (−2,4% della prestazione del traffico merci). Durante il lockdown le FFS hanno anche ridotto o sospeso i canoni di locazione e, di comune accordo con il settore dei trasporti pubblici, accordato misure di condiscendenza per i titolari di abbonamenti. L’indebitamento netto soggetto a interessi è aumentato di CHF 1,5 mia. A causa del basso cash flow operativo (EBITDA) e del maggiore indebitamento, il grado di copertura dei debiti si attesta a 21,6, quindi “nettamente al di sopra del limite massimo di 6,5 previsto dalla Confederazione”.

Misure di risparmio e sostegno di Confederazione e Cantoni
Per reagire ai mancati introiti nella primavera 2020 le FFS hanno introdotto misure di risparmio, quali il blocco o la limitazione delle assunzioni nei settori amministrativi, la riduzione dei saldi dell’orario mobile e delle vacanze non godute e il rinvio o la cancellazione di progetti e investimenti. “Queste misure hanno permesso di risparmiare centinaia di milioni di franchi, senza tuttavia compromettere l’operatività dell’esercizio ferroviario e la sicurezza”, sottolinea l’azienda.
Per garantire la solvibilità dell’azienda, la Confederazione ha aumentato il limite di credito di 550 milioni. Nel secondo semestre dello scorso anno la Confederazione e il Parlamento hanno inoltre approvato interventi di sostegno a favore dei trasporti pubblici, in modo che le imprese di trasporto potessero arginare le perdite causate dalla pandemia nei settori aventi diritto a indennizzi, ovvero infrastruttura, traffico regionale e traffico merci. Nei settori autofinanziati del traffico a lunga percorrenza e degli immobili, le FFS devono coprire autonomamente i mancati introiti.

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