
Doveva essere un'onda, ha assunto i contorni di uno tsunami: salita dalla piazza, la voglia di ecologia degli svizzeri è arrivata a cambiare gli equilibri del Consiglio nazionale. Nelle elezioni odierne i Verdi guadagnano in un colpo 17 seggi, cosa che non era mai riuscita a nessun partito. In forte crescita anche i Verdi liberali, mentre perdono le quattro formazioni maggiori, rappresentate in governo: UDC, PS, PLR e PPD.
La diretta:
23.25:
Un numero record di donne sarà presente nella prossima legislatura al Consiglio nazionale. Secondo calcoli dell'agenzia Keystone-ATS saranno almeno 85 le deputate.
In totale, rappresenteranno almeno il 42,5% degli eletti. A titolo di paragone, all'inizio dell'ultima legislatura arrivavano al 32%. La tendenza all'aumento delle deputate negli ultimi anni si è quindi confermata: dal 2003 si registra un incremento di 3 o 4 punti percentuali ad ogni elezione. Quest'anno il risultato è quindi migliore del solito.
Per quel che riguarda gli Stati, cinque "senatrici" sono già state elette. Il totale nel 2015 era arrivato a sette, ma sei non si sono ripresentate. Per i dati definitivi bisognerà attendere i ballottaggi.
23.23:
L'onda ambientalista si conferma anche nel canton canton Vaud. Al Nazionale i Verdi e i Verdi liberali raddoppiano i seggi, PLR e PS rimangono stabili, mentre l'UDC perde un deputato e il PPD esce dalla deputazione vodese.
I Verdi diventano il terzo partito del cantone, piazzandosi davanti all'UDC, e passano da 2 a 4 seggi. Adèle Thorens Goumaz, in testa nella corsa per gli Stati, guida anche la lista degli ecologisti al Nazionale e distanzia l'ex sindaco di Losanna Daniel Brélaz. Eletti anche Sophie Michaud Gigon, segretaria generale della Federazione dei Consumatori, e la deputata Léonore Porchet. Se Adèle Thorens dovesse passare agli Stati al secondo turno, lascerebbe il posto a Valentine Python, una climatologa poco nota finora.
Buon risultato anche per i Verdi liberali, che fino ad ora avevano un solo seggio. Ora il presidente della sezione cantonale François Pointet raggiungerà a Berna l'uscente Isabelle Chevalley.
Il PLR rimane il primo partito e mantiene i suoi 5 seggi, pur calando in termini percentuali. Il consigliere agli Stati Olivier Français è in testa alla classifica, davanti agli uscenti Isabelle Moret e Olivier Feller. Al quarto posto si piazza la consigliera di Stato Jacqueline de Quattro, seguita poi dall'uscente Frederic Borloz. Français ha annunciato che rinuncerà alla vita politica se non sarà rieletto alla Camera dei cantoni. Se dovesse abbandonare il suo posto al Nazionale entrerebbe Laurent Wehrli, sindaco di Montreux e uscente.
Anche il PS mantiene i suoi 5 seggi, pur perdendo elettori. Senza sorpresa l'ex consigliere di Stato socialista e attuale presidente dell'Unione sindacale svizzera, Pierre-Yves Maillard, torna a Berna con un ottimo risultato personale. Supera anche la collega di partito Ada Marra, candidata pure per gli Stati. Riconfermati anche il capogruppo socialista Roger Nordmann, Samuel Bendahan e Brigitte Crottaz. Torna a casa invece Nicolas Rochat Fernandez, entrato al Nazionale lo scorso maggio dopo l'elezione di Rebecca Ruiz al governo cantonale.
L'UDC è il partito che ha subito la maggior perdita in termini percentuali e passa da 4 a 3 seggi. Sono stati eletti gli uscenti Jean-Pierre Grin, Jacques Nicolet e Michaël Buffat. Il PPD perde il suo unico rappresentate in Nazionale, Claude Béglé, ex patron della Posta, che ha forse pagato lo scotto delle polemiche nate a seguito dei suoi commenti positivi sul regime Nordcoreano.
La deputazione vodese sarà composta di 5 PLR (-), 5 PS (-),4 Verdi (+2), 3 UDc (-1), 2 PVL (+1). A causa della crescita demografica, il canton Vaud ha diritto a un seggio supplementare nel Consiglio nazionale, passando da 18 a 19 seggi. La partecipazione è stata del 42,83%.
23.01:
Un solo comune svizzero manca all'appello nelle elezioni del Consiglio nazionale: gli occhi sono rivolti a d'Arzier-le Muids, il paese con circa 1500 del canton Vaud che non permette agli uffici di statistica di chiudere il capitolo elettorale. I risultati del comune non potranno comunque più cambiare di molto il risultato definitivo.
22.30:
Ecco il riepilogo delle elezioni federali - Nazionale e Stati - di tutti i cantoni. I dati di Vaud relativi alla Camera del popolo si basano su proiezioni.
TICINO (8 seggi in CN)
La lista Verdi e Sinistra alternativa è riuscita a sottrarre un seggio alla Lega dei Ticinesi al Consiglio nazionale. Greta Gysin, la prima ecologista della deputazione ticinese, farà la sua entrata a Berna a scapito di Roberta Pantani, che dopo otto anni deve lasciare. Sono stati eletti gli uscenti Rocco Cattaneo (PLR), Lorenzo Quadri (Lega), Fabio Regazzi (PPD), Marco Romano (PPD), Marina Carobbio (PS) e Marco Chiesa (UDC), mentre il capogruppo in Gran Consiglio Alex Farinelli (PLR) sostituirà il collega di partito Giovanni Merlini, candidato solo per gli Stati. Per quanto riguarda la Camera dei Cantoni vi sarà un ballottaggio generale il 17 novembre; il "senatore" uscente Filippo Lombardi (PPD) è in "pole position" davanti a Chiesa.
ZURIGO (35 seggi in CN)
Verdi e Verdi liberali - con 3 deputati a testa in più per un totale di rispettivamente 5 e 6 mandati - sono i grandi vincitori alle elezioni per il Consiglio nazionale. Gli sconfitti sono il PS e l'UDC, che perdono entrambi due seggi a rispettivamente 7 e 10, come pure il PBD, la cui unica rappresentante alla Camera dei popolo deve fare le valigie. Anche il PPD perde un seggio dei suoi due, mentre il PLR (5) e il PEV (1) restano invariati. Fra gli uscenti non rieletti spiccano il direttore dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) Hans-Ulrich Bigler (PLR), Kathy Riklin (PPD), Rosmarie Quadranti (PBD) e Claudio Zanetti (UDC), mentre l'ex consigliere nazionale democentrista Christoph Mörgeli - già considerato l'ideologo di Christoph Blocher - non riesce, dopo la mancata rielezione del 2011, a ritornare sotto la cupola di Palazzo federale. Il consigliere agli Stati del PS Daniel Jositsch è stato eletto al primo turno, mentre per la seconda poltrona zurighese nella Camera dei cantoni si dovrà aspettare il ballottaggio, in programma il 17 novembre. L'uscente Ruedi Noser (PLR) si vede di nuovo costretto ad andare al secondo turno. Il principale sfidante della coppia di uscenti, il consigliere nazionale dell'UDC Roger Köppel, è terzo.
BERNA (24 seggi in CN, -1)
I Verdi raddoppiano i loro seggi in Consiglio nazionale, passando da 2 a 4, e anche il PVL aumenta il numero di propri parlamentari, che salgono da 2 a 3. A farne le spese sono l'UDC (che è scesa da 9 a 7 mandati) e il PS (da 6 a 4), ma anche il PBD che non è riuscito a fermare la sua spirale negativa passando da 2 a un seggio. Invariati PLR (2) e PEV (1), mentre dopo otto anni di assenza l'UDF conquista un mandato. Tra gli esclusi c'è anche il membro della direzione di Unia Corrado Pardini (PS), mentre fa il suo ingresso sotto il Cupolone l'ex presidente dei Giovani socialisti svizzeri Tamara Funiciello. Al Consiglio degli Stati nessuno dei candidati l'ha spuntata al primo turno e per conoscere la deputazione alla Camera dei cantoni bisognerà aspettare il ballottaggio previsto per il 17 novembre. Il "senatore" uscente Hans Stöckli (PS) si è piazzato in testa; segue la presidente dei Verdi Regula Rytz, tallonata strettamente dal presidente della sezione cantonale dell'UDC e consigliere nazionale Werner Salzmann. Solo quarta la candidata del PBD Beatrice Simon, che sperava di mantenere il seggio lasciato libero da Werner Luginbühl.
VAUD (19 seggi in CN, +1)
Secondo le proiezioni SSR i Verdi guadagnerebbero due seggi portandosi a 4, i Verdi liberali uno salendo a due, PLR e PS rimarrebbero stabili a 5 ciascuno, mentre l'UDC perderebbe un seggio scendendo a 3 e il PPD non risulterebbe più nella deputazione vodese. Quanto agli Stati, in base ai risultati definitivi le due candidate rosso-verdi - l'ecologista Adèle Thorens e la socialista Ada Marra - sono risultate nettamente in testa al primo turno dell'elezione. Segue, ma molto staccato, il "senatore" uscente del PLR Olivier Français. Il secondo turno è previsto il 10 novembre.
ARGOVIA (16 seggi in CN)
L'UDC, confrontata al ritiro di Sylvia Flückiger-Bäni, Ulrich Giezendanner, Maximilian Reimann e Luzi Stamm, perde un seggio al Consiglio nazionale, scendendo a 6, mentre i socialisti ne guadagnano uno per un totale di 3. Anche il PLR perde un posto, scendendo a 2, mentre il PPD ne conquista uno per un totale di 2. I Verdi e i Verdi liberali rimangono fermi a una poltrona, mentre il PEV entra alla Camera del popolo ai danni del PBD. Anche in Argovia si andrà al ballottaggio generale per le elezioni al Consiglio degli Stati: per sapere chi occuperà le poltrone lasciate libere dai due "senatori" uscenti Pascale Bruderer (PS) e Philipp Müller (PLR) bisognerà attendere il 24 novembre. Ampiamente in testa si è piazzato Thierry Burkart (PLR), seguito da Hansjörg Knecht (UDC). Cédric Wermuth - ex presidente di Gioventù socialista noto per la sua retorica pungente - difficilmente riuscirà a difendere il seggio lasciato libero dalla Bruderer.
GINEVRA (12 seggi in CN, +1)
I Verdi triplicano e conquistano tre seggi al Consiglio nazionale, recuperando anche quello perso nel 2015. I Verdi liberali hanno il loro primo rappresentante a Berna e Ensemble à Gauche torna dopo 12 anni ad avere un seggio alla Camera del popolo, mentre il Mouvement des citoyens genevois (MCG) perde il rappresentante a Berna dopo due legislature. Il PLR e il PS perdono entrambi un mandato, passando da tre a due, mentre l'UDC mantiene i suoi due seggi e il PPD il suo unico. Per il Consiglio degli Stati si andrà al ballottaggio generale il 10 novembre; i candidati rosso-verdi risultano nettamente in testa dopo il primo turno.
SAN GALLO (12 seggi in CN)
L'UDC e il PPD nel cantone di San Gallo perdono ciascuno un seggio in Consiglio nazionale, scendendo rispettivamente a quattro e due, a favore di Verdi e Verdi liberali (PVL), che tornano ad essere rappresentati dopo essere stati spodestati nel 2015 quando i loro mandati - uno ciascuno - erano andati all'UDC e al PLR. PLR e PS hanno mantenuto due seggi ciascuno. - Tra le file dell'UDC tra l'altro è stata eletta Esther Friedli, compagna dell'ex presidente dell'UDC svizzera Toni Brunner. Per conoscere la composizione della deputazione sangallese al Consiglio degli Stati si dovrà invece attendere il secondo turno, previsto per il 17 novembre. I due "senatori" uscenti Benedikt Würth (PPD) - subentrato appena in giugno a Karin Keller-Sutter, diventata consigliera federale - e Paul Rechsteiner (PS) sono in testa, ma non hanno raggiunto la maggioranza assoluta.
LUCERNA (9 seggi in CN, -1)
I Verdi liberali ottengono il loro primo seggio al Consiglio nazionale, mentre ne perdono uno UDC (a 2) e PLR (a 1). Il PPD mantiene i suoi tre seggi, così come PS e Verdi conservano il loro unico mandato. Per quanto concerne gli Stati, il "senatore" uscente Damian Müller (PLR) è stato riconfermato, seppur di misura. Per il secondo seggio lucernese alla Camera dei cantoni occorrerà attendere il ballottaggio previsto il 17 novembre. La consigliera nazionale Andrea Gmür (PPD) sembra ben posizionata per difendere il seggio attualmente occupato dal collega di partito Konrad Graber, un peso massimo agli Stati, che non si è ripresentato.
VALLESE (8 seggi in CN)
Sorpresa in Vallese: un ecologista è riuscito nell'impresa di soffiare un seggio in Consiglio nazionale al PPD, che così scende a tre. Stabili gli altri partiti, ossia 2 UDC, 1 PLR e 1 PS. Per l'elezione al Consiglio degli Stati vi sarà un ballottaggio generale: il "senatore" uscente Beat Rieder (PPD) è risultato in testa davanti alla collega di partito Marianne Maret e al socialista Mathias Reynard. Da oltre 150 anni, in Vallese le due poltrone alla Camera dei cantoni sono occupate dal PPD, che deve però far fronte alla partenza del "senatore" uscente Jean-René Fournier.
