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Svizzera
Farmaci antitumorali scaduti, pena (poco) più severa
Farmaci antitumorali scaduti, pena (poco) più severa
Farmaci antitumorali scaduti, pena (poco) più severa
Redazione
8 anni fa
La ex responsabile di Alkopharma condannata a una pena pecuniaria di 120 aliquote con la condizionale per 3 anni

Il Tribunale cantonale vallesano ha leggermente aggravato in appello la pena a carico di una ex responsabile della fallita società Alkopharma, rea di aver smerciato medicinali anti cancro scaduti, finiti anche in Ticino.

La responsabile della catena logistica dell'impresa, una francese di 51 anni, è stata condannata a una pena pecuniaria di 120 aliquote giornaliere con la condizionale per tre anni, ha reso noto oggi il tribunale, che aveva processato due ex dirigenti aziendali lo scorso 27 settembre. In primo grado alla donna erano state inflitte 50 aliquote. Alla pena si aggiunge una multa di 6500 franchi.

La corte ha confermato il verdetto di violazione della legge sugli agenti terapeutici anche per l'altro imputato, un francese di 65 anni che era direttore di Alkopharma. La pena di prima istanza, una multa di 500 franchi, non è però stata modificata.

Tra il 2007 e il 2011 Alkopharma aveva venduto circa 100'000 flaconi scaduti, per lo più in Francia. Circa 2000 dosi non conformi sono state però smerciate anche in tutta la Svizzera (162 sarebbero arrivate anche all'ospedale di Bellinzona) e somministrate ad almeno 27 pazienti: 23 all'Inselspital di Berna, tre in Ticino e uno al Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) di Losanna.

L'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic, preposto al controllo dei farmaci e che ha anche competenze di perseguimento penale nel caso di violazioni del diritto sugli agenti terapeutici, ritiene che gli imputati abbiano messo in pericolo la salute dei pazienti. Al Tribunale cantonale vallesano l'istituto con sede a Berna aveva dunque chiesto pene più pesanti di quelle - solo pecuniarie - inflitte in prima istanza dal Tribunale distrettuale di Martigny: Swissmedic esigeva 18 mesi di detenzione con una condizionale di tre anni per i due imputati, oltre a pene pecuniarie maggiorate.

Il Tribunale non ha però seguito la richiesta e ha fatto sua l'opinione degli esperti, scrive la corte. Secondo le loro perizie, la somministrazione del farmaco oltre la sua data di scadenza non presenta un pericolo specifico.

Swissmedic ha preso atto della sentenza ma afferma di non condividere il giudizio del tribunale riguardo alla pericolosità. Intende dunque contestarlo con un ricorso al Tribunale federale.

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