
Le imprese potranno mettere i loro dipendenti in disoccupazione parziale durante 18 mesi anziché dodici come avviene oggi. Il Consiglio federale ha prolungato oggi la durata massima delle indennità per lavoro ridotto (ILR), al fine di evitare un nuovo aumento della disoccupazione.
Il Governo ha pure previsto un termine d’attesa di un giorno a carico dei datori di lavoro nonché reintrodotto il conteggio delle ore straordinarie prima di poter beneficiare delle ILR. Le nuove regole si applicheranno dal primo settembre 2020 al 31 dicembre 2021, ha spiegato oggi in una conferenza stampa a Berna il ministro dell’economia Guy Parmelin.
Fino alla fine di agosto, le aziende possono richiedere indennità di disoccupazione parziale durante 12 mesi al massimo sull’arco di due anni.
Rimpinguare le casse
Il Consiglio federale vuole pure impinguare le casse dell’assicurazione contro la disoccupazione (AD) fortemente colpita dalle conseguenze economiche della pandemia di coronavirus con diversi miliardi di franchi. Per questo ha posto in consultazione una revisione della legge mediante procedura accelerata (fino al 15 luglio), ha sottolineato Guy Parmelin.
Gli oneri dell’assicurazione sono esplosi durante la crisi del coronavirus, raggiungendo livelli senza precedenti. Da aprile, oltre 190’000 aziende hanno presentato una domanda per ottenere una riduzione dell’orario di lavoro per circa 1,9 milioni di dipendenti, pari a circa il 36% di tutte le persone salariate in Svizzera, ha aggiunto.
Stando alla regola del freno all’indebitamento, i contributi salariali dovrebbero essere aumentati fino a 0,3 punti percentuali qualora l’indebitamento raggiungesse gli 8 miliardi di franchi. Al fine di evitare un tale aumento, il Parlamento durante la recente sessione estiva ha sbloccato un credito aggiuntivo di 14,2 miliardi. L’attuazione di questo finanziamento necessita di una base legale.
Casi di rigore nell’economia
Taluni rami economici ritengono inoltre di non essere stati sufficientemente sostenuti dalla Confederazione di fronte al coronavirus, ha spiegato ancora Guy Parmelin. Il Consiglio federale ha pertanto deciso che un’analisi approfondita fosse necessaria al fine di determinare la presenza di “casi di rigore”.
L’Ufficio federale della cultura, l’Ufficio federale dell’agricoltura e la Segreteria di Stato dell’economia sono stati incaricati di esaminare le varie situazioni. Nonostante i numerosi allentamenti decisi dal Governo, il settore culturale in particolare non ha potuto riprendere un’attività normale. Le grandi manifestazioni sono sempre vietate.
Pigione di locali commerciali
Infine, la pigione dei locali commerciali dovrà essere ripartita tra locatari e proprietari. Oggi il Consiglio federale ha posto in consultazione il relativo progetto. Per il periodo di chiusura o limitazione delle attività imposto dalle autorità, i locatari verseranno il 40 per cento dell’affitto, mentre il 60 per cento sarà a carico dei proprietari, ha precisato ancora il ministro dell’economia. La procedura di consultazione, in questo caso terminerà il 4 agosto 2020.
Tale progetto fa seguito all’adozione da parte del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati, nella sessione estiva, di due mozioni dello stesso tenore sulla ripartizione tra locatari e proprietari della pigione di locali commerciali.
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