BASILEA CAMPAGNA (7 seggi in CN)
Situazione invariata rispetto al 2015 dopo il voto per il Consiglio nazionale, dove i seggi saranno nuovamente distribuiti nel modo seguente: 2 UDC, 2 PS, 1 Verde, 1 PLR e 1 PPD. Seggio socialista a rischio invece nell'elezione per il Consiglio degli Stati: al primo turno il partito non è infatti riuscito a confermare la poltrona finora occupata da Claude Janiak. Nessuno dei candidati all'unico mandato del cantone l'ha spuntata, si andrà quindi al ballottaggio il 24 novembre. Daniela Schneeberger (PLR) è la meglio posizionata.
FRIBURGO (7 seggi in CN)
Grossa sorpresa alle elezioni del Consiglio nazionale: il democentrista Jean-François Rime, presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), non è stato rieletto. Il suo seggio è andato all'ecologista Gerhard Andrey, una personalità non molto conosciuta nel cantone. L'UDC resta a Berna con un solo rappresentante. PPD (2), PS (2) e PLR (1) conservano i loro mandati. Per quanto riguarda l'elezione al Consiglio degli Stati il 10 novembre vi sarà un ballottaggio generale: pur piazzandosi in testa, i due "senatori" uscenti, Christian Levrat (PS) e Beat Vonlanthen (PPD), non hanno infatti raggiunto la maggioranza assoluta.
SOLETTA (6 seggi in CN)
Il PS perde uno dei suoi due seggi in Consiglio nazionale a favore dei Verdi. Inoltre, il socialista uscente Philipp Hadorn non è stato riconfermato. Vincitrice è l'UDC, che ha difeso i suoi due mandati con i migliori risultati di tutti i candidati e sarà l'unico partito solettese ad avere due rappresentanti a Berna. PLR e PPD hanno difeso i loro seggi (uno ciascuno). Per gli Stati soltanto uno dei due "senatori" uscenti, Pirmin Bischof (PPD), è riuscito a farsi rieleggere al primo turno: l'altro uscente Roberto Zanetti (PS) dovrà attendere il risultato del ballottaggio. Il suo principale sfidante sarà il democentrista Christian Imark, rieletto oggi al Nazionale.
TURGOVIA (6 seggi in CN)
I Verdi strappano al PLR il suo unico seggio in Consiglio nazionale. L'UDC invece, nonostante registri una perdita di voti, riesce a mantenere i suoi tre mandati. Invariata risulta anche la situazione per PPD e PS, che mantengono un seggio ciascuno. Nella corsa agli Stati è stata riconfermata la "senatrice" uscente Brigitte Häberli-Koller (PPD), mentre Jakob Stark (UDC) è stato eletto al posto del compagno di partito Roland Eberle.
BASILEA CITTÀ (5 seggi in CN)
I Verdi liberali hanno conquistato un seggio al Consiglio nazionale ai danni dell'UDC, che non sarà quindi più rappresentato alla Camera del popolo. Le poltrone rimangono distribuite come quattro anni fa per gli altri partiti, ossia 2 PS, 1 Verde e 1 LDP (il partito liberale separato dal PLR). Il seggio agli Stati resta nelle mani del PS anche dopo il ritiro della veterana dalla politica federale Anita Fetz: l'attuale consigliera di Stato Eva Herzog si è imposta sui candidati borghesi, ottenendo ben il 66% dei suffragi.
GRIGIONI (5 seggi al CN)
L'UDC perde uno dei suoi due mandati al Consiglio nazionale, con l'uscente Magdalena Martullo-Blocher che si è imposta nettamente sull'altro uscente Heinz Brand, e il PBD la sua unica poltrona, quella di Duri Campell, mentre rientra alla Camera del popolo il PLD (liberali-radicali) con la sindaca di Bregaglia Anna Giacometti. Il PS - orfano di Silva Semadeni - passa da uno a due seggi (il presidente dell'Iniziativa delle Alpi Jon Pult e la granconsigliera Sandra Locher Benguerel) e il PDC (democristiani) difende quello di Martin Candinas. Per quanto concerne il Consiglio degli Stati i due "senatori" uscenti Stefan Engler (PDC/PPD) e Martin Schmid (PLD/PLR) sono stati rieletti senza problemi.
NEUCHÂTEL (4 seggi in CN)
Al Consiglio nazionale gli ecologisti occuperanno il seggio che finora spettava all'UDC. L'ex consigliere nazionale, già consigliere di Stato e vicepresidente dell'UDC svizzera Yvan Perrin non è infatti riuscito a tornare ad occupare la poltrona che già era sua dal 2003 al 2013. Ai media regionali, ha detto di voler definitivamente lasciare la politica. Il PLR, il PS e il Parti ouvrier et populaire (POP) mantengono i loro mandati (uno ciascuno). Sorpresa nell'elezione del Consiglio degli Stati: la candidata dei Verdi Céline Vara è stata eletta sottraendo il seggio lasciato libero dal "senatore" del PS Didier Berberat. Il consigliere nazionale Philippe Bauer (PLR) è riuscito dal canto suo a difendere il seggio del partito, finora in mano a Raphaël Comte.
SVITTO (4 seggi in CN)
I quattro seggi di cui il cantone dispone in Consiglio nazionale rimangono come nel 2015 nelle mani dei tre grandi partiti borghesi e ripartiti esattamente come quattro anni fa. Nella prossima legislatura la deputazione svittese alla Camera del popolo sarà quindi rappresentata da 2 UDC, 1 PLR e 1 PPD. I quattro deputati uscenti sono stati tutti riconfermati. Per quanto attiene agli Stati l'UDC è riuscita a confermare solo uno dei suoi due seggi: l'uscente Alex Kuprecht è infatti stato rieletto per un quinto mandato, mentre per sapere chi succederà al suo collega di partito Peter Föhn bisognerà aspettare il secondo turno, previsto per il 24 novembre.
ZUGO (3 seggi in CN)
Sorpresa alle elezioni per il Consiglio nazionale: Manuela Weichelt-Picard del partito denominato "Alternativi - I Verdi" (ALG), ufficialmente affiliato ai Verdi svizzeri, ha riconquistato il seggio strappatogli otto anni fa dal PLR, proprio ai danni di quest'ultimo. UDC e PPD hanno difeso i loro mandati: Thomas Aeschi e il presidente del Partito popolare democratico svizzero Gerhard Pfister sono quindi stati riconfermato. La Weichelt-Picard sarà la prima donna zughese eletta alla Camera del popolo. Per il Consiglio degli Stati un solo candidato è stato eletto al primo turno: si tratta del "senatore" uscente Peter Hegglin (PPD). Gli altri sei candidati non sono riusciti ad ottenere la maggioranza assoluta e dovranno attendere il risultato del ballottaggio del 17 novembre per sapere chi succederà a Joachim Eder (PLR), che non si ricandidava.
GIURA (2 seggi in CN)
Gli uscenti Pierre-Alain Fridez (PS) e Jean-Paul Gschwind (PPD) sono stati facilmente riconfermati per un nuovo mandato al Consiglio nazionale. Nella corsa per gli Stati la socialista Elisabeth Baume-Schneider è riuscita a difendere la poltrona lasciata libera dal collega di partito Claude Hêche, mentre il popolare democratico Charles Juillard succederà a Anne Seydoux-Christe, pure del PPD.
SCIAFFUSA (2 seggi in CN)
I due seggi in Consiglio nazionale rimangono come previsto nelle mani di Thomas Hurter (UDC), che siede nella Camera del popolo da tre legislature, e di Martina Munz (PS), in carica dal 2013. Riconfermati anche i due membri del Consiglio agli Stati Hannes Germann (UDC) e Thomas Minder (senza partito), il padre dell'iniziativa contro i "salari abusivi" che alle Camere fa parte del gruppo UDC.
APPENZELLO ESTERNO (1 seggio in CN)
L'UDC è riuscita a mantenere l'unico seggio di cui dispone il cantone in Consiglio nazionale, quello dell'uscente David Zuberbühler. Tutto come prima anche per il Consiglio degli Stati: il giovane "senatore" liberale-radicale Andrea Caroni è stato riconfermato senza problemi.
APPENZELLO INTERNO (1 seggio in CN)
Il cantone resta roccaforte del PPD: l'unico seggio in Consiglio nazionale - rimasto vacante per qualche mese - è andato al popolare democratico, ex direttore delle finanze, Thomas Rechsteiner. Da giugno a Berna siede già il nuovo senatore del PPD di Appenzello Interno Daniel Fässler, che è succeduto a un suo collega di partito.
GLARONA (1 seggio in CN)
Il presidente del PBD svizzero Martin Landolt ha difeso ancora una volta l'unico seggio di cui dispone il cantone di Glarona in Consiglio nazionale e da lui occupato dal 2008. Si è invece assistito a una sorpresa nell'elezione al Consiglio degli Stati: solo uno dei "senatori" uscenti, Thomas Hefti (PLR), è stato riconfermato, mentre non ce l'ha fatta Werner Hösli (UDC). Al suo posto è stato eletto il Verde Mathias Zopfi.
NIDVALDO (1 seggio in CN)
L'UDC Peter Keller ha riconquistato senza problemi l'unico seggio per il Consiglio nazionale. Il rappresentante al Consiglio degli Stati Hans Wicki è stato riconfermato tacitamente.
OBVALDO (1 seggio in CN)
L'unico seggio a disposizione nel cantone per il Consiglio nazionale, lasciato vacante dal cristiano-sociale (PCS) Karl Vogler, passa all'UDC. A conquistarlo è la presidente cantonale del partito Monika Rüegger, che scrive letteralmente la storia diventando la prima donna obvaldese in parlamento. Il rappresentante al Consiglio degli Stati Erich Ettlin (PPD) è stato riconfermato tacitamente.
URI (1 seggio in CN)
Il PPD ruba l'unico seggio disponibile per il Consiglio nazionale all'UDC. Vi è da sottolineare che il deputato "uscente", il democentrista Beat Arnold, non si è ripresentato per motivi di salute. Il neo-eletto popolare democratico Simon Stadler, 31 anni, è figlio dell'ex consigliere agli Stati Hansruedi Stadler. Uno dei due seggi al Consiglio degli Stati sarà occupato per la prima volta nella storia da una donna: Heidi Z'graggen (PPD), candidata pochi mesi fa al Consiglio federale, ha ereditato il mandato del collega di partito Isidor Baumann, che non si ripresentava, e affiancherà il "senatore" uscente Josef Dittli (7'576) alla Camera dei cantoni.
22.17:
La mancata rielezione al Consiglio nazionale del democentrista Jean-François Rime, presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), e del direttore della stessa associazione Hans-Ulrich Bigler (PLR/ZH), rappresenta una grossa perdita. Lo ha dichiarato alla RSI la direttrice di Economiesuisse, Monika Rühl.
Per noi è importante, ha dichiarato l'ex diplomatica, avere in parlamento rappresentanti del mondo imprenditoriale e dell'economia in generale.
Secondo la rappresentante della maggior associazione economica elvetica, è importante che ora Verdi e Verdi liberali riescano a dare risposte su questioni aperte, come i nostri rapporti con l'Europa e, in particolare, l'accordo istituzionale con Bruxelles.
I Verdi liberali si sono detti a favore, mentre manca ancora una posizione chiara da parte dei Verdi, ha fatto notare Monika Rühl. L'accordo quadro è importante per la nostra economia e per consolidare la via bilaterale.
22.15:
Un numero record di donne sarà presente nella prossima legislatura al Consiglio nazionale. Secondo calcoli intermedi effettuati dall'agenzia Keystone-ATS, quando mancano ancora i risultati del Canton Vaud, saranno almeno 78 le deputate.
In totale, rappresenteranno almeno il 39% degli eletti. A titolo di paragone, all'inizio dell'ultima legislatura arrivavano al 32%. La tendenza all'aumento delle deputate negli ultimi anni si è quindi confermata: dal 2003 si registra un incremento di 3 o 4 punti percentuali ad ogni elezione. Quest'anno il risultato è quindi migliore del solito.
Per quel che riguarda gli Stati, cinque "senatrici" sono già state elette. Il totale nel 2015 era arrivato a sette, ma sei non si sono ripresentate. Per i dati definitivi bisognerà attendere i ballottaggi.
21.38:
L'onda verde è giunta anche a Berna: i Verdi raddoppiano i loro seggi in Consiglio nazionale, passando da 2 a 4, e anche il PVL aumenta il numero di propri parlamentari, che passano da 2 a 3. A farne le spese sono l'UDC e il PS, ma anche il PBD che non è riuscito a fermare la sua spirale negativa.
L'elezione di quest'anno a Berna era contraddistinta, ed era la seconda volta consecutiva, dalla perdita di un rappresentante alla Camera del popolo. La deputazione è così scesa, per ragioni demografiche, a 24.
Come ampiamente previsto dai sondaggi e dai trend delle elezioni cantonali, è l'UDC - che ha anche dovuto rinunciare al suo "cavallo di razza" Adrian Amstutz a causa delle regole interne che limitano i mandati - uno dei partiti ad aver perso maggiori consensi, malgrado resti la prima formazione politica: i suoi rappresentanti sono scesi a 7 (-2). A farne le spese è stato Manfred Bühler, l'unico esponente del Giura bernese in Consiglio nazionale, che non è stato rieletto.
