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Svizzera
Farmacisti vogliono più cooperazione con medici
Redazione
18 anni fa

I farmacisti svizzeri vogliono rafforzare la cooperazione con i medici, assumendosi semplici servizi come le prescrizioni e le vaccinazioni, per abbassare i costi nel settore della sanità. Tuttavia gli interessi finanziari dei dottori legati alla distribuzione di medicamenti, la cosiddetta dispensazione diretta, rende la collaborazione impossibile, afferma la Società svizzera dei farmacisti (pharmaSuisse). "Non vogliamo sostituirci ai medici", ma ridiscutere i compiti nel settore della sanità, ha dichiarato oggi davanti ai media il presidente di pharmaSuisse Dominique Jordan a margine del congresso della Federazione farmaceutica internazionale (FIP) a Basilea. Attualmente però i colloqui sono bloccati. Jordan vorrebbe che i medici delegassero semplici servizi di routine ai farmacisti. Questi ultimi si occuperebbero ad esempio delle misurazioni della pressione che seguono il primo trattamento effettuato dal medico. Ciò è meno costoso, ma significa un calo degli introiti per i dottori. Nel 2009 pharmaSuisse vuole anche istituire una consulenza in materia di vaccinazioni e le farmacie dovrebbero gestire cartelle sulle vaccinazioni effettuate. Lo stesso Jordan propone una specie di società a livello nazionale che occupi sia farmacisti che medici e che riunisca tutto il know-how. La partecipazione delle casse malattia è improbabile visto che sono orientate soltanto al risparmio e non alla qualità, mentre si potrebbero coinvolgere le organizzazioni di cure a domicilio (Spitex). Ma i medici non vengono incoraggiati a questo genere di collaborazione, vengono anzi incitati a far soldi con i farmaci, anche tramite la vendita per corrispondenza, deplora il presidente di pharmaSuisse. Jordan chiede quindi ai cantoni di rivalutare le autorizzazioni. A causa degli sconti concessi dai produttori ai medici, la dispensazione diretta - attualmente autorizzata in molti cantoni svizzerotedeschi - rende non attrattivi i cosiddetti "circoli di qualità" in cui sono attivi sia dottori che farmacisti, e che si preoccupano di effettuare prescrizioni ottimali dal punto di vista sia medico che economico. Tali circoli permetterebbero secondo Jordan un risparmio di 5 milioni di franchi in costi dei medicamenti. I farmacisti chiedono l'introduzione di un sistema che obblighi tutti i fornitori di prestazioni a collaborare. Solo nelle regioni discoste la dispensazione diretta è accettabile, perché garantisce al medico locale l'esistenza e assicura le cure, ha detto Jordan. Al congresso di cinque giorni della FIP, che quest'anno si tiene a Basilea e che è stato inaugurato domenica dal presidente della Confederazione Pascal Couchepin, partecipano circa 3'500 specialisti di 131 paesi. Sono rappresentanti sia federazioni nazionali dei farmacisti, sia ricercatori e esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Tra i temi in agenda vi sono tra l'altro la contraffazioni di medicamenti, il commercio su internet e il collegamento in rete degli attori del sistema sanitario. ATS

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