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Svizzera
Fatture gonfiate e analisi inutili: la controffensiva delle casse malati
Fatture gonfiate e analisi inutili: la controffensiva delle casse malati
Fatture gonfiate e analisi inutili: la controffensiva delle casse malati
Redazione
7 anni fa
Annualmente 80 milioni di franchi ricadono sui cittadini. Ora si vuole porre un freno a questa prassi

Ottanta milioni di franchi. Questa la cifra che annualmente ricade su chi paga i premi di cassa malati a causa di fatturazioni errate o gonfiate da parte di medici e ospedali. Un fenomeno, questo, già emerso a fine gennaio grazie a Le Matin Dimanche.

Tra fatture gonfiate e operazioni inutili, il quadro tracciato dal Blick nella sua edizione odierna è a tinte decisamente fosche e le casse malati hanno deciso di dichiarare guerra a chi se ne approfitta.  Helsana, ad esempio, ha affidato all’analista Ivan Tomka e al suo team il compito di controllare tutte le fatture per scovare eventuali errori o abusi. “Non siamo alla ricerca del singolo caso bensì di truffe sistematiche ai danni degli assicuratori malattia”, ha spiegato.

Il foglio zurighese cita il caso di una clinica oculistica che avrebbe fatturato a Helsana 1,5 milioni in eccesso. Allargando il discorso a tutte le assicurazioni di base, gli eccessi ammontano a 7,5 milioni di franchi. “La maggior parte degli oculisti svizzeri fattura correttamente”, assicura il presidente dell’associazione di categoria Harald Grossmann.

Un altro caso portato alla luce dal tema di analisti è quello di un medico di base con il vizietto di abbassare i costi ai suoi pazienti più danarosi, salvo poi prescrivere una serie di analisi assolutamente non necessarie ai loro familiari.

Grazie all’offensiva di Helsana qualche correttivo è stato introdotto e Tomka conta di recuperare circa 10 milioni entro il 2019.

Contattata dal Blick, la CSS ha ammesso di aver perso 6 milioni nel 2018. Quest’anno lieviteranno almeno a 10.

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