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Svizzera
Export armi: RUAG, se sì a divieto taglio massiccio impieghi
Redazione
17 anni fa

Il gruppo tecnologico RUAG, di proprietà della Confederazione, prevede una massiccia perdita di posti di lavoro se l'iniziativa popolare "per il divieto di esportazione di materiale bellico" fosse accolta il prossimo 29 novembre. Le conseguenze si farebbero sentire anche alla fabbrica di Lodrino. Non sarebbe possibile dedicarsi alla sola produzione civile dall'oggi al domani, afferma l'azienda bernese, che con 7000 dipendenti a livello mondiale propone tecnologia per il settore militare nonché per le navigazione aerea e spaziale. Ci sono voluti dieci anni affinché la produzione per il settore civile raggiungesse il 50% del volume d'affari, che in precedenza era dominato dalla produzione di armi per la Confederazione. Gran parte di questa crescita è stata attuata tramite acquisizioni, hanno sottolineato i manager della RUAG in una conferenza stampa oggi nella fabbrica di Thun. In caso di "sì" all'iniziativa da parte dell'elettorato svizzero, alla RUAG andrebbero eliminati fino a duemila posti di lavoro. Circa 1500 impieghi solo nel settore delle tecnologia di difesa e, a medio termine, altri 500 anche nel settore della produzione civile, poiché - sostiene l'azienda - grossi clienti internazionali dell'aviazione non darebbero più alcuna commessa. Per le attuali 4000 maestranze in Svizzera, le più toccate dall'eventuale ristrutturazione sarebbero quelle di Berna e dell'Oberland bernese, con circa 900 esuberi. Altri 600 tagli avverrebbero negli stabilimenti di Emmen, Stans, Lodrino e Ginevra. ATS

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