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Svizzera
Eveline Widmer-Schlumpf: in migliaia in piazza a Berna
Redazione
18 anni fa

Tutti in piazza per Eveline Widmer-Schlumpf: da 10 a 12 mila persone, in gran parte donne, si sono radunate oggi davanti a Palazzo federale per esprimere il loro sostegno alla neo eletta ministra di giustizia e polizia, proprio nel giorno in cui scadeva l'ultimatum impostole dall'Unione democratica di centro affinché rassegnasse le dimissioni dal partito. "Vi ringrazio della vostra presenza, che mi è di grande conforto in questi giorni difficili", ha detto la Widmer-Schlumpf, intervenendo a sorpresa alla manifestazione indetta in suo favore da "Alliance F", l'Alleanza delle società femminili svizzere. "Mi impegnerò per voi con tutte le forze", ha affermato tra gli applausi la consigliera federale, che ha lanciato un appello al rispetto e alla tolleranza. "Non siete venuti qui solo per me, ma perché noi tutti siamo chiamati a difenderci quando sono rimessi in gioco i valori democratici". La manifestazione è stata inaugurata dalla presidente di Alliance F, ed ex consigliera nazionale PPD, Rosmarie Zapfl. "Nessuno avrebbe pensato che tanta gente sarebbe venuta a Berna per dimostrare", ha detto. "I presenti sono qui per sostenere una cultura politica decorosa e tollerante". Alliance F ha peraltro lanciato su internet una petizione a favore della ministra grigionese, che ha raccolto oltre 100 mila sottoscrizioni. "Mai avrei pensato di scendere in piazza per una consigliera federale UDC", ha detto l'ex consigliera nazionale dei Verdi Cécile Bühlmann, mentre la collega di partito Leni Robert ha affermato che "quando la cultura politica va in rovina, le prime vittime sono le donne". Tre gli oratori uomini che sono saliti alla tribuna, tra cui il presidente del PPD svizzero Christophe Darbellay: "Widmer-Schlumpf non è una bugiarda, ha esclamato, ma una consigliera federale molto competente". Nell'imminenza della scadenza dell'ultimatum dell'UDC svizzera, sono state intanto numerose le reazioni e le prese di posizione. La sezione turgoviese del partito, annunciando che rispetterà l'elezione della Widmer-Schlumpf nel governo federale, ha chiesto un rapido ritorno a una "politica costruttiva", dicendosi inoltre "preoccupata per lo sviluppo e i toni che ha assunto la vicenda a livello nazionale". Di parere opposto la sezione lucernese, che si è chiaramente espressa, in un voto consultivo, a favore della procedura di espulsione della grigionese. Indirettamente ha fatto sentire la sua voce anche l'ex consigliere federale Christoph Blocher, che ha definito ridicoli e ipocriti i rimproveri di totalitarismo mossi all'UDC. Ricordando che pure lui è stato più volte invitato a dimettersi, l'ex ministro ha affermato in un'intervista alla "Neue Zürcher Zeitung" che l'UDC svizzera ha deciso di intimare un ultimatum alla Widmer-Schlumpf, dopo essere giunta alla conclusione che la neo eletta consigliera federale ha agito in modo grossolano contro gli interessi del partito: ha collaborato con i socialisti, ha ingannato la direzione dell'UDC e non ha detto la verità al popolo, ha affermato Blocher. ATS

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