
Unia sulle barricare dopo che, a fine novembre, l’Associazione svizzera dei fabbricanti di mobili e serramenti (ASFMS) “ha affossato il contratto collettivo di lavoro” per il mestiere del falegname. Questo, scrive Unia, nonostante le parti sociali si fossero già accordate in primavera sul rinnovo del Ccl e l’introduzione di un modello di pensionamento anticipato. Unia che si dice disposta a continuare il dialogo, ma minaccia: “In caso contrario, la fine dell’anno segnerà la fine del CCL e della pace del lavoro nella falegnameria”, ribadendo inoltre che “così facendo si spalancano le porte al dumping salariale e sociale”.
“Nel 2018 a favore anche i datori di lavoro”
Questa la dichiarazione scaturita nell’incontro odierno della Conferenza professionale della falegnameria di Unia, dove i delegati e le delegate hanno espresso “la volontà di garantire un avvenire sicuro al ramo professionale attraverso un modello di pensionamento anticipato (MPA) equo e un CCL efficace”, specialmente dopo che “già nel 2018, in un sondaggio condotto dalle parti sociali, i lavoratori e i datori di lavoro si erano espressi prevalentemente a favore di un modello di pensionamento anticipato”.
“Il prossimo passo All’ASFMS”
Il prossimo passo, oltre che la responsabilità, scrive Unia, spetta ora all’ASFMS: “Il pacchetto negoziale è un insieme equilibrato e come tale va sottoposto a votazione. Votazioni separate su singole parti del pacchetto, così come proposte dall’ASFMS ai suoi membri, sono trucchi poco lungimiranti e privi di senso: quel che resta è solo un cumulo di macerie”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

