
Il rapporto annuale 2014 del Servizio specializzato per l'estremismo in seno all'esercito riporta complessivamente 41 dossier che sono stati trattati sulla base di 42 tra annunci e richieste ricevuti. Pertanto, rispetto agli anni precedenti il numero di dossier evasi è aumentato di circa un terzo. Alla base di tale aumento non vi è tuttavia un incremento del numero di episodi registrati durante il servizio militare, specifica il Dipartimento federale della difesa in una nota, quanto piuttosto una più ampia sensibilizzazione in seno all'esercito e una maggiore diffusione pubblica dei comportamenti individuali attraverso i media sociali.
La maggior parte dei dossier trattati lo scorso anno può essere ascritta all'estremismo di destra. I casi sospetti vengono trattati seguendo procedure standardizzate, a prescindere dall'orientamento ideologico, ed in caso di bisogno vengono attuate le necessarie misure. Le disposizioni giuridiche e la strategia della «tolleranza zero» da parte dell'esercito vengono applicate in modo sistematico. Rispetto agli anni precedenti, il genere e la gravità dei casi annunciati non presentano differenze rilevanti. La maggior parte riguarda singoli casi di persone che esibiscono segni univoci, si esprimono in modo inequivocabile o assumono comportamenti chiaramente riconoscibili. Nemmeno nel 2014 si sono registrati avvenimenti di grave entità.
Per quanto riguarda la sensibilizzazione, le sequenze d'istruzione sono state estese agli aiutanti dei corpi di truppa e ai futuri agenti della polizia militare. Se si annoverano anche tutti i futuri ufficiali, i futuri comandanti d'unità, i comandanti di scuola e gli aiutanti di stato maggiore, circa mille tra quadri dell'esercito e collaboratori dell'amministrazione militare hanno preso parte ad una delle 15 sequenze di sensibilizzazione svolte durante l'anno in questione.
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