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Export armi, "Non anticipiamo la discussione"
Export armi, "Non anticipiamo la discussione"
Export armi, "Non anticipiamo la discussione"
Redazione
8 anni fa
Bocciate due mozioni per rafforzare i controlli. L'iniziativa popolare consentirà di avviare un dibattito sul tema

L'iniziativa contro le esportazioni di armi verso Paesi in guerra civile, lanciata lo scorso dicembre, consentirà alla popolazione di avviare un dibattito sul tema. Per questo motivo, la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S) ha bocciato due mozioni che intendono rafforzare i controlli sull'export di materiale bellico non volendo anticipare le discussioni su questo argomento sensibile.

La prima mozione del Partito borghese democratico, approvata lo scorso settembre per 97 voti a 82 dal Consiglio nazionale, chiede che i criteri definiti nell'ordinanza sulle esportazione di materiale bellico vengano inclusi nell'omonima legge, e quindi siano attaccabili mediante referendum. L'atto parlamentare è stato bocciato dalla CPS-S per 7 voti a 3 (3 astensioni), si legge in una nota odierna dei servizi parlamentari.

L'origine della mozione va ricercata nella decisione del Consiglio federale risalente alla scorsa estate di consentire l'export di armi anche in Paesi alle prese con conflitti interni (leggi guerre civili). Nel frattempo, l'esecutivo ha fatto marcia indietro.

Il Consiglio federale è stato infatti subissato di critiche da parte di quasi tutti i partiti, per non parlare delle associazioni attive in campo umanitario e dell'aiuto allo sviluppo. Fatto più unico che raro, anche il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa, l'ex segretario di Stato Peter Maurer, ha stigmatizzato pubblicamente le intenzioni del governo.

La seconda mozione, inoltrata dal "senatore" Raphäel Comte (PLR/NE) dopo il dietrofront governativo, chiede un rafforzamento dei controlli sulle esportazioni di materiale bellico a livello di legge o ordinanza per evitare che materiale elvetico venga dirottato verso zone di conflitto oppure utilizzato impropriamente dallo Stato acquirente. L'atto parlamentare in questione è stato respinto dalla commissione per 9 voti a 3 (una astensione).

Due minoranze propongono invece di accogliere le mozioni, poiché credono che le discussioni sulla modifica dell'ordinanza sul materiale bellico abbiano mostrato come la popolazione sia a giusta ragione sensibile su questo tema. A loro parere non è pensabile mantenere la situazione attuale e con l'approvazione delle mozioni il Parlamento potrebbe attivarsi già ora.

La maggioranza della CPS-S la pensa diversamente. La CPS-S ha preso atto che in dicembre è stata lanciata l'iniziativa popolare "Contro l'esportazione di armi in Paesi teatro di guerre civili (Iniziativa correttiva)", a favore della quale qualche giorno fa sono state raggiunte le 100 mila firme. La CPS-S "si attende pertanto una votazione popolare e un ampio dibattito sulla questione. La maggioranza della Commissione non intende anticipare le discussioni sull'iniziativa popolare e propone pertanto di respingere le mozioni".

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