A Berna ha subìto una brutta sconfitta anche il PS, che vede la sua deputazione sciogliersi e passare da 6 a 4 mandati. Tra gli esclusi c'è anche il membro della direzione di Unia Corrado Pardini, mentre fa il suo ingresso sotto il Cupolone l'ex presidente dei Giovani socialisti svizzeri Tamara Funiciello.
Situazione decisamente difficile per il PBD, che continua a perdere terreno. I suoi deputati, che erano ancora 4 nel 2011, poi passati a 3 quattro anni più tardi, sono ora soltanto due. Tra di loro c'è la consigliera di Stato Beatrice Simon, che, con un'operazione molto discussa, si è candidata anche agli Stati (ottenendo un deludente quarto posto).
Trionfano invece i Verdi, che invieranno quattro loro esponenti alla Camera del popolo. Per gli ecologisti si tratta di una bella rivincita, dopo che quattro anni fa avevano perso un seggio. La presidente del partito Regula Rytz ha ottenuto un ottimo risultato personale: è il candidato non UDC che ha ottenuto il maggior numero di voti nel cantone.
Buono il risultato dei Verdi liberali, che, come detto, ottengono 3 mandati (+1). Ottiene un seggio - dopo otto anni di assenza - anche l'UDF. Non è invece riuscito al PLR il tentativo di tornare ai fasti del passato e di conquistare una terza poltrona. I suoi seggi rimangono così soltanto due, così come rimane invariato a uno il numero dei mandati del PEV.
I 24 seggi bernesi, uno in meno rispetto a quattro anni fa, saranno dunque così distribuiti: 7 UDC (-2), 4 PS (-2), 4 Verdi (+2), 3 PVL (+1), 2 PLR (-), 2 PBD (-1), 1 PEV (-) e 1 UDF (+1). La partecipazione è stata del 47,4%.
Da notare che i risultati definitivi del canton Berna sono giunti già alle 20.30, quando erano attesi tra le 22.00 e le 23.00. Con una nota umoristica, la Cancelleria cantonale, facendo allusione alla proverbiale lentezza bernese, non ha esitato a definire quella odierna una "giornata storica".
21.33:
L'Ufficio federale di statistica (UST) ha registrato dalle 18.00 circa problemi al server per due ore che hanno compromesso la fornitura dei risultati delle elezioni federali. Verso le 20.30 il guasto è stato risolto.
Lo ha comunicato a Keystone-ATS il portavoce dell'UST Klaus von Muralt, precisando che il problema ha avuto ripercussioni anche sulla Cancelleria federale e quindi sul sito relativo alle elezioni ch.ch.
21.22:
L'onda d'urto dello tsunami verde che ha investito il Consiglio nazionale ha raggiunto anche il Consiglio degli Stati. Gli ecologisti si sono aggiudicati due seggi e sono in posizione di ballottaggio favorevole per altre due poltrone. La presidente del partito nazionale Regula Rytz ottiene inoltre un risultato lusinghiero a Berna e va al secondo turno.
Il successo del partito ecologista è molto significativo per una Camera che, nella sua stragrande maggioranza, viene eletta col sistema maggioritario. Questo metodo favorisce generalmente personalità capaci di raccogliere un vasto consenso che, quindi, per definizione, non si situano ai margini dello spettro politico.
I Verdi, come mostra la ricerca pubblicata la settimana scorsa dai politologi zurighesi dell'istituto Sotomo, in Consiglio nazionale sono situati all'estrema sinistra. Il loro solo rappresentante agli Stati nella scorsa legislatura, Robert Cramer (GE), ha ottenuto una nota di -9,2 su una scala da -10 (estrema sinistra) a +10 (estrema destra).
A Neuchâtel, dove i "senatori" sono eletti col sistema proporzionale, il successo dei Verdi sorprende meno. Céline Vara si è imposta sulle due socialiste che avrebbero dovuto difendere il seggio di Didier Berberat, che non si è ripresentato.
La grossa sorpresa è costituita dal seggio che gli ecologisti hanno strappato all'UDC a Glarona. Mathias Zopfi, già presidente del Gran Consiglio, si è imposto per 252 voti sull'uscente Werner Hösli. In questo modo i democentristi perdono uno dei loro mandati in un cantone tradizionalmente borghese.
Due altri verdi potrebbero fare il loro ingresso agli Stati. A Ginevra, l'attuale consigliera nazionale Lisa Mazzone ha realizzato il miglior risultato e dovrebbe dunque facilmente difendere il seggio di Cramer, che ha rinunciato a ricandidarsi.
Nel canton Vaud, l'ecologista Adèle Thorens e la socialista Ada Marra sono risultate nettamente in testa al primo turno, distaccando nettamente l'uscente del PLR Olivier Français. La socialista Géraldine Savary ha rinunciato a ricandidarsi.
I Verdi hanno fatto faville anche a Berna, dove sarà pure necessario il ballottaggio. L'uscente Hans Stöckli (PS) si è piazzato in testa, seguito dalla presidente degli ecologisti e consigliera nazionale Regula Rytz, a sua volta tallonata - 330 voti di scarto - dal presidente della sezione cantonale dell'UDC e consigliere nazionale Werner Salzmann.
In una giornata in cui il verde ha fatto capolino anche in cantoni inattesi, appare in controtendenza il voto a Basilea Campagna. Nella gara per il seggio - l'unico del cantone - che nella passata legislatura era di Claude Janiak (PS) ha ottenuto più voti Daniela Schneeberger (PLR). La consigliera nazionale dei Verdi Maya Graf è giunta seconda. Terzo, ma a ridosso della Graf, è risultato il candidato socialista Eric Nussbaumer. I cittadini sceglieranno il loro "senatore" in un ballottaggio.
Vari "senatori" uscenti, malgrado buoni risultati nelle urne, non sono riusciti a imporsi al primo turno: si tratta del presidente del PS Christian Levrat (FR), dell'ex presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS) Paul Rechsteiner (SG), di Hans Stöckli (PS/BE), Roberto Zanetti (PS/SO), Ruedi Noser (PLR/ZH), Olivier Français (PLR/VD), Filippo Lombardi (PPD/TI), Beat Vonlanthen (PPD/FR), Beat Rieder (PPD/VS) e Benedikt Würth (PPD/SG), eletto lo scorso maggio al posto della liberale radicale Karin Keller-Sutter, entrata in Consiglio federale.
In base ai risultati definitivi, e prima dei ballottaggi, dal profilo partitico le variazioni rispetto alla scorsa sessione sono poche. Si tratta dei soli due seggi ecologisti ottenuti a scapito di UDC e PS. Il Partito borghese democratico (PBD), attualmente rappresentato unicamente dal bernese Werner Luginbühl, che non si è ripresentato, rischia di scomparire dal Consiglio degli Stati: la candidata Beatrice Simon è decisamente distanziata rispetto ai tre favoriti Stöckli, Rytz e Salzmann.
Gli osservatori prevedevano un lieve spostamento verso destra della Camera dei Cantoni, che era peraltro scivolata a sinistra nella passata legislatura. Otto dei tredici rappresentanti del campo rosso-verde non si ripresentavano e la rielezione di una parte di loro appariva minacciata. Lo scenario oggi, prima dei ballottaggi, non sembra accreditare questa tesi.
La sinistra appare in ballottaggio favorevole pressoché ovunque, con le significative eccezioni di Basilea Campagna e di Argovia. In quest'ultimo cantone per occupare i seggi che erano di Pascale Bruderer (PS) e Philipp Müller (PLR) risultano favoriti Thierry Burkart (PLR) e Hansjörg Knecht (UDC). Cédric Wermuth - ex presidente di Gioventù socialista -, distaccato, difficilmente riuscirà a difendere il seggio lasciato libero da Bruderer.
In campagna ha fatto spesso capolino la questione della rappresentazione femminile. Nella Camera dei Cantoni negli ultimi quattro anni sedevano sei "senatrici" (su 46 deputati, il 13,0%). Oggi risultano elette in cinque: Heidi Z'graggen (PPD/UR), Eva Herzog (PS/BS), Brigitte Häberli-Koller (PPD/TG), Céline Vara (Verdi/NE) ed Elisabeth Baume-Schneider (PS/JU).
Con i secondi turni hanno inoltre buone chance di accedere agli Stati altre sei candidate: Andrea Gmür (PPD/LU), Daniela Schneeberger (PLR/BL), Marina Carobbio (PS/TI), Adèle Thorens (Verdi/VD), Ada Marra (PS/VD) e Marianne Maret (PPD/VS). Con undici rappresentanti si concretizzerebbe la previsione della consigliera nazionale Kathrin Bertschy (Verdi liberali/BE), copresidente dell'Alleanza delle società femminili svizzere (alliance f).
21.21:
Nel canton Ginevra, i candidati rosso-verdi risultano nettamente in testa dopo il primo turno delle elezioni al Consiglio degli Stati: l'ecologista Lisa Mazzone ottiene 41'757 voti e il socialista Carlo Sommaruga 38'344 suffragi. La maggioranza assoluta era fissata a 50'854.
Risultano chiaramente staccati i candidati borghesi: Hugues Hilpoldt (PLR) raccoglie 23'424 voti, ma sul risultato del suo partito pesava l'ombra del caso Maudet, Béatrice Hirsch (PPD) 21'716 e Céline Amaudruz (UDC) solo 20'267.
Gli altri candidati alla Camera dei cantoni non hanno invece avuto alcuna chance: François Bärtschi (MCG) ottiene 11'051 voti, il viticoltore indipendente Willy Cretegny 7'746 e la candidata dei Verdi liberali Susanne Amseler appena 7'312.
La partecipazione è stata dal 39,01%. Il ballottaggio è in programma il prossimo 10 novembre.
21.21:
Grigioni e Ticino uniti a difesa della lingua di Dante sotto la cupola di Palazzo federale. È quanto auspica la PLR/PLD Anna Giacometti fra i tre volti nuovi della deputazione grigionese al Consiglio nazionale.
"Darò man forte alla deputazione ticinese alle Camere per far sì che ci sia una maggior sensibilità verso la Svizzera italiana a Berna", dichiara Giacometti raggiunta in serata da Keystone-ATS. Le considerazioni di Giacometti sono rivolte sia alle traduzioni ufficiali, ancora troppo poche a suo dire, sia alla rappresentanza di italofoni nell'amministrazione federale, segnatamente ai suoi vertici. È una battaglia, sostiene Giacometti, che "mi sono impegnata a fare già a Coira".
Giacometti, uscita vincente lo scorso mese al ballottaggio per la poltrona di sindaco di Bregaglia, sarà affiancata a Berna da un'altra nuova eletta, Sandra Locher Benguerel (PS) del Circolo di Coira. Con lei entra nella Camera del Popolo anche il collega di partito Jon Pult, grazie alla alleanza che i socialisti hanno stretto con Verdi e Verdi liberali. Pult, presidente dell'Iniziativa delle Alpi, da parte sua si dice fautore di un'"offensiva" a favore del clima "con la Svizzera e l'Arco alpino a fungere da pioniere".
Fra i vincitori al Consiglio degli Stati troviamo Stefan Engler (Surselva): l'esponente PPD, riconfermato, ha infatti sbaragliato la concorrenza. "Sì, sono soddisfatto per il fatto che la corsa era più affollata rispetto a quattro anni fa", commenta raggiunto da Keystone-ATS il "senatore" alludendo ai candidati messi in campo da UDC, PS e Verdi liberali. Oltre a Engler è stato confermato anche il PLD Martin Schmid: i loro risultati registrano uno scarto simile a quello del 2015.
Il PPD ha retto bene, sia a livello di Consiglio degli Stati, che al Nazionale, sottolinea Engler, dicendosi pure sorpreso del raddoppio del PS a scapito dell’UDC Heinz Brand e del borghese-democratico Duri Campell. "Nella Camera dei Cantoni e nel Nazionale il PPD resta un partito forte", conclude Engler, ponendo quale obiettivo per la prossima legislatura la tutela del tenore di vita di chi risiede nelle regioni di montagna.
21.15:
Verdi e Verdi liberali - con 3 deputati a testa in più - sono i grandi vincitori alle elezioni per il Consiglio nazionale nel Canton Zurigo. Gli sconfitti sono il PS e l'UDC, che perdono entrambi due seggi, come pure il PBD, la cui unica rappresentante alla Camera dei popolo deve fare le valigie.
In base ai risultati definitivi, i 35 seggi del più grande cantone della Svizzera sono così ripartiti: UDC 10 (-2), PS 7 (-2), PVL 6 (+3), Verdi 5 (+3), PLR 5 (invariato), PPD 1 (-1), PEV 1 (invariato), PBD 0 (-1).
L'UDC rimane il primo partito del cantone, ma scende di 4 punti percentuali al 26,7% delle preferenze, realizzando il suo peggior risultato dal 1999. Perdite analoghe per il PS, che indietreggia di 4,1 punti al 17,3% e ritorna ai livelli del 1991.
Vero e proprio tsunami per i Verdi, che anche a Zurigo salgono di 7,2 punti e ottengono il miglior risultato di sempre con il 14,1% dei voti. Importante balzo in avanti pure per i "cugini separati" del PVL: i Verdi liberali avanzano di 5,8 punti, totalizzando il 14% dei suffragi. I due partiti ecologisti sopravanzano di misura il PLR, che indietreggia di 1,6 punti al 13,7%.
