
Il visto che era stato concesso a Bulat Chagaev, ex presidente della squadra di calcio del Neuchâtel Xamax, è scaduto da tempo: entro il 10 il maggio il ceceno deve dunque lasciare la Svizzera. Ha tuttavia cinque giorni per inoltrare ricorso contro la decisione delle autorità vodesi. "Questo fatto non mi sorprende, ma non contribuisce a chiarire la situazione", ha dichiarato alla radiotelevisione romanda (RTS) Jean-Charles Cerottini, sindaco del comune di Saint-Sulpice (VD), dove l'uomo d'affari ceceno - accusato di falsità in documenti e amministrazione infedele - possiede una villa. Chagaev non intende tuttavia cedere e in una telefonata diffusa dalla RTS afferma di aver molti interrogativi da porre alla giustizia e molte risposte da dare. Per questo inoltrerà appello. Recentemente avrebbe dovuto presentarsi davanti alla polizia neocastellana per essere interrogato nell'ambito dell'indagine aperta dal ministero pubblico, ma non si è presentato. Il procuratore Pierre Aubert ha confermato all'ats questa circostanza, precisando però che Chagaev non è obbligato a collaborare con la giustizia. L'uomo d'affari russo di origine cecena aveva rilevato lo Xamax nel maggio 2011 dall'ex presidente Sylvio Bernasconi, per un importo stimato a 1,2 milioni di franchi. Grandi attese e speranza nel capoluogo neocastellano, ma i problemi non si erano fatti attendere. Il finanziere fu accusato di non aver pagato i giocatori per svariati mesi e di aver omesso di onorare le quote sociali. Il Neuchâtel Xamax, club centenario, fallì per sovraindebitamento, lasciando un buco di 30 milioni di franchi. Bulat Chagaev fu arrestato e collocato in detenzione preventiva il 26 gennaio 2012, per evitare il rischio di fuga, poi scarcerato a fine maggio. ATS
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