
Verdi liberali e PS in chiara crescita, PLR in rialzo, seppure in maniera più contenuta, e flessioni per UDC, PPD, Verdi e PBD. È quanto risulta dal barometro elettorale della SRG SSR a quasi un anno dalle elezioni federali, realizzato dall'istituto di ricerca gfs.bern. Emerge anche che la questione che più preoccupa i cittadini è quella della migrazione, seguita da sanità, disoccupazione, sicurezza sociale e rapporti con l'Ue. Se si votasse oggi - il sondaggio è stato realizzato tra il 15 e il 25 settembre presso circa 2000 elettori in tutte le regioni del paese - il primo partito rimarrebbe comunque l'Unione democratica di centro, con il 24,6% dei favori popolari (-2,0 punti rispetto alle elezioni federali del 2011), seguito dal Partito socialista con il 20,1% (+1,4) e dal Partito liberale radicale con il 15,8% (+0,7). Al quarto posto risulterebbe il Partito popolare democratico, con l'11,2% (-1,1). I Verdi si attesterebbero al 7,3% (-1,1) e verrebbero raggiunti alla stessa quota dai "cugini" Verdi liberali (PVL), i quali con un aumento di +1,9 punti, risulterebbero il partito con la maggiore progressione. Più distaccato il Partito borghese democratico, che otterrebbe il 4,8% delle preferenze (-0,6). Seguono partiti minori, quali il Partito evangelico (PEV, 1,8%) e l'Unione democratica federale (UDF, 1,4%), o quelli presenti solo a livello cantonale, come la Lega dei Ticinesi (1,0%). Il sondaggio ha un margine di errore di +/- 2,2 punti percentuali. Sommando le percentuali di PPD e PBD, con il 16% i due partiti di centro assieme supererebbero, seppur di poco e in modo statisticamente non significativo, il PLR (15,8%). In un'ipotetica alleanza ecologista, Verdi e Verdi liberali assieme otterrebbero invece il 14,6%, una percentuale non sufficiente per superare l'alleanza di centro o i liberali radicali. La polarizzazione, secondo il sondaggio, starebbe inoltre affievolendosi, visto che il PS guadagnerebbe consensi, ma non l'UDC. Le formazioni cosiddette di centro aumenterebbero, ma non più grazie a PVL e PBD, come avvenuto alle elezioni federali del 2011, bensì grazie allo stesso PVL e al PLR. Queste due formazioni eserciterebbero un'attrattiva sugli elettori delusi degli altri partiti. Nel loro insieme i partiti di governo - rileva ancora il sondaggio - perderebbero un punto percentuale. Ad eccezione del PS, i partiti borghesi (UDC, PPD e anche PLR seppur in maniera minore) manifesterebbero problemi di mobilitazione dell'elettorato. Per quanto riguarda la partecipazione, il 46% degli interpellati dichiara di volersi recare alle urne. Presidenti di partito: Darbellay il più credibile Alla domanda su chi sia il presidente di partito più credibile, il 56% degli intervistati ha risposto Christophe Darbellay (PPD) e il 54% Christian Levrat (PS). Seguono Philipp Müller (PLR) con il 44% delle preferenze, Toni Brunner (UDC) con il 38% e le copresidenti dei Verdi Adèle Thorens e Regula Rytz che raccolgono il 29% dei consensi. Rispetto alle altre regioni linguistiche, nella Svizzera italiana Toni Brunner è considerato tra i più credibili, mentre il duo ecologista risulta nettamente in fondo alla classifica, forse perché meno conosciuto, scrive gfs.bern. Migrazione, la maggiore preoccupazione Come già nel 2011, la preoccupazione maggiore degli svizzeri rimane quella della migrazione. Per il 29% essa è il problema più urgente che la politica deve affrontare. A distanza seguono le casse malati e il sistema sanitario in generale, l'occupazione, la sicurezza sociale, e al quinto posto si piazza il tema della crisi dell'euro e dell'UE. Secondo il 41% degli elettori, l'UDC è la forza politica che meglio è in grado di risolvere la questione migratoria, mentre i socialisti sarebbero i più competenti nella risoluzione dei problemi legati alla sanità e alla sicurezza sociale (secondo rispettivamente il 32% e il 30% degli intervistati). Per quanto riguarda la disoccupazione, PS (32%) e UDC (29%) sarebbero i partiti più idonei a rispondere alle preoccupazioni degli elettori.
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