Marciano sul posto sia il PPD, che si attesta al 4,4% (+0,2), che il Partito evangelico, al 3,3% delle preferenze (+0,2). Il PBD esce dal confronto con le ossa rotte: scende di 2 punti all'1,6% e deve mandare a casa la sua unica attuale consigliera nazionale, Rosmarie Quadranti.
I borghesi-democratici vengono superati persino dalla Lista alternativa (AL): il partito di sinistra marcia in effetti sul posto con l'1,9% dei suffragi, un risultato che comunque non basta per mandare qualcuno a Berna.
Fuori il direttore dell'USAM
Oltre alla borghese-democratica Quadranti, fra gli uscenti non rieletti spicca, nelle fila del PLR, il nome del direttore dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) Hans-Ulrich Bigler: il suo seggio passa nelle mani del 25enne Andri Silberschmidt, presidente della sezione giovanile del PLR svizzero.
Per l'UDC, deve fare le valigie l'uscente Claudio Zanetti, mentre l'ex consigliere nazionale Christoph Mörgeli - già considerato l'ideologo di Christoph Blocher - non riesce, dopo la mancata rielezione del 2011, a ritornare sotto la cupola di Palazzo federale.
Per il PS - già confrontato in corso di legislatura con un "voltamarsina" passato al PVL - manca la riconferma l'uscente Martin Naef, già presidente della sezione socialista cantonale.
In casa PPD, esce di scena, dopo cinque legislature a Berna, Kathy Riklin: in questa occasione l'ex consigliera nazionale è stata estromessa dalla lista principale del partito ed era ricandidata su una sottolista.
21.06:
I giochi sono quasi fatti, manca solo il risultato finale di Vaud e l'elezione del Consiglio nazionale sarà conclusa. Passerà alla storia per l'avanzata senza precedenti dei Verdi, mentre per l'UDC la sesta vittoria consecutiva ha un gusto amarissimo.
In base ai risultati definitivi di 25 cantoni e alle proiezioni per Vaud, il Consiglio nazionale sarà così composto, per quanto riguarda i maggiori partiti: UDC 53 seggi (-12 rispetto al 2015), PS 39 (-4), PLR 29 (-4), Verdi 28 (+17), PPD 25 (-2), Verdi liberali 16 (+9), PBD 3 (-4).
I Verdi superano il PPD anche in termini di forza elettorale: sono accreditati al 13,0%, con un balzo di 5,9 punti, mentre la formazione di Gerhard Pfister non va oltre l'11,4% (-0,2%). L'UDC: rimane il primo partito, con il 25,8% (-3,6 punti). Il PS scende al 16,6% (-2,2 punti). Perde anche il terzo partito, il PLR: al 15,3% (-1,1 punti).
Il fronte ecologista deve entrare in Consiglio federale a scapito del PLR, ha detto la presidente dei Verdi Regula Rytz. Anche il Ticino ha contribuito all'onda verde: Greta Gysin andrà a Berna a scapito della leghista Roberta Pantani, che dopo otto anni deve lasciare il posto.
20.44:
Facce scure oggi tra i sostenitori della Lega dei Ticinesi: dopo due legislature a Berna, gli elettori non hanno riconfermato Roberta Pantani, che ha dovuto lasciare il posto alla verde Greta Gysin. Intervistata dalla RSI, Pantani si è detta dispiaciuta per la sconfitta, anche se la vita va avanti.
Dal canto suo, Lorenzo Quadri, seppur confermato alla camera del popolo, ha ammesso la sconfitta, dicendosi dispiaciuto per il fatto che la composizione della deputazione al Nazionale non rispecchia a suo avviso la volontà dei Ticinesi su temi quali i rapporti con l'Ue.
A detta del deputato leghista, l'"isterismo" climatico porterà ai Ticinesi più tasse che peseranno sulle famiglie, peggio dei premi di cassa malattia.
20.44:
UDC e PS perdono due seggi ciascuno nel canton Berna al Consiglio nazionale. In rallentamento anche il PBD, mentre guadagnano Verdi, Verdi liberali e UDF. Lo indica la cancelleria cantonale precisando che la partecipazione è stata del 47,4%.
I 24 seggi bernesi, uno in meno rispetto a quattro anni fa, saranno così distribuiti: 7 UDC (-2), 4 PS (-2), 4 Verdi (+2), 3 PVL (+1), 2 PLR (-), 2 PBD (-1), 1 PEV (-) e 1 UDF (+1).
20.43:
Se il PS e i Verdi, così come i Verdi liberali, sono euforici per l'elezione odierna, il PPD è soddisfatto per aver confermato l'attuale trend positivo, mentre PLR e UDC si leccano le ferite.
VERDI: intervistata dalla RSI, la presidente dei Verdi, Regula Rytz, si è detta sorpresa dalla forte avanzata del suo partito alla camera del popolo, che conferma tuttavia una tendenza positiva in atto da tempo. La Rytz ha anche chiesto agli altri partiti di collaborare per cercare soluzioni concrete in grado di rispondere alle preoccupazioni della popolazione sul clima. La Rytz ha anche preteso un seggio in Consiglio federale a scapito del PLR, che ne ha attualmente due.
PLR: Petra Gössi, presidente del PLR, ha respinto quest'ultima richiesta giudicandola opportunista e dannosa per la stabilità della Svizzera. Anche Gössi ha invitato i partiti a collaborare per cercare soluzioni di compromesso ai problemi del Paese, che siano però anche maggioritarie.
PS: il presidente Christian Levrat, di Friburgo, che dovrebbe essere riconfermato agli Stati dopo il ballottaggio, si è detto contento del rafforzamento della sinistra al Nazionale, benché il suo partito abbia perso qualche seggio. Importante per Levrat era riequilibrare lo spostamento a destra della scorsa legislatura grazie all'alleanza tra l'UDC e il PLR. Egli spera in una futura legislatura più ecologica e sociale. Quanto alle pretese dei Verdi di un seggio in governo, per Levrat la rivendicazione è legittima.
UDC: perdere non piace mai, ha affermato il presidente dei democentristi Albert Rösti, il quale ha tuttavia ricordato che l'UDC rimane pur sempre il maggior partito svizzero. A suo parere, vi sono problemi come la migrazione e i rapporti con l'Europa che sono stati poco tematizzati durante la campagna elettorale. Stando al bernese, l'incremento del campo ecologista significherà maggiori tasse per la popolazione. Quanto alla composizione futura del Consiglio federale, per Rösti si tratta di speculazioni inutili.
PPD: il presidente Gerhard Pfister si è detto soddisfatto per essere riuscito a consolidare il partito, uscito con un leggero incremento al Nazionale. Egli si è detto anche contento per la riconferma dei due esponenti del PPD in Ticino. Siamo ancora il partito più forte del centro, ha sottolineato il consigliere nazionale di Zugo.
20.41:
Grossa sorpresa a Friburgo alle elezioni del Consiglio nazionale: il democentrista Jean-François Rime, presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), non è stato rieletto. Il suo seggio è andato all'ecologista Gerhard Andrey. PPD, PS e PLR conservano i loro mandati. La partecipazione è stata del 43,02%.
L'elezione di Andrey è sorprendente anche perché l'ecologista è una personalità non molto conosciuta nel cantone. Finora non esercitava mandati politici, malgrado sia membro della direzione dei Verdi svizzeri.
In casa UDC è così stato confermato solo Pierre-André Page. Rime, in carica dal 2003, ha ottenuto 17'900 voti preferenziali, 3000 in meno del suo compagno di lista. Ma se il presidente dell'USAM non è stato eletto, ciò è dovuto al calo dei consensi ottenuti dal suo partito, passati in quattro anni dal 24,3% al 19,2%.
In una prima reazione, Rime si è detto "sorpreso del risultato". Ha affermato di essere deluso e di aver immaginato diversamente la fine della sua carriera politica. Ora intende consacrare maggior tempo alla famiglia e alle sue società.
Il PPD è dunque riuscito a mantenere il suo secondo seggio, malgrado la partenza del popolare Dominique de Buman. Oltre all'uscente Christine Bulliard-Marbach, esponente del distretto della Sense, è stato eletta anche la municipale di Bulle Marie-France Roth Pasquier. Questa è stata preferita al favorito Bruno Boschung, già presidente del Gran consiglio.
Va detto che quest'ultimo risiede nella stessa regione di Bulliard-Marbach. Se fosse stato eletto, il PPD sarebbe stato rappresentato al Nazionale da due tedescofoni (oltre a Beat Vonlanthen agli Stati, pure residente nel distretto della Sense), cosa che non è piaciuta alla parte francofona del cantone.
La deputazione friburghese alla Camera del popolo sarà dunque così composta: 2 PS, 2 PPD, 1 UDC (-1), 1 PLR e 1 Verde (+1).
20.28:
L'onda d'urto dello tsunami verde che ha investito il Consiglio nazionale ha raggiunto anche il Consiglio degli Stati. Gli ecologisti si sono aggiudicati due seggi e sono in posizione di ballottaggio favorevole per altre due poltrone. La presidente del partito nazionale Regula Rytz ottiene inoltre un risultato lusinghiero a Berna e va al secondo turno.
Il successo del partito ecologista è molto significativo per una Camera che, nella sua stragrande maggioranza, viene eletta col sistema maggioritario. Questo metodo favorisce generalmente personalità capaci di raccogliere un vasto consenso che, quindi, per definizione, non si situano ai margini dello spettro politico.
I Verdi, come mostra la ricerca pubblicata la settimana scorsa dai politologi zurighesi dell'istituto Sotomo, in Consiglio nazionale sono situati all'estrema sinistra. Il loro solo rappresentante agli Stati nella scorsa legislatura, Robert Cramer (GE), ha ottenuto una nota di -9,2 su una scala da -10 (estrema sinistra) a +10 (estrema destra).
A Neuchâtel, dove i "senatori" sono eletti col sistema proporzionale, il successo dei Verdi sorprende meno. Céline Vara si è imposta sulle due socialiste che avrebbero dovuto difendere il seggio di Didier Berberat, che non si è ripresentato.
La grossa sorpresa è costituita dal seggio che gli ecologisti hanno strappato all'UDC a Glarona. Mathias Zopfi, già presidente del Gran Consiglio, si è imposto per 252 voti sull'uscente Werner Hösli. In questo modo i democentristi perdono uno dei loro mandati in un cantone tradizionalmente borghese.
Due altri verdi potrebbero fare il loro ingresso agli Stati. A Ginevra, dopo lo spoglio del 95% delle schede, l'attuale consigliera nazionale Lisa Mazzone sta realizzando la miglior elezione e dovrebbe dunque facilmente difendere il seggio di Cramer, che ha rinunciato a ricandidarsi.
Nel canton Vaud, l'ecologista Adèle Thorens e la socialista Ada Marra sono risultate nettamente in testa al primo turno, distaccando nettamente l'uscente del PLR Olivier Français. La socialista Géraldine Savary ha rinunciato a ricandidarsi.
I Verdi hanno fatto faville anche a Berna, dove sarà pure necessario il ballottaggio. L'uscente Hans Stöckli (PS) si è piazzato in testa, seguito dalla presidente degli ecologisti e consigliera nazionale Regula Rytz, a sua volta tallonata - 330 voti di scarto - dal presidente della sezione cantonale dell'UDC e consigliere nazionale Werner Salzmann.
In una giornata in cui il verde ha fatto capolino anche in cantoni inattesi, appare in controtendenza il voto a Basilea Campagna. Nella gara per il seggio - l'unico del cantone - che nella passata legislatura era di Claude Janiak (PS) ha ottenuto più voti Daniela Schneeberger (PLR). La consigliera nazionale dei Verdi Maya Graf è giunta seconda. Terzo, ma a ridosso della Graf, è risultato il candidato socialista Eric Nussbaumer. I cittadini sceglieranno il loro "senatore" in un ballottaggio.
Vari "senatori" uscenti, malgrado buoni risultati nelle urne, non sono riusciti a imporsi al primo turno: si tratta del presidente del PS Christian Levrat (FR), dell'ex presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS) Paul Rechsteiner (SG), di Hans Stöckli (PS/BE), Roberto Zanetti (PS/SO), Ruedi Noser (PLR/ZH), Olivier Français (PLR/VD), Filippo Lombardi (PPD/TI), Beat Vonlanthen (PPD/FR), Beat Rieder (PPD/VS) e Benedikt Würth (PPD/SG), eletto lo scorso maggio al posto della liberale radicale Karin Keller-Sutter, entrata in Consiglio federale.
In base ai risultati definitivi, e prima dei ballottaggi, dal profilo partitico le variazioni rispetto alla scorsa sessione sono poche. Si tratta dei soli due seggi ecologisti ottenuti a scapito di UDC e PS. Il Partito borghese democratico (PBD), attualmente rappresentato unicamente dal bernese Werner Luginbühl, che non si è ripresentato, rischia di scomparire dal Consiglio degli Stati: la candidata Beatrice Simon è decisamente distanziata rispetto ai tre favoriti Stöckli, Rytz e Salzmann.
Gli osservatori prevedevano un lieve spostamento verso destra della Camera dei Cantoni, che era peraltro scivolata a sinistra nella passata legislatura. Otto dei tredici rappresentanti del campo rosso-verde non si ripresentavano e la rielezione di una parte di loro appariva minacciata. Lo scenario oggi, prima dei ballottaggi, non sembra accreditare questa tesi.
