
Dopo il Perù e l’Argentina, è la volta ora dell’Ecuador a subire in America latina gli effetti di uno scandalo legato a vaccinazioni fuori norma contro il Covid-19 di persone scelte dal ministro della Salute, Juan Carlos Zevallos, che ha dovuto per questo rassegnare oggi le sue dimissioni dall’incarico. La notizia delle dimissioni è stata resa nota dallo stesso presidente della repubblica Lenin Moreno che, attraverso il suo account Twitter, ha pubblicato anche la lettera in cui Zevallos conferma di voler abbandonare l’incarico, rivendicando tuttavia il suo operato di quasi un anno “per contrastare i drammatici momenti che l’Ecuador stava vivendo” di fronte alla pandemia. I problemi per l’ex ministro sono cominciati verso la fine di gennaio quando ha dovuto ammettere che sua madre era stata vaccinata fuori dai canali regolari previsti per questo. La tensione è andata crescendo nelle settimane successive quando i media hanno ipotizzato l’esistenza di un gran numero di persone, della sfera pubblica e privata, che sarebbero state vaccinate attraverso percorsi VIP segreti. Ai giornalisti che gli hanno chiesto i nomi delle persone vaccinate, Zevallos ha risposto che essi si trovavano in un elenco “riservato”, ma questo ha avuto l’effetto di far esplodere le critiche nelle reti sociali in cui l’hashtag #RenunciaZevallos è diventato virale. Sono cominciate a circolare mezze ammissioni di dirigenti sportivi e di un ministro in carica, mentre i rettori delle università ecuadoriane che avevano ricevuto l’offerta di vaccinarsi con priorità hanno reso pubblico il loro diniego. Il capo dello Stato, via Twitter, ha lodato il lavoro svolto da Zevallos sostenendo che “c’è chi vede solo errori” mentre “io preferisco ricordare il ministro che ha accettato il difficile compito di proteggere la salute nel Paese durante la peggiore crisi sanitaria vissuta dall’Ecuador e dal mondo. E che con lavoro e sacrificio ha contribuito a salvare centinaia di migliaia di vite”.
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