
L'ex consigliere nazionale radicale ginevrino Peter Tschopp è morto improvvisamente ieri all'età di 69 anni. Lo ha annunciato la famiglia. Secondo notizie di stampa, causa della morte è stata la puntura di una vespa. Tschopp era stato eletto alla Camera del popolo nel 1991 e vi era rimasto sino al 1999. Aveva pure ricoperto la carica di vicepresidente del PLR svizzero. "Era uomo estremamente aperto, sono costernata", ha dichiarato alla radio romanda RSR l'ex consigliera agli Stati Françoise Saudan (PLR/GE), precisando che fu proprio Tschopp a farla entrare nelle file del Partito radicale ginevrino, che aveva presieduto dal 1982 al 1985. "Gli ero molto vicina a Berna e mi ha dato molto". Di origini basilesi, bilingue, non sempre in linea con il suo partito, annunciando il suo ritiro dalla vita politica federale Tschopp aveva lasciato trasparire una certa delusione per l'incapacità del mondo politico in Svizzera di aprirsi al mondo. Egli si era detto fautore di una fusione tra partiti borghesi in Romandia per far fronte all'emergere del populismo UDC di Christoph Blocher. Sull'Europa, le sue posizioni erano diametralmente opposte a quelle di Blocher. Per il consigliere di Stato ginevrino François Longchamp, che ha detto di aver pranzato con lui martedì scorso e di averlo trovato "in buona forma", Peter Tschopp era un visionario aperto all'Europa, molto impegnato anche nei dibattiti di società. Accanto all'attività di deputato, Peter Tschopp si era fatto un nome come professore di economia politica all'Università di Ginevra, diventando più tardi anche decano della Facoltà di scienze economiche e sociali. Lasciata la carica di consigliere nazionale, diresse l'Istituto di alti studi internazionali (HEI) a Ginevra. ATS
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