La sinistra appare in ballottaggio favorevole pressoché ovunque, con le significative eccezioni di Basilea Campagna e di Argovia. In quest'ultimo cantone per occupare i seggi che erano di Pascale Bruderer (PS) e Philipp Müller (PLR) risultano favoriti Thierry Burkart (PLR) e Hansjörg Knecht (UDC). Cédric Wermuth - ex presidente di Gioventù socialista -, distaccato, difficilmente riuscirà a difendere il seggio lasciato libero da Bruderer.
In campagna ha fatto spesso capolino la questione della rappresentazione femminile. Nella Camera dei Cantoni negli ultimi quattro anni sedevano sei "senatrici" (su 46 deputati, il 13,0%). Oggi risultano elette in cinque: Heidi Z'graggen (PPD/UR), Eva Herzog (PS/BS), Brigitte Häberli-Koller (PPD/TG), Céline Vara (Verdi/NE) ed Elisabeth Baume-Schneider (PS/JU).
Con i secondi turni hanno inoltre buone chance di accedere agli Stati altre sei candidate: Andrea Gmür (PPD/LU), Daniela Schneeberger (PLR/BL), Marina Carobbio (PS/TI), Adèle Thorens (Verdi/VD), Ada Marra (PS/VD) e Marianne Maret (PPD/VS). Con undici rappresentanti si concretizzerebbe la previsione della consigliera nazionale Kathrin Bertschy (Verdi liberali/BE), copresidente dell'Alleanza delle società femminili svizzere (alliance f).
20.24:
A Ginevra, i Verdi triplicano e conquistano tre seggi nel Consiglio nazionale, recuperando anche quello perso nel 2015. Verdi liberali e Ensemble à Gauche entrano o ritornano alla Camera del popolo, mentre il MCG perde il rappresentante a Berna dopo due legislature.
Tra i Verdi, l'uscente Lisa Mazzone mantiene il suo posto in Nazionale, anche se secondo le proiezioni verrebbe eletta al Consiglio degli Stati. Gli altri due seggi saranno occupati dal presidente della sezione cantonale Nicolas Walder e dalla deputata Delphine Klopfenstein Broggini. Pierre Eckert è al quarto posto e potrebbe subentrare a Lisa Mazzone.
Eletto anche il medico liberale verde Michel Matter che diventa il primo rappresentante della sezione ginevrina a Berna. L'estrema sinistra, dal canto suo, è riuscita a recuperare il seggio perso nel 2007, che sarà occupato dalla granconsigliera Jocelyne Haller, di Ensemble à Gauche.
Il PLR e il PS hanno perso entrambi un rappresentante, passando da tre a due. È stato rieletto il liberale-radicale Christian Lüscher, che sarà affiancato dalla deputata Simone de Montmollin. I rappresentanti socialisti sono l'uscente Laurence Fehlmann Rielle e il granconsigliere Christian Dandrès.
Il PPD mantiene il suo seggio con Vincent Maitre, presidente della sezione cantonale, in sostituzione di Guillaume Barazzone, che non si è ripresentato. Anche l'UDC di Ginevra conserva i suoi due consiglieri nazionali, Céline Amaudruz e Yves Nidegger.
Il Mouvement des citoyens genevois (MCG) perde il seggio di Roger Golay, mentre Eric Stauffer, ex presidente del movimento, che si è presentato con il PBD, non ha fatto un ritorno trionfale.
La destra ginevrina perde così la sua maggioranza nel Consiglio nazionale: la sinistra infatti si è accaparrata la metà dei dodici seggi a cui il cantone ha diritto, uno in più rispetto alla 2015. Il tasso di partecipazione è stato del 35,93%.
20.19:
Verdi e Verdi liberali - con 3 deputati a testa in più - sono i grandi vincitori alle elezioni per il Consiglio nazionale nel Canton Zurigo. Gli sconfitti sono il PS e l'UDC, che perdono entrambi due seggi, come pure il PBD, la cui unica rappresentante alla Camera dei popolo deve fare le valigie.
In base ai risultati definitivi, i 35 seggi del più grande cantone della Svizzera sono così ripartiti: UDC 10 (-2), PS 7 (-2), PVL 6 (+3), Verdi 5 (+3), PLR 5 (invariato), PPD 1 (-1), PEV 1 (invariato), PBD 0 (-1).
20.11:
Addio maggioranza UDC-PLR al Consiglio nazionale: se nel 2015 la coalizione di destra (insieme a Lega e MCG) poteva contare su 101 seggi, oggi le stesse formazioni scendono - secondo le proiezioni - a 84 mandati. PS e Verdi arrivano a 66 rappresentanti e ago della bilancia diventa il PPD, che dispone di 25 esponenti.,
Il quadro si fa sempre più chiaro: in 21 cantoni vi sono i risultati definitivi, solo in 5 (ZH/BE/VD/VS/GE) lo spoglio è ancora in corso.
Stando alla terza proiezione (quella delle ore 20.00) di SRG SSR dell'istituto Gfs.bern, il Consiglio nazionale sarà così composto, per quanto riguarda i maggiori partiti: UDC 54 seggi (-11 rispetto al 2015), PS 38 (-5), PLR 29 (-4), Verdi 28 (+17), PPD 25 (-3), Verdi liberali 16 (+9), PBD 3 (-4).
Il primo partito del paese rimane di gran lunga l'UDC: il 25,8%, (-3,6 punti) è comunque il peggior risultato dal 1999. Anche il PS fa una magra figura: il suo 16,6% (-2,2 punti) è il livello più basso di sempre. Perde di meno il terzo partito, il PLR: il suo 15,3% (-1,1 punti) non è un record negativo (nel 2011 non andò oltre il 15,1%), ma poco ci manca.
I Verdi superano il PPD, diventando il quarto partito: sono accreditati al 13,0%, con un balzo di 5,9 punti, mentre la formazione di Gerhard Pfister non va oltre l'11,4% (-0,2%). I Verdi liberali avanzano raggiungendo il 7,9% (+3,3 punti), mentre per il PBD la domenica si è rivelata amara: è sceso al 2,4% (-1,7).
20.06:
Sorpresa in Vallese: in un cantone più conosciuto per i suoi cacciatori che per i difensori del lupo, un ecologista è riuscito nell'impresa di soffiare un seggio al PPD al Consiglio nazionale. Stabili gli altri partiti.
Il PPD non è dunque riuscito a mantenere i suoi quattro mandati. Il fatto che tutti i popolari-democratici eletti nel 2015 non si siano ripresentati non lo ha probabilmente aiutato: Géraldine Marchand-Balet ha rinunciato, Yannick Buttet si è dimesso, Roberto Schmidt è diventato consigliere di Stato e Viola Amherd è entrata in Consiglio federale.
Il quarto seggio PPD è così è stato conquistato dall'ecologista Christophe Clivaz, professore universitario e consigliere comunale di Sion. Nulla da fare per il PLR, che - alleato alla neocostituita sezione vallesana del PVL - sperava anch'esso di strappare una poltrona al PPD, anche grazie alla sua "locomotiva" Philippe Nantermod, che dopo una sola legislatura a Berna appare già come una figura centrale del partito a livello nazionale.
La deputazione vallesana alla Camera del popolo sarà quindi composta da 3 PPD (-1), 2 UDC (-), 1 PLR (-), 1 PS e 1 Verde (+1).
20.02:
A Basilea Città i Verdi liberali hanno conquistato un seggio al Consiglio nazionale ai danni dell'UDC, che non sarà quindi rappresentato alla Camera del popolo. Le poltrone rimangono distribuite come quattro anni fa per gli altri partiti.
I cinque seggi di Basilea Città sono distribuiti come segue: 2 PS, 1 Verde, 1 LDP (il partito liberale separato dal PLR) e 1 Verde liberale. La partecipazione si è attestata al 47,7%.
A livello di voti si è registrato un buon risultato dei Verdi (+3,6 punti al 13,6%) e dell'LDP (+3,5 al 14,2%). Primo partito rimane nettamente il PS (-0,5 al 31,2%). In deciso calo l'UDC (-5,1 punti all'11,5%). Si conferma la tendenza ecologista prevista dai sondaggi, con anche i Verdi liberali che guadagnano 1,4 punti al 5,2%. Il PLR risulta invece in contrazione di 3 punti al 5,4%. Male anche il PPD (-2,1 al 3,4%).
Il "centro borghese" voleva assolutamente accaparrasi un mandato e ha quindi lanciato un'ampia congiunzione di liste che comprende PLR, LDP, PPD, PEV e PVL. Le formazioni in questione sono riuscite nel loro intento, con il seggio andato ai Verdi liberali. Inizialmente la poltrona della Verde Sibel Arslan veniva considerato a rischio proprio a causa dell'alleanza in questione, ma la deputata si è confermata con 13'582 voti.
La gioia di questo quinto seggio potrebbe tuttavia essere relativamente breve: a causa delle fluttuazioni demografiche, fra quattro anni il canton Basilea Città potrebbe avere solamente quattro posti fra le mura del Consiglio nazionale.
19.57:
L'Ufficio federale di statistica (UST) registra problemi al server dalle 18.00 circa. Lo comunica lo stesso UST. La fornitura dei risultati risulta compromessa. Il guasto ha ripercussioni anche sulla Cancelleria federale e quindi sul sito relativo alle elezioni ch.ch. Il motivo del problema non è al momento chiaro.
19.54: Risultati dopo 26 cantoni
UDC 52 (-13)
PS 39 (-4)PLR 29 (-4)PPD 26 (-1)Verdi 28 (+17)Verdi liberali 16 (+9)PBD 3 (-4)PEV 3 (+1)PCS 0 (-1)Lega 1 (-1)Solidarité 1 (+1)POP 1 (0)MCG 0 (-1)Udf 1 (+1)totale 200
19.33:
Nel canton Turgovia i Verdi strappano al PLR il suo unico seggio in Consiglio nazionale. L'UDC invece, nonostante registri una perdita di voti, riesce a mantenere i suoi tre mandati. Invariata risulta anche la situazione per PPD e PS, che mantengono un seggio ciascuno.
Nella prossima legislatura le sei poltrone alla Camera del popolo saranno così ripartite: 3 all'UDC (-), 1 al PS (-), 1 al PPD (-) e 1 ai Verdi (+1). La partecipazione al voto è stata del 42,41%.
Il partito ecologista, che ha quasi raddoppiato i voti (10,6%), sarà rappresentato da Kurt Egger: eletto con 7'846 suffragi sottrae il seggio al PLR Hansjörg Brunner, in Consiglio nazionale dal novembre del 2017 e che non è stato rieletto. Da notare che nel 2015 il PLR aveva strappato il seggio ai Verdi liberali.
L'UDC, pur perdendo oltre 3 punti percentuali rispetto al 2015, resta di gran lunga il partito più forte del cantone con il 36,7% dei voti. Al posto del democentrista Markus Hausammann, non ripresentatosi, è stato eletto l'UDC Manuel Strupler (25'635 suffragi), assicurando così - contro i pronostici - il mantenimento dei tre seggi all'Unione democratica di centro.
Riconfermate le due uscenti UDC Diana Gutjahr (32'045 voti), entrata in Consiglio nazionale nel novembre del 2017 dopo la partenza di Hansjörg Walter ex presidente dell'Unione svizzera dei contadini, e Verena Herzog (28'642 preferenze), eletta nel marzo 2013 al posto di Peter Spuhler, ritiratosi dal Consiglio nazionale per concentrarsi sulla sua impresa, la Stadler Rail.
I mandati del PS e del PPD sono stati riconfermati senza grandi variazioni a livello di voti: rielette la socialista Edith Graf-Litscher (16'101 preferenze) e il popolare democratico Christian Lohr (19'632 suffragi).
19.29: Risultati dopo 25 cantoni
UDC 52 (-12)PS 37 (-4)PLR 28 (-4)PPD 26 (-1)Verdi 27 (+17)Verdi liberali 15 (+8)PBD 3 (-4)PEV 3 (+1)PCS 0 (-1)Lega 1 (-1)Solidarité 1 (+1)POP 1 (0)MCG 0 (-1)Udf 1 (+1)totale 195
18.29: Le due candidate rosso-verdi sono risultate nettamente in testa al primo turno dell'elezione al Consiglio degli Stati nel canton Vaud: l'ecologista Adèle Thorens ottiene 72'416 voti, mentre Ada Marra (PS) ne raccoglie 71'997. Segue, ma molto staccato, il "senatore" uscente del PLR Olivier Français con 53'049 suffragi. Ancor più distanziati sono gli altri candidati: il presidente dell'UDC vodese Jacques Nicolet ottiene 32'045 voti, il suo collega di partito Michaël Buffat 29'639, mentre la Verde liberale Isabelle Chevalley si ferma a 21'982 suffragi. La maggioranza assoluta era di 90'759 voti. La partecipazione è stata del 42,54%. Il secondo turno è previsto il 10 novembre. La principale incognita sarà legata al ricompattamento del centro-destra dietro alla candidatura di Français, che quattro anni or sono, al ballottaggio era riuscito a conquistare il seggio a scapito dei Verdi.
