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Svizzera
Fedpol: nuova task force contro viaggi jihadisti
Redazione
12 anni fa

Lo Stato islamico (Isis), Al Qaida e le attività jihadistiche sono al centro dell'attenzione delle autorità federali. Fedpol ha annunciato oggi la creazione di una task force per impedire ai volontari della jihad di recarsi nelle zone di conflitto e di commettere reati in Svizzera. Questo passo segue a ruota la decisione di mercoledì del Consiglio federale di adottare una legge urgente per vietare le attività di queste organizzazioni nella Confederazione e all'estero. In una nota odierna, l'Ufficio federale di polizia (fedpol) indica che la task force è stata istituita dal Comitato ristretto Sicurezza della Confederazione. La decisione è stata presa perché dall'inizio dell'anno il fenomeno dei viaggi con finalità jihadiste "ha assunto una dimensione senza precedenti". Precursore della task force è un gruppo di lavoro creato lo scorso giugno e incaricato di esaminare a fondo la questione. Diretto da fedpol, il gruppo riuniva rappresentanti del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), del Ministero pubblico della Confederazione (MPC), della Direzione politica del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), del Corpo delle guardie di confine (Cgcf), dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) e della Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera (CCPCS). Constatato il forte aumento di questi viaggi a scopi jihadisti, il gruppo di lavoro è stato trasformato in una task force incaricata di contrastare il fenomeno. Ai partecipanti iniziali si sono aggiunti anche rappresentanti dell'Ufficio federale di giustizia (UFG) e della polizia aeroportuale di Zurigo. Compito della task force è valutare costantemente la situazione, raccogliere e scambiare informazioni su scala nazionale e internazionale nonché selezionare e inserire in un elenco le persone già identificate che potrebbero unirsi alla jihad nelle zone di conflitto. Mercoledì il Consiglio federale ha preso atto della sua istituzione. Dal canto suo il governo, ritenendo che Al-Qaida, lo "Stato islamico" e le organizzazioni associate rappresentano tuttora una minaccia per la sicurezza interna ed esterna della Svizzera, ha deciso di prolungare il divieto delle loro attività oltre il 2014. Ha quindi adottato una legge urgente in materia su cui il parlamento dovrà esprimersi in dicembre. La normativa prevede 5 anni di carcere o una multa per chi contravviene alle disposizioni incluse nella legge.

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