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Svizzera
Ex "bambini collocati": no a partecipazione a tavola rotonda
Redazione
13 anni fa

L'associazione degli ex "bambini collocati" ("Verdingkinder") non vuole partecipare alla tavola rotonda organizzata dalla Confederazione per discutere dei problemi delle vittime delle misure coercitive a scopo assistenziale. Lo ha dichiarato all'ats il presidente Walter Zwahlen, confermando una notizia pubblicata oggi dal domenicale svizzerotedesco "SonntagsBlick". La tavola rotonda era stata voluta dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga dopo l'evento commemorativo tenutosi a metà aprile a Berna. In quell'occasione la ministra di giustizia aveva rinnovato le scuse del governo alle vittime e aveva promesso che quella cerimonia "non segnava la fine, bensì l'inizio dell'approfondimento di un oscuro capitolo della storia sociale svizzera". Sulle colonne del "SonntagsBlick", Zwahlen ha dichiarato che il gruppo di lavoro istituito è un "club amatoriale" e una "costruzione inappropriata formata da partiti politici". Non gli è inoltre piaciuto il fatto che rappresentanti della Chiesa cattolica partecipino alla tavola rotonda. A suo avviso, l'istituzione ecclesiastica non è pronta per una degna ricostruzione storica. Le vittime delle misure coercitive - bambini e giovani che venivano assegnati a famiglie estranee, spesso contadine, che non di rado li sfruttavano e maltrattavano - non si accontentano delle scuse ufficiali, ma chiedono un risarcimento. "Non si tratta soltanto di una questione di soldi", assicura Zwahlen all'ats. "Con il denaro non si può salvare la nostra infanzia rubata". Talune vittime sono rimaste pesantemente traumatizzate. A livello internazionale, la Svizzera rappresenta "un caso particolare di un Paese che mercanteggia come un bottegaio e si defila dalle sue responsabilità", aggiunge Zwahlen. ATS

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