
Per ridurne l'indebitamento e agevolarne le attività di investimento, la Confederazione verserà alle FFS un contributo di 850 milioni. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale allineandosi così alla proposta, al ribasso, degli Stati. Il dossier è pronto per le votazioni finali. Nel suo messaggio, il Consiglio federale - sostenuto dalla Camera del popolo in prima e secondo lettura - aveva chiesto 1,15 miliardi di franchi. Tale somma corrisponde alle perdite registrate durante la pandemia.
La situazione
Come sottolineato più volte durante le scorse sedute, le perdite nel trasporto regionale, in quello merci e nell'infrastruttura ferroviaria sono state compensate, così come parte di quelle del traffico locale e turistico. Le FFS non hanno invece ricevuto niente per il traffico a lunga percorrenza. Conseguenza: l'aumento dell'indebitamento durante la pandemia frena gli investimenti delle Ferrovie federali. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti: la situazione finanziaria delle FFS è migliorata, mentre le finanze delle Confederazione si sono notevolmente deteriorate. Per questo motivo gli Stati hanno deciso di dare una sforbiciata al contributo, fissandolo, come detto, a 850 milioni. Decisione oggi fatta sua anche dal Consiglio nazionale.
Gli altri aspetti toccati
La riforma contiene anche altri punti, meno contestati, come l'assegnazione della quota di due terzi dei proventi della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) spettante alla Confederazione: in futuro confluirà interamente nel Fondo per l'infrastruttura ferroviaria (FIF) fino a quando le sue riserve non ammonteranno almeno a 300 milioni di franchi. Un'altra novità concerne i criteri sulla concessione alle FFS di mutui di tesoreria.