18.28: Come ci si aspettava si sta rivelando serrata la lotta per i due seggi bernesi al Consiglio degli Stati: nessuno dei candidati l'ha spuntata al primo turno e per conoscere la deputazione alla Camera dei cantoni bisognerà aspettare il ballottaggio previsto per il 17 novembre. Il "senatore" uscente Hans Stöckli (PS) si è piazzato in testa, ottenendo 122'263 preferenze, mancando tuttavia la maggioranza assoluta di 152'797 voti. Segue la presidente dei Verdi Regula Rytz (119'960 suffragi), tallonata strettamente dal presidente della sezione cantonale dell'UDC e consigliere nazionale Werner Salzmann (119'630 voti).
Solo quarta, con 82'283 voti la candidata del PBD Beatrice Simon, che sperava di mantenere il seggio lasciato libero da Werner Luginbühl - unico rappresentante del partito alla Camera dei cantoni. Ampiamente staccata anche la consigliera nazionale Christa Markwalder (PLR), che ha ottenuto solo 61'904 preferenze.
La partecipazione al voto è stata del 47.3%.
18.25: Nel canton Giura, gli uscenti Pierre-Alain Fridez (PS) e Jean-Paul Gschwind (PPD) sono stati facilmente riconfermati per un nuovo mandato al Consiglio nazionale. La partecipazione è stata del 43,31%. La riconferma di Fridez e Gschwind non corrisponde a una sorpresa: dopo che il PLR ha respinto l'eventualità di una congiunzione di liste con l'UDC, è apparso chiaro che questi due partiti non avrebbero avuto i numeri per piazzare un loro esponente al Nazionale.
Insomma, gli sfidanti più pericolosi per i due uscenti sono risultati essere i loro stessi compagni di lista, più giovani ma molto conosciuti nel cantone: si tratta del socialista Loïc Dobler, promotore dell'iniziativa sui salari minimi, e dell'ex presidente del Gran Consiglio Anne Froidevaux (PPD). Alla prova dei fatti Fridez e Gschwind hanno però ottenuto un risultato nettamente migliore dei due sfidanti.
A livello di partiti, con il 27,0% dei consensi (+4,6 punti) il PS ha superato il PPD, che si è fermato al 22,8% (-1,8). Da segnalare il buon risultato dei Verdi: 15,6%, in crescita di 8,4 punti.
La deputazione giurassiana continuerà quindi ad essere composta da 1 PS e 1 PPD.
18.21: L'UDC e il PPD nel cantone San Gallo perdono ciascuno un seggio in Consiglio nazionale a favore di Verdi e Verdi liberali (PVL). Nella prossima legislatura i 12 mandati alla Camera del popolo saranno quindi ripartiti nel seguente modo: 4 UDC (-1 rispetto al 2015), 2 PPD (-1), 2 PLR (-), 2 PS, 1 Verde (+1) e 1 Verde liberale (+1).
I Verdi e i Verdi liberali tornano quindi a essere rappresentati, dopo essere stati spodestati nel 2015 quando i loro mandati - uno ciascuno - erano andati all'UDC e al PLR. A perdere le poltrone quattro anni fa erano state Yvonne Gilli (Verde) e Margrit Kessler (PVL).
Ora i due seggi riconquistati a scapito dell'UDC e del PPD andranno a Franziska Ryser (Verde), eletta con 22'189 voti, e che ha ottenuto un notevole risultato anche al Consiglio degli Stati (si andrà al ballottaggio), e al Verde liberale Thomas Brunner (12'506 suffragi).
Tra i rappresentanti UDC non sono stati rieletti Thomas Müller, entrato in Consiglio nazionale nel 2006, e Barbara Keller-Inhelder, che nel 2015 aveva riconquistato il quinto seggio strappato all'UDC nel 2011 dai Verdi liberali. In casa democentrista vi è però una nuova entrata: si tratta di Esther Friedli, compagna dell'ex presidente dell'UDC svizzera Toni Brunner, eletta con 39'540 voti. Riconfermati i democentristi Lukas Reimann (51'584 suffragi), Mike Egger (44'107), che è subentrato in marzo al posto di Toni Brunner ritiratosi dalla politica alla fine del 2018, e Roland Rino Büchel (43'906), candidato anche al Consiglio degli Stati.
A perdere il seggio PPD è Thomas Ammann che era stato eletto nel 2015 al posto di Lucrezia Meier-Schatz, non ripresentatasi. Confermati invece i popolari democratici Markus Ritter (31'337 preferenze), presidente dell'Unione svizzera dei contadini, e Nicolo Paganini (19'230 suffragi) dal 2011 direttore della fiera agricola sangallese Olma.
Il PLR Marcel Dobler, candidato anche agli Stati, è stato riconfermato con 30'775 voti. Come previsto, al posto di Walter Müller, non ripresentatosi dopo 16 anni trascorsi alla Camera del popolo, è stata eletta l'avvocata e deputata in Gran consiglio Susanne Vincenz-Stauffacher (22'951 preferenze).
Nessun cambiamento tra i rappresentanti PS: Barbara Gysi, entrata in Consiglio nazionale nel 2011 al posto di Paul Rechsteiner dopo che questi era stato eletto in Consiglio degli Stati, ha ottenuto 29'509 consensi. Claudia Friedl è stata riconfermata con 23'718 preferenze.
18.15: Il seggio di Basilea Città agli Stati resta nelle mani del PS: l'attuale consigliera di Stato Eva Herzog si è imposta sui candidati borghesi, ottenendo ben il 66% dei suffragi. La socialista ha ottenuto 37'230 preferenze, superando comodamente la maggioranza assoluta di 28'205 voti. Chiaramente distanziate sono risultate le sfidanti Patricia von Falkenstein (Partito liberale) con 12'037 voti (21,3%) e Gianna Hablützel-Bürki (UDC) con 4'557 voti (8,1%). Dal 1967 l'unica poltrona agli Stati è occupata dai socialisti e nelle ultime legislature da Anita Fetz (PS), veterana della politica federale, che ha annunciato il proprio ritiro dalla politica. La partecipazione al voto è stata del 49,6%.
17.57: L'"onda verde" è arrivata anche a Neuchâtel: al Consiglio nazionale gli ecologisti occuperanno il seggio che finora spettava all'UDC. Il PLR, il PS e il POP mantengono i loro mandati. La sinistra occuperà così tre delle quattro poltrone che il cantone dispone. L'ex consigliere nazionale, già consigliere di Stato e vicepresidente dell'UDC svizzera, Yvan Perrin non è dunque riuscito a tornare ad occupare la poltrona che già era sua dal 2003 al 2013. Ai media regionali, ha detto di voler definitivamente lasciare la politica. Tra gli sconfitti c'è anche il PLR, che mirava a riconquistare il secondo seggio perso quattro anni fa (quando il numero di consiglieri nazionali neocastellani era passato da 5 a 4). Da notare che in casa PLR l'uscente Philippe Bauer non è stato rieletto: gli elettori gli hanno preferito l'ex braccio destro di Didier Burkhalter, Damien Cottier. Bauer può comunque consolarsi con l'elezione al Consiglio degli Stati. A sinistra è invece riuscito a conservare il suo mandato il sindaco di Le Locle Denis de la Reussille, del Parti ouvrier et populaire (POP). Al Nazionale de la Reussille siede con il gruppo dei Verdi. I 4 seggi di Neuchâtel saranno dunque occupati da 1 Verde, 1 PLR, 1 PS e 1 POP.
17.55: Nel Canton Argovia l'UDC perde un seggio al Consiglio nazionale. I socialisti invece ne guadagnano uno. Nonostante un'avanzata in termini di voti, i Verdi rimangono fermi a una poltrona e falliscono il sorpasso nei confronti del PPD. Sempre per quel che riguarda i seggi, il PLR perde un posto, mentre il PPD ne guadagna uno. Il PEV entra dal canto suo al Nazionale ai danni del PBD. La distribuzione dei seggi è quindi la seguente: 6 UDC, 3 PS, 2 PLR, 2 PPD, 1 Verde, 1 Verde liberale, 1 PEV. Nonostante la contrazione, i democentristi rimangono ampiamente la formazione più votata del cantone (-6,5 punti al 31,5%). Il PS si piazza al secondo posto (+0,4 al 16,5%). Il PLR incassa un calo di 1,6 punti percentuali al 13,6%, mentre il PPD sale di 1,3 punti al 9,9%, rimanendo per un soffio davanti ai Verdi (+4,3 a 9,8%). Bene i Verdi liberali, che avanzano di 3,3 punti all'8,5%. Finisce al tappeto il PBD, con un calo di 2,1 punti al 3,1%. Gli occhi erano fin da subito puntati sull'UDC. Con Sylvia Flückiger-Bäni, Ulrich Giezendanner, Maximilian Reimann e Luzi Stamm il partito vedeva non ripresentarsi ben quattro dei propri deputati, un vero e proprio cambio generazionale per la formazione di destra. Il PS era da tempo dato per favorito nella riconquista di un terzo seggio, perso quattro anni va. I socialisti avevano dimostrato di avere il vento in poppa già in occasione delle elezioni cantonali e comunali.
17.40: Nel canton Giura, i due favoriti nella corsa per il Consiglio degli Stati hanno staccato il biglietto per Berna. La socialista Elisabeth Baume-Schneider (8'895 voti) è riuscita a difendere la poltrona lasciata libera dal collega di partito Claude Hêche, mentre il popolare democratico Charles Juillard (7'630) succederà a Anne Seydoux-Christe, pure del PPD. Staccata, in terza posizione, si è posizionata l'altra candidata socialista Mathilde Crevoisier Crelier con 5'628 suffragi. I due ex ministri si sono piazzati in testa fin dai primissimi comuni scrutinati. Gli altri sei candidati per la Camera dei Cantoni, fra cui due verdi e due democentristi, non hanno costituito alcuna minaccia per i seggi dei due partiti principali del Giura. Da notare che nel cantone lo scrutinio si svolge secondo il sistema proporzionale, favorendo il PPD e il PS, che da oltre 20 anni occupano i due seggi giurassiani alla Camera dei Cantoni. La partecipazione al voto è stata del 41.74%.
17.10: Con il trascorrere delle ore sta assumendo i contorni della marcia trionfale l'avanzata dei Verdi e dei Verdi liberali nelle elezioni per il Consiglio nazionale: secondo le ultime indicazioni, relative allo spoglio dei voti in 23 cantoni, le due formazioni di ispirazione ecologista conquistano 22 seggi. La progressione è confermata anche dalla proiezione SRS SSR riguardo alla percentuale dei suffragi: i Verdi guadagnerebbero in un sol colpo 5,6 punti, salendo al 12,7% e superando il PPD, che pure tiene bene (+0,4%) a 12,0%. I Verdi sarebbero quindi il quarto partito.
L'onda ecologista favorisce anche i Verdi liberali (+3,0 punti al 7,6%), mentre a perdere sono i tre principali partiti del paese: UDC (-3,1 punti al 26,3%), PS (-2,3 punti al 16,5%) e PLR (-1,2 punti al 15,2%). Fra gli sconfitti va poi annoverato anche il PBD (-1,7 al 2,4%), che scende al suo minimo di sempre. In termini di seggi, sono disponibili i dati definitivi che concernono 11 cantoni (AI/AG/AR/BL/GL/NW/OW/SG/SZ/UR/ZG) nonché risultati parziali e proiezioni cantonali in altri 12 (Ticino e Grigioni compresi). In base a queste indicazioni avanzano Verdi (+15 seggi) e Verdi liberali (+7), mentre indietreggiano UDC (-8), PS (-6), PLR (-4), PBD (-4), PPD (-2). Fra i partiti minori, l'UDF potrebbe tornare al nazionale con un mandato.
Per quanto riguarda i singoli nomi fa già discutere la mancata rielezione - secondo le proiezioni - del presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) Hans-Ulrich Bigler (PLR/ZH). Sempre a Zurigo non ci sarà un ritorno dell'ex consigliere nazionale Christoph Mörgeli, già considerato l'ideologo dell'UDC di Christoph Blocher. In Ticino va segnalata la probabile elezione della verde Greta Gysin, niente affatto certa alla vigilia. Stando alle proiezioni RSI per farle posto è in atto una lotta serrata fra il PPD Marco Romano e la leghista Roberta Pantani.
Nei Grigioni l'UDC Magdalena Martullo-Blocher difende il suo mandato, ma l'UDC perde un seggio.
17.08: Il consigliere agli Stati del PS Daniel Jositsch è stato eletto - come già quattro anni fa - al primo turno, mentre per la seconda poltrona zurighese nella Camera dei cantoni si dovrà aspettare il ballottaggio, in programma il 17 novembre. In base ai risultati definitivi, la partecipazione al voto ha raggiunto il 44,6%. Il "senatore" socialista Jositsch totalizza quasi 216'679 preferenze, superando comodamente la maggioranza richiesta di 183'919 schede. Secondo posto per il consigliere agli Stati del PLR Ruedi Noser, che raccoglie 141'700 suffragi e si vede costretto per la seconda volta ad andare al ballottaggio. Il principale sfidante della coppia di uscenti, il consigliere nazionale dell'UDC Roger Köpper, è terzo con 107'528 preferenze. Quarto posto per la gran consigliera dei Verdi Marionna Schlatter (95'142 voti), che a sorpresa allunga le distanze sulla consigliera nazionale del PVL Tiana Angelina Moser (80'450). Nettamente distaccati e fin d'ora esclusi dai giochi gli altri due candidati di PPD e Partito evangelico.
