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Svizzera
Famiglia afgana vince al Tribunale federale
Famiglia afgana vince al Tribunale federale
Famiglia afgana vince al Tribunale federale
Redazione
9 anni fa
La coppia, entrata illegalmente e nel frattempo espulsa, ha denunciato un'ingiusta incarcerazione. Verrà indennizzata

Ha ottenuto ragione davanti al Tribunale federale una coppia di cittadini afghani che un anno fa aveva lasciato la Norvegia con i tre figli al seguito ed era entrata illegalmente in Svizzera. L’allora 26 enne e il marito 21enne avevano depositato una domanda d’asilo ma la Segreteria di stato della migrazione non era entrata in materia e ne aveva disposto l’espulsione il rinvio in Norvegia.

Il Tribunale amministrativo federale aveva respinto un primo ricorso della coppia e il 13 settembre scorso la SEM ha confermato la procedura di espulsione e il rimpatrio forzato nell’ambito delle procedure Dublino. La donna, che nel frattampo aveva partorito il quarto figlio, aveva fatto presente di non essere d’accordo con il rinvio in Norvegia e il 4 ottobre la Polizia cantonale di Zugo aveva l’aveva arrestata insieme al marito. Il volo per Oslo in programma il giorno seguente era stato però cancellato in quanto il padre, resosi conto di non aver ricevuto i documenti d’identità dei figli, ancora in mano alle autorità federali, si era rifiutato di salire a bordo. 

La coppia è stata quindi separata e posta in detenzione amministrativa in attesa di rinvio per un periodo di sei settimane. La madre era stata incarcerata a Kloten con il neonato, il padre a Zugo e i tre figli di 3, 5 e 8 anni erano stati affidati all’autorità regionale di protezione (KESB). Il 25 ottobre 2016 la famiglia è stata infine accompagnata all’aeroporto dalla Polizia, da personale medico e da una delegazione della Commissione nazionale per la prevenzione della tortura ed era stata imbarcata su un volo speciale per la Norvegia. La coppia aveva in seguito ricorso al Tribunale federale lamentando un’ingiusta incarcerazione e la violazione di diversi diritti fondamentali.

I giudici losannesi hanno rilevato come la detenzione separata della coppia non fosse stata ordinata come extrema ratio in seguito alle reticenze della famiglia al rinvio in Norvegia. Ovvero non è stata presa in considerazione nessuna alternativa alla detenzione e alla separazione. Pertanto, la detenzione separata dei due coniugi e il collocamento extrafamiliare dei figli sono stati ritenuti in contrasto con l'Art. 8 della Covenzione europea dei diritti dell'uomo. Il Tribunale amministrativo del Canton Zugo dovrà quindi stabilire l'entita dell’indennizzo da versare alla famiglia.

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