
I detenuti del centro di socioterapia La Pâquerette, dove si trovava Fabrice A., lo stupratore recidivo sospettato di aver ucciso la socioterapeuta Adeline, possono avere accesso a Internet. Ma questa operazione si svolge sotto stretta sorveglianza, ha sottolineato oggi il Dipartimento cantonale degli affari regionali, dell'economia e della salute (DARES), che controlla La Pâquerette. Il computer del centro si trova nell'ufficio della direzione, che è chiuso a chiave e non accessibile ai detenuti, ha precisato il DARES, confermando un'informazione apparsa sulla "Tribune de Genève". I prigionieri di La Pâquerette non sono mai soli davanti al PC, ma sempre accompagnati da un socioterapeuta. Le sessioni di navigazione su Internet e i siti visitati sono registrati. Dopo l'arresto di Fabrice A. alla frontiera tra Germania e Polonia, la polizia tedesca aveva rivelato di aver avuto a disposizione elementi d'inchiesta che indicavano che il presunto omicida voleva probabilmente recarsi in Polonia. Oggi la "Tribune de Genève" ha affermato che gli investigatori avevano scoperto nella memoria del computer di La Pâquerette il piano che ha permesso di ritrovare Fabrice A. durante la sua fuga. "Non facciamo nessun commento a riguardo", ha dichiarato il portavoce del Ministero pubblico ginevrino Henri Della Casa. Per l'utilizzo del telefono, i detenuti del centro devono fare una richiesta e indicare l'identità e il numero del corrispondente, ha fatto sapere il DARES. Un guardiano compone il numero e passa la chiamata al detenuto in una cabina. Secondo la "Tribune de Genève", Fabrice A. si sarebbe servito del telefono del centro per ordinare un coltello da un negozio, al posto di un utensile per pulire gli zoccoli dei cavalli, che sarebbe andato a cercare durante l'uscita educativa in compagnia di Adeline. Come per il computer, il Ministero pubblico ginevrino non ha voluto confermare quest'informazione. E proprio ieri a "Piazza del Corriere" su Teleticino nella puntata "Troppo buoni con i criminali violenti?" si è discusso del drammatico caso della socioterapeuta Adeline M., 34 anni e madre di una bimba di pochi mesi. In studio il consigliere comunale di Lugano, e a lungo deputato in Gran Consiglio per il Partito socialista Raoul Ghisletta e il deputato della Lega Paolo Sanvido. Lega che, da sempre, ha denunciato quello che definisce «il buonismo» dell’autorità con i delinquenti e predica la cosiddetta «tolleranza zero». Con loro in studio il direttore delle strutture carcerarie Fabrizio Comandini e Luisella De Martini capo dell'Ufficio di assistenza riabilitativa.Per guardare la puntata clicca quiATS/red
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