17.00: Nel canton Soletta il Partito socialista perde uno dei suoi due seggi in Consiglio nazionale a favore dei Verdi. Inoltre, il socialista uscente Philipp Hadorn non è stato riconfermato. Vincitrice è l'UDC, che ha difeso i suoi due mandati con i migliori risultati di tutti i candidati e sarà l'unico partito solettese ad avere due rappresentanti a Berna. PLR e PPD hanno difeso i loro seggi. Nella prossima legislatura l'unica esponente del PS alla Camera del popolo sarà la presidente della sezione cantonale del partito Franziska Roth (12'647 voti), che ha soffiato il seggio a Hadorn (9'590). La 53enne ha anche difeso l'unico mandato "rosa" solettese a Berna, lasciato libero da Bea Heim (PS). I Verdi invieranno sotto la cupola federale Felix Wettstein (8'099). Il maggior numero di voti tra tutti i candidati solettesi è stato raccolto dai deputati uscenti dell'UDC Christian Imark (24'339 voti) e Walter Wobmann (22'082). Perfino i democentristi non eletti Josef Fluri, Christian Werner, Remy Wyssmann e Roberto Conti hanno ricevuto oltre 13'000 preferenze. Il sindaco di Soletta Kurt Fluri (PLR) ha ottenuto 17'787 voti, Stefan Müller-Altermatt (PPD) 10'974: entrambi torneranno a Berna. La partecipazione al voto è stata del 44,80%. La delegazione solettese sotto la Cupola federale sarà così composta: UDC 2 (2015: 2), PS 1 (2), PLR 1 (1), PPD 1 (1), Verdi 1 (0).
16.57: Cambiamenti in vista per la delegazione grigionese al Consiglio nazionale: l'UDC perde uno dei suoi due mandati, quello di Heinz Brand, e il PBD la sua unica poltrona, quella di Duri Campell, mentre rientrano alla Camera del popolo il PLD e il PVL. Il PS e il PPD difendono il loro seggio.
16.55: È una situazione invariata rispetto al 2015 quella che si presenta a Basilea Campagna dopo il voto per il Consiglio nazionale, dove i seggi saranno nuovamente distribuiti nel modo seguente: 2 UDC, 2 PS, 1 Verde, 1 PLR e 1 PPD. L'attesa ascesa dei Verdi e il calo dell'UDC si sono concretizzati a livello di voti, passati da 177'988 a 131'564 per i democentristi e da 78'169 a 87'578 per i Verdi. Questo non è però stato sufficiente a permettere modifiche per quel che riguarda la distribuzione delle poltrone. La partecipazione si è attestata al 42,56%. Già alla vigilia non si prevedevano grandi scossoni, anche perché non c'erano dimissioni a scombussolare i giochi (la socialista Susanne Leutenegger Oberholzer aveva lasciato il posto a Samira Marti già in dicembre). Anche la PPD Elisabeth Schneider-Schneiter, che aveva faticato nel 2015, grazie ad un'ampia congiunzione di liste ha riconquistato il suo posto. Si è quindi rimasti allo status quo, con una notevole quota femminile di cinque seggi sui sette totali.
16.48: L'UDC e il PPD nel cantone di San Gallo perdono ciascuno un seggio in Consiglio nazionale a favore di Verdi e Verdi liberali (PVL). Nella prossima legislatura i 12 mandati di cui dispone il cantone alla Camera del popolo saranno quindi ripartiti nel seguente modo: 4 UDC (-1 rispetto al 2015), 2 PPD (-1), 2 PLR (-), 2 PS, 1 Verde (+1) e 1 Verde liberale (+1).
16.42: Sorpresa a Neuchâtel nell'elezione del Consiglio degli Stati: la candidata dei Verdi Céline Vara è stata eletta sottraendo il seggio ai socialisti. Il consigliere nazionale Philippe Bauer (PLR) è riuscito dal canto suo a difendere il seggio del partito, finora in mano a Raphaël Comte. Se l'elezione di Bauer (11'044 voti) è stata pressoché sicura fin da subito, la suspense ha caratterizzato la corsa per il seggio lasciato libero dal "senatore" del PS Didier Berberat. Le due candidate socialiste Silvia Locatelli e Martine Docourt Ducommun si sono affrontate in un testa a testa, terminato però con la loro mancata elezione: la prima ha concluso al quinto posto con 8'641 voti, mentre la seconda è scivolata in settima posizione (8'274 schede). Lo scontro in casa socialista ha favorito la candidata dei Verdi Céline Vara, che ha ottenuto 10'035 suffragi ed ha così staccato il biglietto per Berna. Sorprendentemente buone anche le votazioni di Fabien Fivaz (Verde) e Denis de la Reussille (POP), che si sono piazzati al terzo e quarto posto con rispettivamente 9'785 e 8'950 voti. I due seggi lasciati liberi dai "senatori" uscenti facevano parecchio gola: le candidature per la Camera dei cantoni erano infatti ben 18. Da ricordare che a Neuchâtel vige il sistema proporzionale per le elezioni agli Stati.
16.35: Sorpresa alle elezioni per il Consiglio nazionale a Zugo: Manuela Weichelt-Picard del partito denominato "Alternativi - I Verdi" (ALG), ufficialmente affiliato ai Verdi svizzeri, ha riconquistato il seggio strappatogli otto anni fa dal PLR, proprio ai danni di quest'ultimo. UDC e PPD hanno difeso i loro mandati. Gli uscenti Gerhard Pfister (PPD) e Thomas Aeschi (UDC) sono stati rieletti. Il democentrista è stato il candidato con il miglior risultato, 15'359 voti. Il presidente del Partito popolare democratico svizzero ne ha ottenuti 13'872, mentre la neoeletta Weichelt-Picard, ex consigliera di Stato, 6'292. Il liberale-radicale Bruno Pezzatti non si era ricandidato e al partito mancava un esponente di spicco. La partecipazione al voto è stata del 52,12%. La delegazione zughese a Berna sarà così composta: UDC 1 (2015: 1), PPD 1 (1), ALG 1 (0), PLR 0 (1).
16.18: Risultati dopo 19 cantoni (numero di seggi e variazione rispetto al 2015)UDC 39 (-6)PS 24 (-3)PLR 17 (-5)PPD 23 (0)Verdi 16 (+11)Verdi liberali 10 (+6)PBD 1 (-3)PEV 2 (+1)PCS 0 (-1)Lega 2 (0)Solidarité 1 (+1)POP 1 (0)MCG 0 (-1)totale 136
16.15: Si dovrà attendere il secondo turno, previsto per il 17 novembre, per conoscere la composizione della deputazione sangallese al Consiglio degli Stati. I due "senatori" uscenti Benedikt Würth (PPD) e Paul Rechsteiner (PS) sono in testa, ma non hanno raggiunto la maggioranza assoluta di 71'095 suffragi. Rechsteiner, che è a Berna dal 1986, prima come consigliere nazionale e dal 2011 nella Camera dei Cantoni, ha ottenuto 64'077 voti. Ottimo il risultato di Würth (70'594 voti), che era stato eletto alla Camera dei cantoni solo lo scorso giugno, aggiudicandosi in un ballottaggio la poltrona che era dell'attuale Consigliera federale Karin Keller-Sutter (PLR). Dietro di loro, ma piuttosto distaccati, figurano i consiglieri nazionali Roland Rino Büchel (UDC, 45'941 voti) e Marcel Dobler (PLR, 30'755 schede), come pure i candidati dei Verdi, del PVL e del PBD. La partecipazione al voto è stata del 45.22 %.
16.01: Onda verde doveva essere e onda verde a quanto sembra è stata: la prima proiezione nazionale SRG SSR relativa all'elezione del Consiglio nazionale conferma la vittoria delle due formazioni ecologiste (Verdi e Verdi liberali) già ampiamente prefigurata dai risultati affluiti nel pomeriggio.
L'UDC rimane di gran lunga il primo partito del paese, ma perde terreno. In netta difficoltà sono anche il PLR e il PBD, mentre il PS limita le perdite. I Verdi superano il PPD e diventano il quarto partito del paese.
Stando alle analisi dell'Istituto Gfs.bern l'UDC è accreditata al 26,3% (-3,1 punti rispetto al 2015), il PS al 16,5% (-2,3), il PLR al 15,2% (-1,2), i Verdi al 12,7% (+5,6), il PPD al 12,0% (+0,4), i Verdi liberali al 7,6% (+3,0) e il PBD al 2,4% (-1,7).
Se questi dati dovessero essere confermati i Verdi otterrebbero il miglior risultato della loro storia: il precedente primato era il 9,8% raggiunto nel 2007. Per il PVL il risultato più brillante risale al 2011 (5,4%).
La proiezione non fornisce ancora alcuna indicazione relativa ai seggi. Sotto questo profilo si può però ricorrere ai dati definitivi che concernono 6 cantoni (AI/AR/NW/OW/UR/GL) nonché a risultati parziali e proiezioni cantonali in altri 13 (Ticino e Grigioni compresi). In base a queste indicazioni avanzano Verdi (+11 seggi) e Verdi liberali (+6), mentre indietreggiano UDC (-6), PLR (-5), PBD (-3) e PS (-3).
16.00: Facendo eco al trend apparentemente in atto per l'elezione del Consiglio nazionale, la deputazione ecologista agli Stati, pur nettamente marginale, potrebbe raggiungere dimensioni mai viste: tre seggi contro un'unica poltrona nella passata legislatura. Certo è il seggio conquistato a Glarona, a scapito dell'UDC. Mathias Zopfi, ampiamente conosciuto e stimato nel cantone, già presidente del Gran Consiglio e vicesindaco del Comune di Glarona Sud, si è imposto sull'uscente Werner Hösli, "senatore" dal 2014. A Neuchâtel la candidata ecologista Céline Vara potrebbe imporsi a spese dei socialisti, indicano risultati parziali. E nel Canton Vaud, sempre secondo dati provvisori, il tandem costituito dalle attuali consigliere nazionali Adèle Thorens (Verdi) e Ada Marra (PS) è in testa e ha distanziato l'uscente Olivier Français (PLR). La socialista Géraldine Savary ha rinunciato a ricandidarsi dopo la rivelazione dei suoi legami privilegiati con il miliardario svedese Frederik Paulsen che, tra l'altro, aveva finanziato le campagne rosso-verdi del 2011 e del 2015 per il Consiglio degli Stati. Come ampiamente previsto, le deputazioni di PPD e PLR, che tradizionalmente sono i due maggiori gruppi alla Camera dei Cantoni, si mantengono solide. Nell'ultima ora è giunto il risultato definitivo per il Canton Svitto. La conferma di un tandem democentrista non era scontata, come indicavano le previsioni. L'uscente Alex Kuprecht è stato rieletto al primo turno, ma per la successione di Peter Föhn, che dopo 24 anni consecutivi nel parlamento federale (gli ultimi otto agli Stati) non si è ripresentato, occorrerà un ballottaggio. Per l'UDC in gara vi è il consigliere nazionale Pirmin Schwander, che oggi ha ottenuto il secondo miglior risultato, dopo Kuprecht.
15.55: La composizione partitica della deputazione turgoviese agli Stati non cambierà: oggi è stata riconfermata la "senatrice" uscente Brigitte Häberli-Koller (PPD), mentre Jakob Stark (UDC) è stato eletto al posto del compagno di partito Roland Eberle. Häberli-Koller ha ottenuto 43'434 voti, Stark 37'913 suffragi. Entrambi hanno superato comodamente la maggioranza assoluta dei voti. Gli altri candidati, la socialista Nina Schläfli (16'568), il Verde Kurt Egger (14'025) e il verde-liberale Ueli Fisch (14'002) e Kurt Egger (Verdi) sono risultati molto distaccati.
15.47: Nel Canton Svitto, l'UDC è riuscita finora a confermare solo uno dei suoi due seggi al Consiglio degli Stati: l'uscente Alex Kuprecht è infatti stato rieletto per un quindo mandato con 24'695 suffragi, mentre per sapere chi succederà al suo collega di partito Peter Föhn bisognerà aspettare il secondo turno, previsto per il 24 novembre. Il consigliere nazionale democentrista Pirmin Schwander si è piazzato al secondo posto con 21'340 voti, mancando però la maggioranza assoluta (24’135 schede). È tallonato dal consigliere di Stato del PPD Othmar Reichmuth (21'234 voti), mentre più distaccato risulta il candidato del PLR Kaspar Michel (15'379 schede) - quest'ultimo è sceso in campo dopo la decisione della presidente liberale radicale svizzera Petra Gössi di ripresentarsi per il Nazionale e di non candidarsi agli Stati.
15.31: Nel canton Soletta soltanto uno dei due "senatori" uscenti, Pirmin Bischof (PPD) è riuscito a farsi rieleggere al primo turno: l'altro uscente Roberto Zanetti (PS) dovrà, come quattro anni fa, attendere il risultato del ballottaggio. Il suo principale sfidante sarà il democentrista Christian Imark (UDC). Bischof oggi ha ottenuto 42'234 voti, superando comodamente la maggioranza assoluta (39'651). Dal canto suo, Zanetti ha raccolto 37'465 suffragi. Seguono Imark (24'460), il Verde Felix Wettstein (19'794) e il liberale-radicale Stefan Nünlist (17'942). La partecipazione è stata del 44,24%. Il ballottaggio per il secondo seggio solettese alla Camera dei cantoni si terrà il prossimo 17 novembre.
