
Gli impiegati del call center FFS Cargo di Friburgo sono più che delusi dalle FFS, accusate di "slealtà". I dipendenti mantengono nondimeno invariata la strategia osservata finora: rivendicano il mantenimento del centro di servizi alla clientela e l'avvio di discussioni con le FFS, nessuno sciopero nell'immediato, ma una grande manifestazione giovedì.Il segretario generale del Sindacato del personale dei trasporti (SEV) Eric Levrat si esprime con prudenza sulla questione dello sciopero: "faremo il punto della situazione dopo la manifestazione di giovedì e l'incontro fra le FFS e il Consiglio di Stato di lunedì prossimo". Nel corso di tale riunione, le FFS dovrebbero fornire cifre più precise riguardo alla necessità di chiudere il call center di Friburgo, di sopprimere 50 posti di lavoro e di trasferirne 115 a Basilea.I dipendenti mantengono invariate le loro esigenze, identiche a quelle dei colleghi ticinesi: abbandono del piano di ristrutturazione e svolgimento di una tavola rotonda. Deve trattarsi di "una vera tavola rotonda in cui viene analizzata l'intera situazione e non di un'occasione in cui le FFS spiegano le decisioni già prese", precisa Levrat.Il sindacalista dichiara di essere "ulcerato" dalla politica "dei due pesi e delle due misure" applicata dalle FFS nei riguardi di Friburgo. I consiglieri di Stato Beat Vonlanthen e Pascal Corminboeuf hanno ricordato venerdì scorso davanti al Gran consiglio che lo scorso gennaio FFS Cargo non prevedeva la chiusura del centro di servizio alla clientela; al contrario, l'effettivo del call center doveva salire da 165 a 237 dipendenti.ATS
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