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Svizzera
Ex deposito di Mitholz: «C'è una pesante contaminazione»
© Gabriele Putzu
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Ats
un'ora fa
Le ultime indagini geologiche e chimiche condotte nell'area dell'ex deposito di munizioni nell'Oberland bernese hanno confermato la presenza di sostanze inquinanti – Lo sgombero durerà presumibilmente più del previsto

Le ultime indagini geologiche e chimiche condotte nell'area dell'ex deposito di munizioni di Mitholz, nell'Oberland bernese, hanno confermato la presenza di una pesante contaminazione da sostanze inquinanti. Lo sgombero durerà presumibilmente più del previsto. Il Dipartimento della difesa (DDPS), responsabile del progetto, ha informato oggi stampa e popolazione sulla situazione. Gli specialisti hanno confermato che i residui, scagliati su un'ampia superficie a causa della storica esplosione del 1947, sono stati nel tempo ricoperti da detriti e alluvioni naturali.

«Nessun pericolo per i pascoli»

L'attuale uso dei terreni come superfici da pascolo non necessita tuttavia di limitazioni, in quanto l'erba e l'acqua superficiale non mostrano anomalie e non vi è un pericolo immediato per la salute dell'uomo e degli animali, precisa l'Ufficio federale dell'armamento armasuisse, che si occupa dell'attuazione delle misure. La situazione risulta invece più complessa nel cumulo di macerie situato direttamente davanti all'impianto, dove si concentra la maggior parte delle sostanze inquinanti. La gestione di questi materiali richiede processi altamente specialistici, che hanno spinto la direzione del progetto a ottimizzare l'intera pianificazione.

Rimossi centinaia di chilogrammi

Tra le novità principali figura la decisione di installare l'impianto di smaltimento delle munizioni all'interno della stessa ex struttura di Mitholz, oltre alla scelta di collocare un padiglione informativo e una reception nei pressi del ristorante Balmhorn, non lontano dall'area del deposito. Finora centinaia di chilogrammi di residuati bellici sono già stati rimossi dall'ex deposito di munizioni dell'esercito: gli specialisti hanno tra l'altro recuperato 69 ordigni di calibro superiore ai 20 millimetri, per un peso totale di circa 750 chilogrammi. Solo accanto alla scuola di Mitholz sono state estratte una cinquantina di granate sepolte fino a 30 centimetri di profondità.

Rischio di esplosioni «elevato»

Anche se il materiale rinvenuto fino ad ora si trovava in un buono stato di sicurezza, si ritiene che vi siano centinaia di tonnellate di munizioni ancora attive. In parte si tratterebbe probabilmente di bombe aeree, mine, munizioni d'artiglieria e granate a mano. Stando a un rapporto pubblicato nel 2018, il rischio di esplosioni è quindi assai elevato e rende necessari i lavori di sgombero, che comporteranno l'allontanamento di buona parte della popolazione del luogo. Nei piani del DDPS dal 2032 nessuno potrà più abitare nella cosiddetta «zona di sicurezza» interessata dallo sgombero: attualmente vi risiedono ancora 31 persone.

Non sarà sgomberato tutto

Nel corso dell'incontro con la popolazione è stato precisato che il DDPS non sgombererà tutto a Mitholz «fino all'ultima cartuccia», ma rimuoverà i residui dal terreno nella misura necessaria affinché sia possibile vivere e praticare pastorizia e allevamento senza pericoli. Il costo di uno sgombero completo sarebbe sproporzionato e, inoltre, si causerebbero danni ambientali, ha affermato il capo progetto Adrian Götschi. Si tratta di trovare un compromesso tra sicurezza e utilizzo. Con la tecnologia odierna è possibile individuare e rimuovere in modo affidabile le munizioni fino a una profondità di circa trenta centimetri. Ciò che si trova più in profondità nel terreno rimarrà al suo posto.

Sondaggi esplorativi in estate

Sul fronte della sicurezza operativa, nel corso dell'estate si procederà a sondaggi esplorativi nella galleria ferroviaria parzialmente ostruita, dove si presume vi siano ulteriori depositi di munizioni. Dopo le verifiche, i vuoti verranno temporaneamente riempiti con argilla espansa per prevenire cedimenti del terreno durante i futuri lavori di rimozione della parete rocciosa. Queste operazioni non richiederanno evacuazioni temporanee della popolazione: non vi sono edifici abitativi nelle immediate vicinanze. Nel corso dei lavori la linea ferroviaria di montagna del Lötschberg, che passa proprio davanti al deposito, sarà protetta da una galleria provvisoria, che verrà smantellata al termine delle operazioni. Il DDPS intende autorizzare le attività per fasi, in modo da sincronizzare i lavori della galleria di protezione con l'ampliamento completo del tunnel di base del Lötschberg, che passa proprio dalla località bernese. Anche la strada nazionale sarà deviata in un tunnel di protezione che fungerà da circonvallazione del paese.

Le complessità tecniche 

La direzione del progetto ha pianificato l'avvio - scaglionato su due anni - delle procedura di approvazione dei piani per le misure di protezione ferroviaria e per la protezione stradale e l'esecuzione materiale dello sgombero. I responsabili del progetto hanno sottolineato che a causa della complessità tecnica legata alla gestione dei materiali contaminati e alle varianti di sicurezza vi sarà un ritardo sulla tabella di marcia. Il termine per la conclusione definitiva dello sgombero subirà uno slittamento di circa due anni, passando dal 2045 al 2047. Costruito durante la Seconda Guerra mondiale nella montagna, il deposito di munizioni sotterraneo dell'Esercito svizzero è esploso nel 1947. Nove persone erano morte e il villaggio era stato devastato.