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Il caso
F-35, gli USA avevano avvertito il DDPS già nel 2024
©Annika Byrde / POOL
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Redazione
15 ore fa
Un documento diplomatico segnalava possibili costi supplementari prima delle dimissioni di Viola Amherd – Il PS chiede una commissione parlamentare d'inchiesta

Poco prima del Natale 2024 il Dipartimento federale della difesa (DDPS) ha ricevuto dagli Stati Uniti un «non-paper», un documento diplomatico informale in cui Washington metteva nero su bianco che nell'affare F-35 «potrebbero verificarsi costi supplementari». Lo ha rivelato questa settimana la Commissione della gestione (CdG) nel suo rapporto d'inchiesta, come riferisce 20 Minuten riprendendo la SonntagsZeitung.

La data è il punto politicamente più delicato. Finora, infatti, si riteneva che gli Stati Uniti avessero comunicato per iscritto il rischio di rincaro solo a fine febbraio 2025, e che la consigliera federale Viola Amherd avesse informato il Consiglio federale in marzo. Ma nel giro di una settimana, subito dopo Capodanno, avevano annunciato le proprie dimissioni sia Amherd sia Darko Savic, capoprogetto con un ruolo chiave nell'acquisto dei jet da combattimento. Entrambi avevano sempre assicurato che la Svizzera beneficiava di un prezzo fisso.

Resta la domanda: perché la capo-dipartimento non ha informato immediatamente il Governo dopo aver ricevuto il documento? Il PS chiede ora l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) sul DDPS e intende depositare un atto in tal senso nella sessione autunnale.

Intanto i pagamenti continuano

Benché il prezzo non sia ancora stabilito e non si sappia quanti velivoli verranno consegnati per i sei miliardi di franchi autorizzati, la Svizzera continua a pagare. Finora, secondo il SonntagsBlick, sono stati trasferiti negli Stati Uniti circa 1,7 miliardi. La prossima rata è prevista, secondo Armasuisse, all'inizio del 2027. Lockheed Martin ha avviato in maggio l'assemblaggio finale del primo F-35 svizzero; i primi apparecchi dovrebbero arrivare in Svizzera dalla metà del 2028.

Un secondo fronte riguarda la manutenzione. Nel 2022 Savic aveva dichiarato davanti alla Commissione della politica di sicurezza che la Svizzera disponeva di un'offerta americana vincolante per i costi d'esercizio fino al 2040. Ora Armasuisse conferma alla NZZ am Sonntag che un contratto di manutenzione fino al 2040 non esiste: vengono stipulati soltanto contratti annuali. Di qui il timore, in Parlamento, di ulteriori costi.