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Farmaceutiche, un passo verso la trasparenza?
Farmaceutiche, un passo verso la trasparenza?
Farmaceutiche, un passo verso la trasparenza?
Redazione
10 anni fa
Entro giugno 50 industrie farmaceutiche pubblicheranno le somme versate a medici e operatori sanitari. "Non basta"

La cortina di fumo che per anni ha avvolto le industrie farmaceutiche potrebbe iniziare a diradarsi. Come riportato da RTS, entro fine giugno 50 industrie farmaceutiche pubblicheranno un resoconto delle somme versate lo scorso anno a medici, operatori, organizzazioni e strutture sanitarie.

Entro fine giugno, quindi, sapremo chi e perché ha lavorato o collaborato con le industrie farmaceutiche, sgombrando - forse - il campo dai sospetti di conflitti di interesse sempre presenti nell’opinione pubblica quando si parla di farmaci, medici e denaro.

Dopo decenni di eccessi, il settore farmaceutico sta iniziando a compiere qualche passo in direzione della trasparenza.

Non si tratta però di un’iniziativa isolata. In Europa una simile pratica è già in atto: nello scorso aprile è entrato in vigore un Codice europeo a cui hanno aderito le aziende di 33 Paesi, Russia e Turchia comprese, che obbliga le industrie farmaceutiche a svelare i propri rapporti economici con il settore sanitario. In Italia, per esempio, le 200 aziende farmaceutiche attive sul territorio si stanno già attivando, anche se una vera e propria legge in tal senso ancora non esiste. Gli unici Paesi a disporre di una base legale in vigore da diversi anni sono invece Francia e Stati Uniti.

Le 50 aziende svizzere che pubblicheranno i dati relativi ai contributi versati per la partecipazione a manifestazioni di carattere promozionale, scientifico o professionale, per l’organizzazione di congressi e conferenze e per le sovvenzioni a ricerche mediche rappresentano circa l’80% del mercato farmaceutico nazionale.

Un bel passo avanti, insomma, che - stando a quanto sostenuto da Marcel Sennhauser di Scienceindustries (l’associazione di riferimento delle industrie chimiche, farmaceutiche e biotecnologiche responsabile della messa in atto di queste nuove regole a livello nazionale) - ha come obiettivo quello di “migliorare l’opinione che la gente ha delle grandi case farmaceutiche”.

Si tratta di un cambiamento visto di buon occhio dalle industrie farmaceutiche, anche se vi sono ancora dei limiti. Non si può parlare di trasparenza assoluta in quanto gli operatori o le strutture sanitarie che hanno beneficiato di questi contributi possono chiedere di restare anonimi.

In molti sostengono inoltre che queste pubblicazioni non scalfiscono l’enorme potere del marketing delle industrie farmaceutiche, che continuerebbero quindi a operare indisturbate. Un altro aspetto fortemente criticato è l’assenza di una banca dati centralizzata: ogni industria pubblica i dati sul proprio sito web.

Per i promotori, però, si tratta delle prime basi che potranno venir rafforzate in futuro.

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