
Un Thailandese residente a Ginevra dal 1987 sarà espulso dalla Svizzera per cinque anni. Lo ha confermato il Tribunale federale (TF) in una sentenza pubblicata oggi. Aveva importato «crystal meth» (metanfetamina psicostimolante venduta sotto forma di piccoli cristalli) nascosta in statuette di Buddha.
La droga era stata scoperta dai funzionari doganali dell'aeroporto di Ginevra, dove il pacco proveniente dalla Thailandia aveva destato sospetti. Aprendolo, avevano scoperto quattro statuette di Buddha. Ciascuna conteneva, nascosti sul fondo del loro astuccio, due bustine contenenti cristalli bianchi del peso complessivo di 48 grammi, puri per quasi l'80%.
Il pacco era indirizzato alla compagna del thailandese. Durante una perquisizione della loro abitazione ginevrina, la polizia vi aveva scoperto altre quattro statuette di Buddha, i cui astucci a doppio fondo, vuoti, erano stati evidentemente aperti.
L'uomo era stato dichiarato colpevole di violazione della legge federale sugli stupefacenti e condannato a 20 mesi di carcere con la condizionale. Il tribunale di primo grado aveva inoltre disposto un'espulsione dalla Svizzera per cinque anni. Tutto ciò era stato confermato dal Tribunale cantonale ginevrino. Contro tale sentenza, l'uomo - oggi 58.enne - aveva fatto ricorso.
Nessuna integrazione in Svizzera
I giudici del TF hanno constatato che, sebbene risieda in Svizzera da quasi 40 anni, l'uomo non vi è assolutamente integrato. Non lavora più e vive dell'assistenza sociale da molti anni. Egli stesso riconosce di parlare molto poco il francese.
Il Thailandese era arrivato in Svizzera nel 1987 insieme al fratello maggiore e alla madre, nel frattempo deceduta. Ha due figli adulti e non ha altri familiari in Europa. Ha tuttavia mantenuto i legami con cugini e amici in Thailandia, con i quali comunica regolarmente su Internet.
Alla luce di tutti questi elementi, il Tribunale federale ha rilevato che il suo legame con la Thailandia è più che puramente teorico. Ha inoltre sottolineato la sua limitata integrazione in Svizzera, al di fuori della sua cerchia familiare. I giudici losannesi hanno pertanto confermato la sentenza del Tribunale cantonale.