15.29: È ballottaggio generale nel canton Friburgo per quanto riguarda l'elezione al Consiglio degli Stati: pur piazzandosi in testa, i due "senatori" uscenti, Christian Levrat (PS) e Beat Vonlanthen (PPD), non hanno raggiunto la maggioranza assoluta di 42'998 suffragi. La composizione della deputazione sarà nota dopo il secondo turno, previsto per il 10 novembre. Il presidente del PS Levrat ha ottenuto di gran lunga il risultato migliore, con 36'958 voti, seguito dall'attuale collega alla Camera dei Cantoni Beat Vonlanthen (23'316 schede). Distaccati la candidata del PLR Johanna Gapany (19'534 voti) e quello dell'UDC Pierre-André Page (18'497 suffragi).
15.15: A Lucerna il "senatore" uscente Damian Müller (PLR) è stato riconfermato, seppur di misura, al Consiglio degli Stati. Al primo turno ha infatti ottenuto 65'784 voti, superando di 300 schede la maggioranza assoluta. Per il secondo seggio lucernese alla Camera dei cantoni, occorrerà attendere il ballottaggio previsto il 17 novembre. La consigliera nazionale Andrea Gmür (PPD) sembra ben posizionata per difendere il seggio attualmente occupato dal collega di partito Konrad Graber, un peso massimo agli Stati, che non si è ripresentato. La Gmür (54'861 voti) dovrà vedersela soprattutto con l'UDC Franz Grüter, che pure siede alla Camera del popolo e che oggi ha ottenuto 38'358 voti. Gli altri quattro candidati, tra cui l'ecologista Monique Frey (30'322) e la socialista David Roth (29'668), non dovrebbero avere grandi chance di elezione, così come la Verde liberale Michèle Graber (9'334) e l'indipendente Florian Studer (4'552).
15.00: Quella odierna potrebbe diventare una domenica elettorale da incorniciare per i Verdi: stando ai primi risultati parziali delle elezioni del Nazionale il partito ecologista avanza in modo netto in numerosi cantoni, anche laddove questo non era atteso, come in Ticino. A tre ore dalla chiusure delle urne sono disponibili i dati definitivi di cinque cantoni (AR/NW/OW/UR/GL) e risultati parziali o proiezioni relativi ad altri cinque. In base a queste indicazioni - da prendere con cautela, ma pur sempre significative - i Verdi risultano al momento i grandi vincitori della giornata, conquistando 5 mandati: due seggi supplementari conquistati a Ginevra e uno a testa nei cantoni di Ticino, San Gallo e Friburgo. Molto bene si presenta anche la situazione per i Verdi liberali, che avanzano a San Gallo, Grigioni e Ginevra. Il PPD conquista seggi ad Argovia e Uri, ma ne perde uno in Ticino. In difficoltà sono UDC (-3 mandati), PBD (-2) e PLR (-2). Anche il PS perderebbe un mandato. Fra le formazioni minori a Ginevra l'MCG (movimento dei cittadini ginevrini) deve lasciare il posto a Ensemble à Gauche. Il Ticino è fra i cantoni che potrebbero rappresentare una sorpresa: la lista Verdi e Sinistra alternativa - stando alle proiezioni - conquista un seggio a scapito del PPD. Non è chiaro se ad entrare alla Camera bassa sarà l'ecologista Greta Gysin o Franco Cavalli, rappresentante del Forum Alternativo. E non si sa neppure quale dei due consiglieri nazionali PPD dovrebbe in tal caso lasciare Berna, se Marco Romano o Fabio Regazzi. Per quanto riguarda i Grigioni, l'UDC perderebbe uno dei suoi due seggi al Consiglio nazionale (ma Magdalena Martullo-Blocher verrebbe riconfermata) e il PBD il suo unico mandato. Grazie alle congiunzioni delle liste ad approfittarne sarebbero il PLD e i Verdi liberali.
14.33: Tutto come prima per quanto riguarda la delegazione del canton Grigioni al Consiglio degli Stati: i due "senatori" uscenti Stefan Engler (PDC/PPD) e Martin Schmid (PLD/PLR) sono stati rieletti senza problemi. Engler ha ottenuto il miglior risultato, con 30'033 voti, e questo malgrado fosse a capo del Dipartimento delle costruzioni, dei trasporti e delle foreste proprio nel periodo interessato dallo scandalo delle intese cartellistiche che hanno coinvolto alcune imprese di costruzioni retiche in Bassa Engadina. Dal canto suo Schmid ha raccolto 26'629 preferenze. Aveva anch'egli fatto parte in passato del governo grigionese, a capo del Dipartimento delle finanze. Nel 2011 era stato eletto in Consiglio degli Stati, riuscendo così a riconquistare un seggio per il PLR alla Camera dei cantoni dopo oltre 75 anni. A insidiare i loro seggi si erano presentati quattro candidati, che però non hanno raggiunto la maggioranza assoluta di 23'778 voti. L'UDC grigionese aveva proposto la candidatura della granconsigliera e imprenditrice Valérie Favre Accola (10'093), per i socialisti correva il granconsigliere Jon Pult (15'230) e per i Verdi liberali la giovane Géraldine Danuser (7'106). L'ultima candidatura era quella dell'indipendente Timo Stammwitz (693). La partecipazione del 42,16%.
14.25: Il presidente del PBD svizzero Martin Landolt ha difeso ancora una volta l'unico seggio di cui dispone il cantone di Glarona in Consiglio nazionale e da lui occupato dopo il ritiro - alla fine del 2008 - del socialista ed ex mister prezzi Werner Marti. Anche questa volta - come quattro anni fa - il tentativo del PS di riconquistare il mandato è risultato vano: la candidata socialista Priska Grünenfelder, insegnante di 33 anni, ha ottenuto 2861 consensi contro i 6396 andati a Landolt. La partecipazione al voto è stata del 39,89%.
14.22: Nel canton Uri uno dei due seggi al Consiglio degli Stati sarà occupato per la prima volta nella storia da una donna: Heidi Z'graggen (PPD) è stata eletta con 7'086 voti e affiancherà il "senatore" uscente Josef Dittli (7'576) alla Camera dei cantoni. La maggioranza assoluta era di 5'132 voti. La partecipazione è stata del 43,5%. L'altro "senatore", il popolare-democratico Isidor Baumann non si ripresentava, e i pronostici già indicavano che sarebbe stato sostituito dalla Z'graggen, conosciuta a livello nazionale dopo la sua candidatura al Consiglio federale a fianco di Viola Amherd l'autunno scorso. Gli altri partiti, UDC compresa, ne erano consapevoli e hanno concentrato i loro sforzi nella battaglia per il seggio al Nazionale.
14.00: Sulla base di questi dati i democentristi perderebbero due seggi e altrettanto farebbero i borghesi democratici, mentre socialisti, PLR e MCG (il movimento dei cittadini a Ginevra) dovrebbero rinunciare a una poltrona. A vincere sarebbe i Verdi (due possibili mandati in più a Ginevra e uno a Friburgo), il PPD (un seggio sicuro a Uri, uno nel canton Argovia), e i Verdi liberali (una poltrona nei Grigioni). Nei Grigioni - dove è disponibile anche una proiezione - l'UDC perderebbe uno dei due seggi: Magdalena Martullo-Blocher verrebbe però confermata.
13.52: Nel canton Glarona, si è assistito a una sorpresa per l'elezione al Consiglio degli Stati. Solo uno dei "senatori" uscenti, Thomas Hefti (PLR), è stato riconfermato, mentre non ce l'ha fatta Werner Hösli (UDC). Al suo posto è stato eletto il Verde Mathias Zopfi.
13.38: L'unico seggio a disposizione nel Canton Obvaldo per il Consiglio nazionale passa all'UDC. A conquistarlo è la presidente cantonale del partito Monika Rüegger, che scrive letteralmente la storia diventando la prima donna obvaldese in Parlamento. I democentristi avevano perso il seggio nel 2011. Rüegger ha superato di misura il membro del PPD Peter Krummenacher (5'412 voti contro 5'275), che era sostenuto da un comitato interpartitico. L'outsider Luke Gasser, produttore cinematografico e cantante, ha ottenuto 1'675 voti, mentre il PLR Marco De Col, un volto relativamente poco conosciuto, ne ha ricevuti 1'683. Il tasso di partecipazione al voto ha raggiunto il 54,89%. L'unico seggio obvaldese risultava vacante: il cristiano-sociale (PCS) Karl Vogler infatti non si è ripresentato, rendendo la situazione quantomai incerta.
13.33: Nel canton Sciaffusa sono stati riconfermati sia il "senatore" dell'UDC Hannes Germann che il senza partito Thomas Minder. La partecipazione, nell'unico cantone dove vige l'obbligo di voto, ha raggiunto il 65,2%. Hannes Germann (UDC) - nella Camera dei cantoni da quattro legislature - ha raccolto 17'333 preferenze. Thomas Minder, il padre dell'iniziativa contro i "salari abusivi" che alle Camere fa parte del gruppo UDC, ha ottenuto più di 14'813 voti, superando a sua volta la maggioranza assoluta di 13'029 schede. Quarto il candidato del PS Patrick Portmann (9'952 voti) ed ancor più distaccato il candidato del PLR Christian Amsler (6'346). Quest'ultimo, attuale direttore cantonale della pubblica eduzione - nonché candidato alla successione di Johann Schneider-Amman in Consiglio federale - ha dovuto fare i conti con l'inchiesta di una commissione parlamentare su presunte irregolarità scoperte all'interno della clinica dentaria scolastica.
13.21: Nel canton Uri il PPD ruba l'unico seggio disponibile per il Consiglio nazionale all'UDC. Il 31enne Simon Stadler ha superato la concorrenza di democentristi e socialisti. Vi è da sottolineare che il deputato "uscente" dell'UDC Beat Arnold non si è ripresentato per motivi di salute. Il neo-eletto popolare democratico è figlio dell'ex consigliere agli Stati Hansruedi Stadler. Sconfitta quindi la concorrenza di Pascal Blöchlinger (UDC) e Urs Kälin (PS). Inizialmente Stadler era sfidato da un altro "figlio d'arte". Con Matthias Steinegger - il cui padre è l'ex presidente del PLR svizzero Franz Steinegger - il PLR mirava a riconquistare il seggio controllato ininterrottamente per 99 anni, fino al 2015. Il 42enne si è però ritirato dalla corsa in seguito ad un ictus che lo ha colpito lo scorso 20 settembre.
13.14: Tutto come prima ad Appenzello esterno per il Consiglio degli Stati: il giovane "senatore" liberale-radicale Andrea Caroni - a Berna da due legislature, di cui una in Consiglio nazionale - è stato riconfermato senza problemi. Nessuna chance ha avuto la candidatura "selvaggia" di Reto Sonderegger (UDC). Caroni è stato rieletto con 11'490 voti, Sonderegger ne ha ottenuti 4059. La maggioranza assoluta era di 8086 suffragi. L'affluenza è stata del 45,2%. Sonderegger, consigliere comunale di Herisau, aveva deciso di lanciarsi nella nella corsa alla fine d'agosto con una candidatura che non è stata apprezzata nemmeno dal suo partito. I democentristi avevano ribadito che avrebbero continuato a sostenere il candidato del PLR agli Stati, in modo da non mettere in discussione l'unico seggio per il cantone al Nazionale dell'UDC.
13.12: In Appenzello Esterno l'UDC è riuscito a mantenere l'unico seggio di cui dispone il cantone in Consiglio nazionale: l'uscente David Zuberbühler è stato rieletto con 7720 voti. Alla candidata PLR Jennifer Abderhalden sono andati 7561 consensi. L'affluenza alle urne è stata del 41,3%. Con la rielezione dell'imprenditore Zuberbühler, il PLR ha perso l'occasione di riconquistare il mandato sottratogli nel 2015 dall'UDC dopo averlo detenuto per tre legislature. Abderhalden, giurista 41enne con poca esperienza politica, era stata lanciata nella corsa dopo il ritiro per motivi di salute della candidata Daniela Merz-Sturzenegger, nuora dell'ex consigliere federale Hans-Rudolf Merz.
13.00: Cominciano a fioccare i primi risultati per il Consiglio nazionale - alcuni già definitivi, ma per il momento in larga parte parziali - ed emerge già qualche indicazione interessante. L'UDC appare in perdita di velocità in alcuni cantoni, ma non nei Grigioni.
Il primo seggio attribuito in via definitiva è quello di Peter Keller (UDC/NW), che occuperà l'unica poltrone che Nidvaldo dispone alla camera del popolo. Il secondo è quello di David Zuberbühler (UDC/AR), che ad Appenzello Esterno è riuscito a respingere l'assalto PLR volto a riconquistare il mandato perso quattro anni or sono. Entrambi i deputati erano uscenti.
Dagli altri cantoni arrivano solo risultati parziali. A Basilea Città l'UDC arretra di 5 punti percentuali, scendendo al 12%. Viene così superato da Verdi (+3,5% al 13) e LDP (+3% al 14,5%), i liberali che nella città renana sono ancora staccati dal PLR.
Nei Grigioni dopo lo spoglio dei voti in 82 comuni grigionesi su 106 Magdalena Martullo-Blocher (UDC) è in testa, seguita da Martin Candinas (PDC), Heinz Brand (UDC), Jon Pult (PS) e Duri Campell (PBD).
Altro spunto interessante: diversi cantoni segnalano che la partecipazione potrebbe risultare in calo rispetto a quattro anni or sono.
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